The stepfather - Il patrigno

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The stepfather
Anno: 1987
Genere: thriller (colore)
Numero commenti presenti: 20
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Il grande merito del film di Joseph Ruben è l'aver introdotto, nel solitamente asfittico (dal punto di vista creativo) panorama horror statunitense, una nuova figura di serial killer ed averlo fatto interpretare da Terry O'Quinn, che per il ruolo sembra davvero nato. Il "family killer" cui O'Quinn presta magistralmente il volto (e l'inquietante sguardo) è ossessionato dall'idea di vivere in una famiglia tradizionalista e quando, nonostante i suoi sforzi in tal senso, moglie e figli gli si rivoltano contro, perde la testa e uccide. Costretto così a cambiare luogo per sfuggire alla polizia, si traveste e riprova, circuendo le vedove con i suoi modi suadenti e urbani. La trovata vincente è quella di far apparire O'Quinn quasi una vittima della...Leggi tutto circostanze: lui vorrebbe solo il bene, sono gli altri ad esasperarlo! In questo caso la figlia acquisita, incapace di accettarlo come padre e in perenne conflitto con lui. Tutto il film si concentra sulla caratterizzazione del protagonista, con le sue fobie e i suoi sfoghi (che avvengono in cantina, dove il bravo agente immobiliare si trasforma in pazzo furioso). Diretto senza particolare estro e confezionato con modestia (anche se le musiche dell'ex-Yes Patrick Moraz non sono affatto male), THE STEPFATHER punta molto anche sull'ironia, giocando con le frasi e le situazioni in modo da divertire facendoci immaginare le reazioni represse di O'Quinn quando in pubblico deve subire gli attacchi al suo ultraconservatorismo. Insomma, un bel personaggio per un film che per il resto si limita a produrre una blanda azione investigativa e dialoghi mediocri. Notevoli invece gli improvvisi scatti di violenza, che esplodono inattesi e spiazzano per la loro frenesia sanguinaria. Finale piuttosto scontato ma coerente. L'horror ha un altro paladino!
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Caesars 26/06/07 13:30 - 2689 commenti

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Bella l'idea di questo serial killer che uccide quando si accorge di non essere riuscito a crearsi una famiglia "perfetta". Il regista Joseph Ruben si limita a mettere correttamente in scena le gesta del pazzo, interpretato superbamente da Terry O'Quinn, ma il personaggio negativo è di quelli che non si scordano facilmente; merito anche della sceneggiatura curata da Donald Westlake. Con scarso uso di sangue il film è il ritratto di una follia lucida e pericolosissima. Merita una visione.

Undying 2/08/07 18:15 - 3840 commenti

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Cosa significa avere a disposizione un attore del calibro di Terry O'Quinn: ci si può permettere di girare una sceneggiatura raffinata, con dialoghi accattivanti, priva di semplici scene ad effetto (la violenza non è mai esposta) e puntare la camera da presa dritta negli occhi (lucidi di follia) di un patrigno disperato, dissociato alla Norman Bates. L'immedesimazione dell'attore nei panni di Jerry Blake (un malvagio a tutto tondo, molto più spaventoso di Freddy, Michael e Jason) è pressoché totale, tanto da dare luogo ad un seguito.

Cotola 20/03/08 18:14 - 7513 commenti

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Una vera e lieta sorpresa questo thriller imperniato sulle gesta di un uomo che dietro la facciata di totale normalità nasconde invece una natura folle, violenta e sanguinaria. Merito di una regia molto sobria (che evita i facili effetti) e di una sceneggiatura solida che pur non brillando per originalità, riesce comunque a creare un clima di crescente tensione che raggiunge il suo climax emotivo nell'ottimo e grandguignolesco finale. Straordinaria l'interpretazione di Terry O'Quinn. Da vedere.

Galbo 13/08/08 16:05 - 11379 commenti

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Thriller che lascia il segno in quanto (è questo l'obiettivo, centrato in pieno) assai disturbante ed inquietante. Il film svela benissimo la quotidianità del "mostro", il classico personaggio sereno e tranquillizzante, che nasconde il volto folle dell'assassino, e lo fa senza ricorrere a facili (e truculenti) effetti, ma grazie sopratutto allo straordinario protagonista che asseconda al meglio un'efficace sceneggiatura ed una regia insolitamente sobria per il genere.

