LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Unico film di mafia per l’ex specialista in western Demofilo Fidani (che si ferma Nedo La Fida), il quale dal lontano West (si fa per dire) si porta dietro l'eroico Jeff Cameron. LA LEGGE DELLA CAMORRA è un confuso concentrato di onore e sangue in cui la parte del leone la fanno le lunghe sparatorie (più qualche scazzottata), per le quali Fidani cerca di ricreare lo stesso tipo di “coreografie” spettacolari usate nei western. In parte va detto anche che vi riesce e non sono affatto disprezzabili alcune inquadrature particolari, pur se a volte un po' forzate. In una storia divisa tra la Sicilia (il presente) e New York (attraverso lunghi flashback che costituiscono l'ossatura principale del film), Fidani cerca di ricreare alla bell'e...Leggi tutto meglio (ma con uno stile personale) il mondo di Coppola e Scorsese, abusando delle brutte musiche “swingate” di Lallo Gori. Montato in modo approssimativo, recitato senza particolare convinzione ma senza nemmeno demeritare, LA LEGGE DELLA CAMORRA non si discosta come idee di fondo dai tanti prodotti nostrani del periodo: sempre vecchie vicende legate al traffico della droga e alla sua difficile gestione da parte dei “padrini”, sempre un “cane sciolto” che per motivi suoi e contingenti finisce per impazzire uccidendo tutti quelli che gli capitano a tiro. Eppure, nonostante la palese povertà di mezzi, gli evidenti limiti del cast e altri inevitabili difetti riscontrabili in gran parte dei B-movies italiani, Fidani offre un film se non altro scorrevole e bizzarro, fotografato bene e, per gli aficionados, godibile. E viene in mente Carosone: "Tu vuò fa' l'americano, mericano...".
Marcel M.J. Davinotti jr.
Chiudi
TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione
ORDINA COMMENTI PER: BENIAMINI GERARCHIA DATA

Homesick 20/11/07 18:23 - 5737 commenti

I gusti di Homesick

Fidani apre una parentesi nella sua carriera western e prova a cimentarsi nel noir. I risultati sono assai deludenti: trama confusa e appesantita da continui flashbacks e scene d'azione girate in modo grossolano (soprattutto le scazzottate). Nei ruoli principali compaiono i soliti Dino Strano e Jeff Cameron, oltre a Simonetta Vitelli - qui accreditata come "Mariangela Matania" - il cui volto risplende in numerosi primi piani e vale da sè tutto il film.
MEMORABILE: Il taglio delle orecchie, poi inviate in una scatola di latta di biscotti Pavesi.

Renato 8/06/08 19:18 - 1556 commenti

I gusti di Renato

Soporifero. Di solito questo tipo di sottogenere non mi annoia mai, per quanto povero o grottesco possa essere, ma qui andiamo decisamente oltre la soglia del sopportabile. Fidani firma una sceneggiatura poco chiara e con numerosi flashback che finiscono coll'irritare lo spettatore, anche perché a livello scenografico la differenza tra i due piani temporali è minima se non inesistente. Insomma, un film malriuscito al di là della pochezza produttiva.

Buck 2/09/08 19:15 - 32 commenti

I gusti di Buck

Dispiace ma a volte occorre; dispiace criticare un'opera del mitico Demofilo Fidani, regista di stra-cult inossidabili del nostro cinema di genere: (Giù la Testa Hombre!, Per una bara piena di dollari, Quel maledetto giorno... per citarne alcuni). Non si tratta assolutamente né di criticare la regia né l'ambientazione, tantomeno gli attori. Quello che a mio giudizio non funziona come deve è la storia in sè: ci sono molti tempi morti e il film alla lunga finisce con il perdersi. Eppure per Fidani le pistole non hanno mai discusso...
MEMORABILE: I momenti memorabili sono quelli in cui appare lo stupendo viso di Simone Blondell...

G.enriquez 6/08/09 00:39 - 121 commenti

I gusti di G.enriquez

A livello narrativo è il film più ingarbugliato che abbia mai visto in vita mia. Troppi personaggi, abuso del flashback, storia incasinata. Peccato, perché si vede che Fidani ci sa fare con la macchina da presa. Strano anche il titolo, in una pellicola in cui più che di camorra si parla di mafia. Non riuscito.

