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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Il ritorno della Spagnola, l'influenza che uccise trenta milioni di persone tra il 1918 e il 1920, è il tema attorno al quale ruota questo dramma televisivo costruito con una sua certa dignità. Al centro della vicenda un gruppo di epidemiologi che in America studiano quotidianamente l'evolversi delle diverse specie di influenza. Proprio sulla Spagnola la dottoressa Blanchard (Turco) sta conducendo alcune ricerche storiche quando in Guatemala un virus passa dai suini all'uomo uccidendo un ragazzino: i sintomi e gli effetti sono esattamente quelli dell'antico virus (tosse, annerimento della pelle, sangue dalla bocca...). Sulle prime non si pensa al peggio, ma una volta capito che il rischio di una nuova pandemia letale...Leggi tutto esiste davvero, si provvede immediatamente a mettere in quarantena l'intero paesino guatemalteco (quaranta abitanti), dal quale tuttavia la giovane sorella (Pinol) del ragazzino contagiato, ignara di essere una portatrice (sana o quasi) del virus, se n'è già andata decisa a raggiungere il proprio fidanzato a Los Angeles. Pochissimi gli indizi per rintracciarla prima che diffonda la malattia, ma su questi si concentra il dottor Rothman (Beghe), che raggiunge presto il Messico con la missione di scovarla. Sull'altro versante la collega Blanchard se ne parte invece in Siberia convinta di poter ancora ritrovare, nei corpi di alcune vittime della Spagnola sepolti sotto il ghiaccio quasi cent'anni prima, il virus ancora vivo da poter in qualche modo analizzare per studiare un vaccino. Diretti da un superiore che la sa lunga (Drake) e che relaziona dei progressi della malattia lo Stato Maggiore americano, lui e lei (che hanno avuto in precedenza una relazione) dividono di fatto il film in due tronconi: da una parte la ricerca della ragazza infetta, dall'altra la spedizione in Siberia, sicuramente meno interessante. Se infatti seguire la giovane guatemalteca e la sua scia di sangue diventa coinvolgente, dal momento che noi sappiamo (e lei no) quanto chi le si avvicini sia un quasi sicuro condannato a morte, le avventure tra la neve della dottoressa costretta a combattere con i religiosi che non vogliono la riesumazione dei loro cari lasciano un po' il tempo che trovano. La tensione tra gli scienziati e i politici che sale progressivamente ad ogni nuovo avvistamento tardivo della ragazza infetta è ben gestito, la recitazione nel complesso discreta. Per essere insomma un prodotto televisivo (ancora a tuttoschermo) si difende meglio di molti altri, se non fosse per un'ultima parte tirata via con faciloneria esagerata e una soluzione impossibile da credere nei termini e soprattutto nei tempi in cui viene descritta. I dialoghi son quelli che sono, ma la regia di Jeff Bleckner regge il film in qualche modo riuscendo ad avvincere il necessario e a creare inquietudine intorno alla figura della ragazza in fuga. Fa piacere rivedere Larry Drake (pur in un ruolo positivo e quindi privato del suo caratteristico ghigno) e, anche se la parte più tecnica relativa alle modalità di diffusione di una pandemia viene evitata (l'impressione di superficialità data nell'illustrare il fenomeno è inevitabile), la semplificazione va nella direzione di un intrattenimento facile ma non disprezzabile.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 29/07/21 DAL DAVINOTTI

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