Tomastich 5/02/09 11:55 - 1216 commenti

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Se per un attimo non considerassimo i buoni sequel di Psycho, questo film meriterebbe il titolo di "Psycho degli anni '80". Joseph Ruben ha a disposizione una "faccia assoluta" come quella di O'Quinn (che a volte spaventa anche nelle espressioni rilassate). La storia è semplice e lineare, adatta per creare il crescendo adatto ad un film thriller di questo tipo. Molto bello.

Anna 12/03/09 21:10 - 90 commenti

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Psicopatico che desidera la famiglia del mulinobianco e che quando questa inizia a presentare qualche piccola imperfezione la distrugge per poi ricostruirne un'altra. Ecccellente interpretazione di Terry O'Quinn i cui occhi sprigionano follia pura, accompagnato da un ottimo cast. Unico neo la figura del fratello di una vittima che sembra essere stato aggiunto in più alla sceneggiatura originale, del tutto inutile.

Supercruel 10/04/10 14:25 - 498 commenti

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Buonissimo thriller, impreziosito da un'interpretazione magistrale del grande Terry O'Quinn. La struttura è lineare ma compatta e senza tempi morti, sorretta da un'idea narrativa molto interessante (un uomo ossessionato dalla "famiglia perfetta"). La costruzione della tensione è davvero pregevole perché il regista riesce a far odorare puzza di marcio anche nei momenti di quiete domestica e lavorativa. Le esplosioni di follia e violenza sono ben girate e risultano efficaci, pur senza eccessivi dettagli grandguignoleschi. Da recupare, bel film.

Homesick 5/12/10 08:55 - 5737 commenti

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È il tronco da cui si sono sviluppati i rami, talora rigogliosi (Uno sconosciuto alla porta, Inserzione pericolosa), del grande albero dei serial-killer domestici. Proprio per questa sua rapida germinazione, visto oggi per la prima volta sembrerebbe una prevedibile raccolta di luoghi comuni sul tema, ma parecchie scene mantengono inalterato ancor oggi il loro effetto disturbante e Terry o’Quinn è straordinario nella sua maschera di raziocinante psicopatia omicida e inconfessati traumi infantili. Gli amanti del nudo femminile non perdano la doccia della graziosa Jill Schoelen.

Lupoprezzo 7/02/11 16:18 - 635 commenti

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Joseph Ruben dirige un thriller esemplare (soprattutto grazie all'ottima sceneggiatura di Donald E. Westlake), puntando tutto sulla notevole interpretazione di Terry O'Quinn, che dà vita ad un personaggio lucidamente inquietante, dal furore represso (eccezionali le sue crisi violente nello scantinato) e patologicamente ossessionato dall'integrità famigliare. Buona la prova della graziosa Jill Schoelen.

Kekkomereq 16/11/11 22:17 - 359 commenti

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Un piccolo thriller americano di fine anni '80 con qualche riferimento al genere slasher. La trama non è del tutto banale, ma alcune parti sì. Ad esempio, se il padre ha trucidato la sua famiglia perché non è ricercato? Questo è il problema maggiore, ma se lo si riesce a trascurare, il film scorre abbastanza bene. L'interpretazione di Terry O'Quinn è la migliore: la parte dello psicopapà gli calza a pennello. E' lui l'unico fattore che riesce a risollevare una sceneggiatura che presenta non pochi problemi.

Daidae 25/01/12 03:42 - 2737 commenti

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Uno dei migliori thriller americani degli 80. Considerando che non digerisco troppo i prodotti made in USA preferendogli i gialli di casa nostra devo però riconoscere diversi punti a favore di questo film: un ottimo cast a iniziare dal protagonista e una bella storia senza effettacci gore e splatter tipici dei film americani. Tre palle meritate.
MEMORABILE: Il patrigno, a furia di uccidere famiglie, fa confusione coi nomi...

Herrkinski 27/10/13 02:36 - 5123 commenti

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Notevolissimo thriller del bravo Ruben, che dà inizio a un particolare filone molto sfruttato negli anni a seguire. Oltre alla bella idea di base, a vincere è una sceneggiatura ben studiata e sorretta da buoni dialoghi; la regia è altrettanto corretta e riesce a mantenere alta la tensione senza eccessivi spargimenti di sangue (pur presenti). Straordinaria la prova dell'inquietante O'Quinn e niente male pure il resto del cast e l'ambientazione in un'uggiosa provincia americana. Un piccolo classico a suo modo, decisamente da vedere!
MEMORABILE: L'incipit; Lo "sclero" in cantina; Il finale.

