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TITOLO INSERITO IL GIORNO 2/03/12 DAL BENEMERITO PAULASTER
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Paulaster 2/03/12 09:59 - 2827 commenti

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Nelle inquadrature a camera fissa sfilano in rassegna i racconti brevi delle detenute del carcere di Pozzuoli, mentre Ferrara abilmente ci ricama tre storie a corredo. L’immagine è quella di un fotografo perennemente a fuoco, dove i vicoli o i primi piani delle madonne rendono più degli schiamazzi dei luoghi. L’ambiente è duro e stavolta si dà voce alle vittime consapevoli ma non rassegnate. Un girato diretto, di rielaborazione di una tensione che aleggia sempre nell’aria.

Mickes2 14/07/13 16:58 - 1668 commenti

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Lente d’ingrandimento documentaristica da parte di Ferrara e collaboratori vari che alterna preziose, intense e commoventi interviste alle detenute del carcere di Pozzuoli (rievocando passato, rimpianti, disillusioni, malumori e disperazione) ad altri abbozzi di finzione che legano malavita, prostituzione e sfruttamento francamente pleonastici e slegati. Il tutto, comunque, per ritrarre la contemporaneità caotica, violenta e inquieta di Napoli nonchè i modi in cui la camorra, nelle sue plurime forme, ha proliferato, prolifera e prolifererà.

Cotola 8/02/16 13:52 - 7560 commenti

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E' più che probabile che non ci fosse alcun bisogno di un film come questo che "parlando" di Napoli (in realtà di un suo solo quartiere o comunque di una parte della città) non dice nulla di nuovo. Tuttavia va ammesso che certe interviste riescono a trasmettere emozioni, a rendere il dolore delle protagoniste con le quali, soprattutto in alcuni casi, diventa difficile non empatizzare almeno in parte. E certe considerazioni di politici, volontari, giornalisti ed intellettuali, spesso possono essere condivisibili o comunque interessanti. Opinabili ed inutili invece gli inserti di fiction.
MEMORABILE: L'ultimo minuto: il desiderio di una vita normale e migliore di una delle intervistate ed il suo sorriso che emoziona.

Minitina80 22/10/16 12:54 - 2364 commenti

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Chi meglio di Ferrara potrebbe occuparsi di aprire una finestra sul degrado sociale e urbano di una città complessa come Napoli? Le testimonianze raccolte nel carcere femminile sono inequivocabili e Ferrara, da buon regista, le intramezza con delle ricostruzioni per dare un senso più completo alle varie esperienze. A prescindere dal valore cinematografico dell’opera, il quadro che emerge è drammatico e ciò che è peggio non sembra esserci possibilità di redenzione o cambiamento. Il senso di angoscia che lascia addosso ne è la prova.

Pinhead80 3/07/19 11:29 - 3969 commenti

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Abel Ferrara s'introduce nei carceri e nei quartieri più poveri di Napoli per mostrare un lato genuino della città e di quelle persone che stanno pagando per quello che hanno commesso. La bontà dell'operazione (le interviste alle donne sono molto coinvolgenti) è macchiata da due fattori: il primo riguarda gli inserti di fiction che sono inutili e irritanti; il secondo invece sono le mancate interviste ai carcerati maschili. Tutto sommato rimane un buon prodotto che, con uno piccolo sforzo in più, poteva anche essere migliore.
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  • Discussione Raremirko • 4/11/19 22:52
    Addetto riparazione hardware - 3479 interventi
    Ottimo documentario che ben inquadra questa difficile realtà; citando la perfetta frase presa dal retro del dvd, parla "di una città che tutti criticano, alcuni amano, e che nessuno ha ancora capito".

    La situazioen negativa deriva dalla mancanza dello Stato, dall'ignoranza, dalla cultura violenta ed, addirittura, dal tipo di architettura presente.

    Molto vero, ben intermezzato da filmati, interviste e fiction, è un omaggio nel bene e nel male da parte di un Salernitano internazionale come Ferrara.