Traversata pericolosa

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Dangerous Crossing
Anno: 1953
Genere: giallo (bianco e nero)
Numero commenti presenti: 3
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Dal radio-play “Cabin B-13” del giallista John Dickson Carr, un breve film (appena un'ora e un quarto) tutto ambientato su un transatlantico, dove Ruth (Crain), fresca sposa, s'imbarca assieme al marito (Betz) per la luna di miele. Quando questi d'improvviso sparisce, Ruth avverte il capitano e gli inservienti, ma ciò che le dicono la fa rabbrividire: la cabina dove dice di aver preso alloggio non è quella in cui lei ricorda di aver appoggiato le valigie (che stanno in quella vicina) ma, quel che è più grave, nessuno a bordo sembra aver mai visto suo marito! La donna risulta essersi imbarcata da sola e la prima impressione che ha l'equipaggio (compreso il medico) è che stia inventandosi tutto. Noi sappiamo che non è così, avendo visto...Leggi tutto sia lei che il marito, ma qualche dubbio affiora e proseguirà per tutto il film, durante il quale il marito la chiamerà comunque più volte al telefono da qualche punto nascosto del transatlantico per avvertirla che lo stanno perseguitando e che è costretto a rimanere nascosto. Cosa sta succedendo? Chi avrebbe interesse a far credere che la donna sta impazzendo? Chi è d'accordo con chi? Un plot oggi piuttosto usurato, classico per un giallo (non a caso due anni dopo uscirà un episodio della serie Hitchcock presenta, “Into thin air”, del tutto simile ma ambientato in un albergo) viene gestito dal regista Joseph M. Newman senza la dovuta dose di suspence. Forse anche per colpa di una sceneggiatura debole, mai incisiva, legata al tempo e che oggi appare stanca. O forse perché perché gli sviluppi della storia non erano poi così sconvolgenti: si arriva al finale in attesa di avere la soluzione, che verrà dipanata dozzinalmente a conferma di un prodotto confezionato senza grandi pretese (buona parte della nave è ricostruita in studio), che punta su un buon clima di mistero grazie alla bella intuizione di Carr. Modeste le interpretazioni, con Michael Rennie (il Klaatu di ULTIMATUM ALLA TERRA) che si guadagna il posto di riguardo accanto alla protagonista: sedotto dalla sua bellezza cercherà comunque di farla ragionare e di controllarne gli eccessi dovuti al fatto di trovarsi in una situazione assurda, illogica, lasciando spazio a qualche momento di tenerezza. Manca del giusto pathos, il film, necessario per immedesimarsi nel dramma della donna. Più riuscito, in tema, il già citato episodio della serie hitchcockiana, da noi uscito col titolo di “Nell'aria rarefatta”, in cui si condensa meglio quello che dopotutto è uno spunto piuttosto limitato.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 12/05/15 DAL DAVINOTTI
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Dusso 12/03/16 10:45 - 1535 commenti

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Da un radiodramma di uno dei migliori scrittori di gialli in assoluto (John Dickson Carr), un film gradevole e di breve durata con un epilogo che si rivela poca cosa; ma il film per l'epoca ha comunque una buona suspence e un ritmo veloce che possono lasciare soddisfatti. La Crain in una tipica interpretazione del tempo se la cava bene, molto carina la Anderson.

Daniela 11/09/19 11:08 - 9411 commenti

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Imbarcatasi su una nave da crociera per la luna di miele, un giovane sposa "perde" il marito, ma nessuno lo ha visto, non ci sono prove che sia salito a bordo o che esista davvero. C'è da diventare pazze... Da un dramma radiofonico, un film che può ricordare l'hitckcochiano La signora scompare nello spunto ma presenta una trama debole con una suspense quasi inesistente (una battuta ad inizio film fa intuire la soluzione del mistero). Le professionali prestazioni di Crain paranoica e di Rennie tranquillizzante come una tisana rendono però la visione scorrevole, complice la breve durata.

Anthonyvm 16/04/20 02:35 - 1950 commenti

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Dramma-mystery affascinante e ben confezionato, con una giovane e fragile neo-mogliettina che sostiene di aver perso il marito a bordo di una nave, nonostante nessuno dell'equipaggio l'abbia visto. Piccolo ma intenso, il film è avvolto dallo stesso clima di paranoia che caratterizzerà opere successive quali Bunny Lake è scomparsa, sostenuto dalla prova della bella Jeanne Crain e dalla nebbia che permea il set nelle sequenze più tese (ottimo b/w). Anche la soluzione dell'enigma, seppur non inarrivabile, è sapientemente costruita. Da riscoprire.
MEMORABILE: L'inquietante totale kubrickiano sul corridoio vuoto e la porta della cabina che si chiude da sola; Il marito scompare nella nebbia; La rivelazione.
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