Deepred89 9/04/14 13:25 - 3282 commenti

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La prima cosa che appare evidente di questo classico del thriller ottantiano sono la confezione e le interpretazioni sopra la media, con fotografia e regia decisamente curate e un cast in cui, oltre al giustamente pluricitato protagonista, trova spazio anche una delle scream queen più spontanee ed espressive di tutto il genere. Ad abbassare il livello un intreccio fin troppo lineare e scontato e una tensione altalenante, che impenna a ridosso delle scene ad affetto ma poi allenta la presa. Discreto, ma il solo Terry O'Quinn vale la visione.
MEMORABILE: La scena del bacio fuori dalla porta di casa.

Buiomega71 29/10/15 00:40 - 2260 commenti

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Immerso in un'atmosfera autunnale che ricorda La casa in Hell Street, con notevoli picchi craveniani (il maglione a righe indossato da O'Quinn, il vetro della porta del bagno sfondato, le villette stile Elm Street) e un inizio da antologia impreziosito dallo score di Patrick Moraz (il "tu tu" del telefono, la famiglia massacrata, il sangue sulle pareti delle scale) e chiude con un finalone violento da cardiopalma tra il bagno, la soffitta e la scalinata con tocchi quasi da "fiaba nera. Ruben in stato di grazia e O'Quinn ammicca a tic ed espressioni "torrenciane". Psychothriller coi controfiocchi.
MEMORABILE: "Ah sì, Jerry Blake, hai ragione cara" e sbamm, cornettata in faccia alla mogliettina; La bambina che saluta Jerry sull'uscio di casa; Lo psicologo ucciso a "bastonate".

Daniela 26/11/15 22:59 - 9369 commenti

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Il protagonista è un uomo che crede profondamente nella famiglia, tanto da voler ogni tanto rifarsene una nuova di zecca, previo massacro della precedente... Uno dei migliori thriller del decennio, riesce con pochi semplici mezzi a sviluppare una tensione notevole fino al termine. Il buon risultato è merito soprattutto di Terry O'Quinn, qui alla migliore interpretazione, convincente come folle omicida e molto bravo nel rendere inquietante il suo "mostro della porta accanto" anche nei momenti di apparente normalità.
MEMORABILE: All'ex cognato: "La prossima volta telefona prima di venire" (saggio consiglio); le ultime parole: "Io vi amo..."

Nicola81 16/10/17 18:44 - 1951 commenti

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Una storia semplice ma efficace (la sceneggiatura è di un giallista di fama come Westlake), una regia priva di sbavature che riesce a mantenere l'interesse anche senza ricorrere alla violenza gratuita. Ma se questo thriller ha acquisito negli anni la nomea di piccolo cult, il merito è interamente ascrivibile all'ottima prova di Terry O'Quinn, che con la sua ossessione per la famiglia perfetta incarna una figura di serial killer domestico impossibile da dimenticare. Discrete le prove del cast di contorno, così come le musiche di Patrick Moraz.
MEMORABILE: L'incipit; La fine dello psicologo; Il finale.

Rufus68 16/11/17 22:56 - 3076 commenti

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Filmino eguale a migliaia d'altri la cui fama riposa su due meriti: è stato uno dei primi a mostrare il volto nascosto della media borghesia americana (quella col praticello davanti casa: da qui si originò il profluvio di horror a base domestica, quasi sempre di mediocre taglio televisivo); vanta una bella interpretazione di O'Quinn. Al di là di tali pregi è difficile rinvenire qualcosa di notevole in una noiosa sequela di vicende a bassa tensione e mai veramente generatrici di carica perturbante.

Paulaster 10/04/19 11:01 - 2773 commenti

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Ossessionato dall’idea di famiglia, sterminerà chi lo delude. Thriller basato sui comportamenti psicotici: parte molto bene con un inizio senza dialoghi lasciando ben intendere la piega criminosa. Buona la costruzione del personaggio di O'Quinn e adatto al ruolo, col suo sguardo allucinato. Le efferatezze sono centellinate ed evitano bagni di sangue; la parte finale vira comunque sulla classica risoluzione e perde un filo in originalità (anche la doccia non dimostra una gran fantasia).
MEMORABILE: L’uccisione dello psicologo; Lo spavento della figlia nella casa in vendita; Il discorso ai vicini di casa.

