Satan's slave

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Titolo originale: Satan's slave
Anno: 1976
Genere: horror (colore)
Note: Aka: "Esclave de Satan"; "Evil Heritage". Inedito in Italia.
Numero commenti presenti: 3

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 3/05/10 DAL BENEMERITO HERRKINSKI
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Herrkinski 3/05/10 15:32 - 5507 commenti

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L'esordio nell'horror di Warren (meglio conosciuto per i classici B-movies Inseminoid e Delirium House) è una classica vicenda "satanica" dalle tinte gotiche, tipicamente inglese. C'è quindi da aspettarsi messe nere, una casa minacciosa, reincarnazioni e quant'altro; warren non lesina sul sangue e sui nudi, tuttavia riesce a creare anche una trama interessante, dai risvolti onirici, supportata da un cast adeguato. Qualche momento di stanca c'è, ma nel complesso il film può dirsi ben fatto e godibile al punto giusto. Exploitation, ma di qualità.

Fauno 2/07/20 18:04 - 1970 commenti

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L'utilizzazione del sangue e la ferocia delle torture e degli omicidi è stratosferica e quindi è già un grosso punto a favore, niente da dire su inquadrature e fotografia (anche se l'ambientazione è limitata a villa e dintorni ). La morbosità non va però di pari passo con la suspense; quest'ultima viene invece accresciuta dal fatto che non si capisce fino a che punto i tre personaggi dark siano in combutta fra loro, come non si capisce la dinamica di certi eventi basilari, che può venire solo ipotizzata. Bello più per queste sue particolarità che per gli argomenti di necromanzia.
MEMORABILE: La scena dell'ascensore (potrebbe aver dato qualche spunto al secondo Damien); Il limaunghie; Le telefonate; Il quadro.

Rufus68 21/01/21 23:28 - 3265 commenti

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Il classico horror scombinato e povero nel budget che, chissà perché, rimane nella memoria. L'andamento onirico, coi continui rimandi alla realtà e all'inganno celato dalla realtà, pare in verità una pecca del regista, ma poco male. Il fluire sconnesso (la migliore scena - quella dell'ascensore - appare addirittura inessenziale rispetto alla trama) dona una involontaria aria di mistero mentre il ricorso a generose dosi di sangue e nudi, pur dilettantesco, contribuisce all'atmosfera. Ordinarie le interpretazioni, a parte Gough che, anche col freno tirato, se la cava da par suo.

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