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L'IMPRESSIONE DI MMJ

Arriva un'altra comunità devota a fantomatici dei e dedita a sacrifici umani: vivono in un gigantesco deposito adibito a sfasciacarrozze, discarica a cielo aperto nel quale finisce una band punk all female, le Ms. 45, reduci da un concerto finito in rissa tra urla, pugni, calci in faccia e dita negli occhi con sbulbamento da horror d'altri tempi (ma tanto si scherzava, alla fine tutti felici, saluti e baci... e se uno ha perso la vista va bene, càpita). Qualcuno le ha notate e, dopo aver provocato la foratura di una gomma del loro furgone, fa giungere in soccorso un falso poliziotto che le accompagna fino al deposito dove promette di far loro riparare il mezzo e a quel punto addio: gasate, narcotizzate, le quattro si risvegliano...Leggi tutto tutte con una mano tagliata e sostituita da una protesi multiuso, di quelle che ci puoi innestare dentro a scelta una lama, una sega, un trapano, uno sparachiodi... Bello scherzo! Intorno un mondo selvaggio nel quale sono chiamate a combattere in un'arena improvvisata come gladiatrici per la gioia di un pubblico assiepato dietro a ringhiere di tubi che applaude e con un imperatore (nientemeno!) che presenta l'evento spiegando regole che... non esistono: menatevi e accoppatevi! Circondate dalla solita carne da macello che in film così non manca mai, le sorelle Amy (Argyris) ed Emma (Alatalo) si preparano, insieme alle amiche lesbiche Jill (Chelsea) e Cassy (Stanon), a trucidare il prossimo per necessità. Lo faranno in un ovvio tripudio di sangue e sbudellamenti come esige la tradizione dei mortal sport al cinema, dall'IMPLACABILE fin su agli hunger games, dimostrando quanto il film non ambisca ad altro che a ricalcare formule vetuste calcando la mano sulla violenza e dando spazio a quattro donne (d'altra parte i film canadesi prediligono eroi al femminile) invece che ai soliti omaccioni brutti e cattivi cogli abiti a brandelli che ringhiano e sputano. Queste son volgari, insultano la brava gente in tribuna e passano il tempo col figlio scemo (Rouse) dell'imperatore (Richings) il quale adocchia Emma, le dice che è la migliore e le pronostica un futuro da imbattibile. Dialoghi al grado zero, villains insopportabili, fotografia coloratissima dai contrasti improbabili, trama che si riduce a scontri belluini in cui l'avversario di volta in volta si fa più pericoloso come in un videogame e un istruttore guercio (Allen) dal cuore d'oro (si fa per dire). L'ambientazione da discarica abbandonata colonizzata da dementi a piede libero ricorda il persino peggiore NIENT'ALTRO CHE GUAI, mentre di arene gladiatorie tirate su con quattro tubi è pieno il cinema futuristico-postatomico. L'overdose splatter a colpi di CGI non stupisce più nessuno (per quanto qualche faccia scorticata faccia ancora alzare un sopracciglio) e si avverte la mancanza di qualche vero tocco ironico che possa rendere esplicite le sfumature parodistiche da sempre presenti nel genere. Non mancano la ragazza buona (Kohut) costretta a servire il potere che l'ha comunque cresciuta, la dottoressa (Noble) falsamente solidale, qualche screzio tra sorelle e su tutto una sensazione di artificioso e di “plastica” che impedisce di calarsi credibilmente nel dramma. Vedere le quattro fare il broncio quando le obbligano a scontri mortali per poi urlare e gridare peggio di Rambo in azione fa sorridere. Epigono pleonastico di uno tra i sottogeneri meno fantasiosi che esistano ma che magari, a chi chiede questo tipo di spettacolo, può non dispiacere.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 8/12/20 DAL BENEMERITO HERRKINSKI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 26/01/22
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Herrkinski 8/12/20 22:02 - 6610 commenti

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Ennesima variazione sul tema delle lotte clandestine e/o tra gladiatori "improvvisati", si rifà sia al survival-movie dei 2000 del "tutti contro tutti" che a modelli classici del cyberpunk ottantiano, con un'estetica che richiama il Thunderdome di Mad Max oltre la sfera del tuono, L'implacabile e affini; la maggiore differenza è mettere come protagonista un agguerrito gruppo punk femminile, all'insegna del "girl power". Si ricalcano i cliché del genere senza troppe idee; la si butta sullo splatter facile (con qualche bel SPFX), sull'avvenenza delle attrici e sull'energetica ost.

Mco 25/03/21 23:16 - 2248 commenti

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Metti un'arena postmoderna con tanto di imperatore fuori di capa che recluta androidi e umani con parti meccaniche per il suo divertimento. Metti che a combattere siano prevalentemente delle donne raccolte dopo un concerto rock. Aggiungi un'ambientazione da postatomico di casa nostra e uno sfasciacarrozze degno di Drive in 2000 e Spare parts è bell'e che confezionato. Componenti intercambiabili che nemmeno Jeeg e Miwa, volgarità assortite e splatter assai tosto per ottantasette minuti. Ci si può divertire? Se non si hanno troppe pretese certo che sì!
MEMORABILE: "Ti fa più paura il mio machete o la mia fica?" (sic).

Puppigallo 10/01/22 09:53 - 4858 commenti

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Palese e a tratti anche godibile presa in giro di tutti i "pellicciotto"-combattimento-post apocalittici movie, con la differenza che qui il mondo è limitato a uno sfasciacarrozze di vari ettari pieno di rottami, che tornano utili per lo scopo finale. Gli attori non sono il massimo (Rouse in primis), ma qui conta più il contesto, in cui tutto è esagerato; e sangue, ammazzamenti e armi a incastro (Jeeg ha fatto scuola) si alternano a riferimenti ("Quei discorsi alla Trono di Spade erano una farsa"). Tutto ciò fa sì che si possa tranquillamente vedere in allegrezza.
MEMORABILE: Il cibo per i gladiatori; Il discorso che il capo bisbiglia a cena alla protagonista, tristemente vero e attuale; Perdere letteralmente la faccia.

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