Ira72 18/05/19 15:53 - 934 commenti

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Nel periodo in cui sono stati prodotti i peggiori thriller della storia cinematografica (salvo rare eccezioni), non si può che apprezzare questo film, in cui chi spicca è Blake, padre e marito devoto (finché dura). Camaleontico, trasformista e graziato da una mimica facciale notevole, O’Quinn passa con grande naturalezza dai prati in fiore ove sfoggia occhi a cuoricino ai sotterranei impregnati di segreti, ove impreca ossessivamente escogitando piani diabolici. Ispirato alla storia vera dell’assassino John List, diretto in modo snello, merita la visione.

Kinodrop 29/02/20 20:37 - 1492 commenti

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Se non si va tanto per il sottile e non si cerca verosimiglianza e coerenza nelle cause e nella sequenza dei fatti, questo thriller "domestico" si lascia vedere per la snellezza della sceneggiatura e per la "sobrietà" delle parti più violente. Gran parte dell'attrattiva sta nel personaggio di Blake, nella duttile espressività di O'Quinn, tra la facciata buonista e le turbe omicide, mentre il resto del cast è piuttosto scialbo. Certo, pur facendo da apripista per la filmografia successiva del genere, una regia più decisa gli avrebbe giovato.
MEMORABILE: L'improvvisato assassinio dello psicologo; L'inutile divagazione giornalistico-poliziesca.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Cotola • 2/04/09 13:42
    Consigliere avanzato - 3627 interventi
    Prossimamente (a quanto pare nella stagione in corso) dovrebbe uscirne una sorta di remake a firma di Nelson McCormick. per ciò che riguarda gli attori invece ecco alcuni nomi del cast:
    Penn Badgley, Dylan Walsh, Sela Ward, Chris Meloni, Sherry Stringfield.

    Dubito che possa eguagliare i risultati dell'originale che era davvero un bell'esempio di thriller girato senza molti mezzi e senza troppi schizzi di sangue.
  • Curiosità Undying • 18/04/10 14:30
    Scrivano - 7630 interventi
    La qualità del prodotto, evidente negli ottimi dialoghi, è da attribuire, per buona parte, alla valida sceneggiatura di Donald E. Westlake (autore di decine e decine di libri, spesso siglati dietro pseudonimi tipo: Richard Stark, Timothy J. Culver, Curt Clark o Tucker Coe).

    Joseph Ruben ha definito così questo curioso film, a suo modo anticipatore di un valore (quello familiare) in via di disgregazione sul passare del nuovo millennio:
    "(Stepfather) è un film sulla famiglia e le idee di famiglia.
    Mostra cosa accade quando la realtà non è conforme a ciò che ci dice la nostra cultura.
    "

    Fonte: Pioggia di sangue: Il cinema psycho-thriller americano di Fabio Giovannini e Antonio Tentori, pg. 140
  • Discussione Caesars • 19/04/10 10:03
    Scrivano - 10680 interventi
    Undying ebbe a dire:
    La qualità del prodotto, evidente negli ottimi dialoghi, è da attribuire, per buona parte, alla valida sceneggiatura di Donald E. Westlake (autore di decine e decine di libri, spesso siglati dietro pseudonimi tipo: Richard Stark, Timothy J. Culver, Curt Clark o Tucker Coe).



    Ben fatto Undying. Più che giusto rilevare l'importanza dello sceneggiatore nella riuscita di questo film. Personalmente adoro Donald Westlake, soprattutto, ma non solo, per i libri con protagonista John Dortmunder.
  • Discussione Schramm • 19/04/10 10:37
    Risorse umane - 6710 interventi
    è già uscito e se ne sentono da ogni lato di orride.

    la cosa triste è che il capostipite è stato riscoperto solo ora, in gran parte a ridosso della resurrezione di terry in lost
  • Discussione Buiomega71 • 29/10/15 10:43
    Pianificazione e progetti - 21882 interventi
    Ah, erano 21 anni che non lo rivedevo, e le impressioni di allora non sono cambiate di una virgola (anzi, ne ho apprezzato ancora lo stile registico più di allora, e nonostante oggi gli stilemi del "psycho thriller" o della "famiglia minacciata" siano all'ordine del giorno, il gioiellino rubeniano ha ancora momenti di alta scuola che il tempo non ha scalfito)

    L'unica nota stonata (che forse col tempo ho rimosso) e l'odiosità di Jill Schoelen, davvero insopportabile come "figliastra sospettosa" del patrigno, che vorresti che il buon Terry O'Quinn la apra in due come un tacchino

    Per il resto è ancora uno "psycho thriller" coi controfiocchi

    Il film della maturità rubeniana (anche se Dreamscape era una pietanza assai squisita) che si scrolla di dosso i drammetti e le commediole del passato e si avvia verso il tunnel del thriller (poi verranno moglie stalkizzate, luciferini bambini assassini, madri e alieni, donne sole in casa)

