The producers - Una gaia commedia neonazista

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The Producers
Anno: 2005
Genere: musicale (colore)
Note: Tratto dal musical "The Producers" di Mel Brooks, tratto a sua volta dal film "The Producers" (in italiano "Per favore non toccate le vecchiette").
Numero commenti presenti: 7
Papiro: cartaceo

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 12/07/09 DAL BENEMERITO PIGRO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 29/08/14
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Pigro 12/07/09 10:01 - 7737 commenti

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La storia dei due impresari teatrali che realizzano un auspicato flop su Hitler è sempre molto divertente, anche se non più originale, ma non sono possibili paragoni con il precedente The Producers, per il diverso impianto da classico musical anni 50 rivisto con sontuosa ironia. Rimangono idee e battute fulminanti, ci sono molte variazioni, ma soprattutto c'è molta musica e coreografia. Bravi i protagonisti e molto piacevole l'opera. Anche se nascosto, Brooks (produttore del film) fa sentire la sua graffiata, e fa sempre ridere.

Galbo 18/10/09 09:08 - 11350 commenti

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Molto piacevole, The producers è il remake di un celebre film di Mel Brooks (qui sceneggiatore e produttore). La storia pur divertente (un duo di impresari teatrale mettono in scena una commedia su Hitler ottenendo un inaspettato successo) conta relativamente. Più importante il tono generale con ironia profusa a piene mani e la gradevolezza delle coreografie e dei numeri musicali eseguiti da un cast valido ed ispirato.

Ziovania 30/09/11 11:31 - 337 commenti

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The Producers è rivelatore dei meccanismi a volte perversi ma più spesso misteriosi che reggono le leggi dello spettacolo e in special modo a Broadway. La coppia Max/Leo (Lane e Broderick) è insuperabile nell'offrirci momenti di insana follia e particolarmente curate risultano le coreografie (piace il numero "I wanna be a producer"), ma delude lo score musicale, incapace di far decollare il film. Nonostante le sapienti orchestrazioni, mai si coglie quel guizzo in grado di risollevarlo dall'ordinaria banalità. Insomma, una roba per vecchi.

Giùan 3/01/12 18:10 - 2940 commenti

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Paradosso/paradigma del musical cinematografico (quello ben fatto s'intende): la patina polverosa da soffiar via, quell'intorpidimento che ti sopraffà nel dover seguire coreografie e canzoni, poi invece qualcosa dentro si smuove e la paresi del viso diventa sorriso, i pori si dilatano, tutto si fa più allegro, più festoso, come dire... più gaio. Tutto questo si ritrova in Producers, ameno gioco fuori tempo scritto magistralmente da Mel Brooks 40anni orsono e ben messo in scena da Susan Stroman. Attori in forma e ruolo, con speciali menzioni per Uma e Lane.
MEMORABILE: La coreografia delle carampane con deambulatori; La performance di Gary Beach e la canzone "...Keep it gay, keep it gay, keep it gay".

Saintgifts 4/04/12 23:28 - 4098 commenti

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Il genere musical mi è sempre risultato un po' indigesto: quando la scena diventa interessante e le battute fioccano... alè, parte la musica, il balletto e le luci con più o meno lustrini in movimento. Bisogna che le coreografie siano veramente originali e possibilmente vitalizzate da lunghe gambe (come anche qui succede) per far sopportare lo stacco cantato; del resto è un musical, cosa pretendere. La sorpresa è la Thurman, bella e brava (alle 11 lr piace far sesso), che chiede maliziosa a che ora deve arrivare in ufficio: risposta scontata.

Caesars 19/11/12 10:14 - 2674 commenti

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Non ho mai amato particolarmente la pellicola di Brooks, ma questo remake reso musical la fa rimpiangere parecchio. Più soldi e più mezzi a disposizione non fanno sì che il risultato sia particolarmente riuscito e gli inserti musicali sono poco coinvolgenti e molto banali. Non mi hanno neanche convinto molto gli interpreti principali, riesco solo a salvare la bellezza veramente notevole della Thurman. Anche la durata mi è parsa eccessiva. Una vera delusione (chissà perchè avevo buone aspettative). *!

Daniela 9/09/14 17:00 - 9238 commenti

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"Per favore non toccate le vecchiette" è un piccolo capolavoro tuttora godibissimo, per cui era difficile che questo - figliato attraverso la trasposizione sul palcoscenico - potesse competere con l'originale. Però il risultato è inferiore alle pur modeste attese: la coppia Lane/Broderick, pur impegnandosi, fa rimpiangere ad ogni pié sospinto quella formidabile Mostel/Wilder ed anche il resto del cast non convince, compresa Thurman al cui personaggio è stato dato maggior spazio. Da salvare invece alcuni numeri musicali, gustosamente coreografati in stile anni cinquanta.
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