    Ho notato, nel corso del film, alcune assonanze con il mondo parallelo craveniano (O'Quinn indossa un maglione a righe, O'Quinn sfonda-sequenza molto simile a quella in cui Freddy Krueger fracassa la vetrata della porta entrando dentro la cameretta di Nancy-il vetro della porta del bagno dove si "barrica" Stephanie-non prima di tentare di buttarla giù in stile Shining-e le villette del quartiere residenziale così simili a quelle di Elm Street) e un atmosfera autunnale che mi ha ricordato quella de La Casa in Hell Street (anche quì, come nel film di Michael Winner, una ragazzina e in balia di uno psicopatico che vuol far fuori mammà, e la sua iniziale "paranoia" non viene creduta)

    Già dal bellissimo incipit Ruben mostra tutti i suoi numeri (0'Quinn chiuso in bagno che si rade, si mette le lenti a contatto e cambia "connotati", poi scende le scale e schizzi di sangue imbrattano le pareti, il "tu tu" del telefono e nella sala i corpi straziati della "sua" famiglia, il tutto condito dallo score penetrante di Patrick Moraz), per poi chiudere il film con battute magistrali da cardiopalma, tra docce, bagni, coltellate, schegge di vetro, rivolverate, un inseguimento senza respiro che và dal bagno, alla soffitta (con caduta rovinosa di 0'Quinn dal pavimento del solaio al bagno), fino alle scalinate e dove la fotografia di John Lindley assume cromatismi argentiani, immergendo il film in un limbo da "fiaba nera"

    Ruben non molla la presa per un secondo, dona a 0'Quinn il ruolo della vita, con ammiccamenti, tic, nevrosi, e cipigli luciferini alla Jack Torrence (da annali i suoi "scleri" in solitaria nello scantinato, o sulla porta di casa quando becca la figliastra che pomicia con il suo morosino) sorvola sullo splatter ma non rinuncia a impennate di violenza e crudeltà (lo psicologo di Stephanie ucciso a colpi di asse nella casa vuota, sgamato da O'Quinn) e ci infila momenti di pura poesia (la bambina che saluta O'Quinn sull'uscio di casa, la perfezione della famiglia alla Mulinobianco agli occhi dello psicopatico)

    Il coltello piantato nel cuore, il sibillino "Vi amo" finale, "Come mi chiamo? Ah, sì, Jerry Blake, hai ragione cara..." e sbamm, cornettata in faccia alla mogliettina, la confusione dei nomi, il fischiettare dopo gli efferati delitti, la decisione di sterminare la sua famiglia "non perfetta" come avrebbe voluto e la "predazione" di sceglierne un'altra, cambiando ancora nome, lavoro, fisionomia e città (con "cambio dei connotati" su un ferry boat)

    Gli esterni "freddi" e "autunnali" rimandano al Ruben dei primi tempi (su tutti quelli della Ragazza dell'altro)

    Insomma, un thriller sempre verde, che sorprende ancora oggi, che risulta ancora godibile nonostante me lo ricordassi abbastanza (ma non troppo)

    La quintessenza del Ruben pensiero e giustamente inossidabile cult ottantiano

    Note a margine: Quando O'Quinn disquisce con lo psicologo della figliastra per la vendita della casa, una "giraffa" lunga un kilometro segue i due attori da una stanza all'altra

    Nel mio commento (che ho scritto ieri sera subito dopo la visione del film), mi accorgo (su recensioni lette stamattina) di alcune assonanze

    Primo, che ricorda La Casa in Hell Street lo scrive pure Andrea Lanza sul suo sito Malastrana, secondo, Loris Curci , su 35 MM DI TERRORE, recensendo il film , chiude con un "Thriller coi fiocchi" e sul libro DELITTO PER DELITTO, 500 FILM POLIZIESCHI, nella recensione al film, segnalano un "inizio da antologia". Giuro, se non fosse perchè il commento lo scritto ieri sera, si direbbe che ho "sbirciato" le rece altrui...e fà un pò "specie" quando leggi certe assonanze molto simili a quelle che hai scritto...Insomma, le vie delle sensazioni personali sono infinite...
    Ultima modifica: 29/10/15 19:20 da Buiomega71
  • Discussione Zender • 29/10/15 16:12
    Consigliere - 43496 interventi
    Come già detto ad altri càpita, l'importante è non farlo sapendo di farlo.