Daidae 5/02/09 14:45 - 2738 commenti

I gusti di Daidae

Caotico e noioso (soprattutto). Si vede che questo regista, ottimo nel suo campo, si è avventurato in territorio sconosciuto. Attori orrendi (pessimo Dean Strange ovvero Dino Strano) e ridicolo tutto il resto. Continui flashback (e se notate, durante le sparatorie, le comparse sono sempre le stesse in diversi ruoli). Uno dei peggiori polizieschi-noir anni 70.
MEMORABILE: Le orecchie in scatola.

Ronax 30/08/09 23:38 - 906 commenti

I gusti di Ronax

Delirante “padrino” d’imitazione, assurdo nella trama, zeppo di grotteschi anacronismi, penoso nella recitazione, privo di qualunque traccia di regia e di montaggio, il film – se tale si può chiamare questa informe e insensata successione di immagini che farebbero arrossire il più scalcinato dei cineamatori – rientra a pieno titolo nella gloriosa tradizione ultratrash dell’instancabile Fidani, coadiuvato come sempre da moglie e figlia nei sedicenti ruoli di sceneggiatrice - scenografa e attrice.

Fauno 15/04/10 15:24 - 1918 commenti

I gusti di Fauno

Ben al di sotto della sufficienza! Ok pestaggi, sparatorie, gangster, azione, che certo non mancano, ma non si aggiunge niente di nuovo quando un massacro continuo porta un boss in fin di vita a redimersi e ad ammettere che i legami di mafia e camorra, considerati sacri per una vita intera, sono in realtà marci, mentre gli unici legami veri sono solo con Colui che tutto vede e sa e che un giorno ci giudicherà. Un po' pochino, eh?

Buck ii 9/06/10 17:14 - 55 commenti

I gusti di Buck ii

Cultissimo noir Fidaniano! Sembra di assistere ad un western del nostro regista, quello che fa la differenza sono le auto al posto dei cavalli e l'abbigliamento diverso. Il film è abbstanza godibile e movimentato come i canoni del genere ma l'unica cosa forse che si nota è la non differenza di tempo tra il passato ed il presente (ma alla fine che vogliamo di più se il budget è quello che è). Le facce di Cameron, di Stratford, di Pacifico e soprattutto della splendida Simonetta Vitelli a noi sono sempre piaciute. Stracult.
MEMORABILE: Benito Pacifico resuscita non so quante volte ed appare con e senza baffi ma sempre con il grilletto facile in diverse scene.

B. Legnani 18/04/14 17:22 - 4720 commenti

I gusti di B. Legnani

Conoscendo buona parte della filmografia del regista, non lo si può neppure definire "incredibile". Il meccanismo a flashback, che comporta anacronismi, aumenta la difficoltà nel capirci qualcosa. Fra il poco che si comprende c'è il fatto che la presunta New York è Roma (pini marittimi a volontà, ma perfino il laghetto dell'EUR...). L'unico a recitare per davvero è Marco Guglielmi. Si salvano, con lode, gli occhi della Vitelli. Troppo poco.

Rufus68 28/01/16 21:12 - 3083 commenti

I gusti di Rufus68

Uno dei punti infimi del cinema dei Settanta, tanto da assurgere a piccola Bibbia della sua negazione. Trama, dialoghi, musiche, costumi, ambientazioni, sfidano, da subito ogni credibilità e logica deragliando nei territori di un ridicolo talmente crasso che si stenta persino a credervi. Dopo la prima mezz'ora è quasi insostenibile e sublima (almeno per i cinefili) in dura prova di resistenza fisica e psicologica.
Per inserire un commento devi loggarti. Se non hai accesso al sito è necessario prima effettuare la registrazione.

In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità B. Legnani • 23/08/14 00:12
    Consigliere - 13809 interventi
    Simonetta Vitelli ha dichiarato due giorni fa a STRACULT che Scarciofolo, quando non era sul set, faceva il macellaio.
  • Discussione B. Legnani • 9/10/14 17:41
    Consigliere - 13809 interventi
    per Zender
    Putroppo, l'attore
    Jeff Cameron (Giovanni Scarciofolo),
    talora risulta
    Jeff Cameron (Nino Scarciofolo),
    e talora solo
    Jeff Cameron.
  • Discussione Zender • 9/10/14 18:01
    Consigliere - 43513 interventi
    L'importante è che ci sia sempre Jeff Cameron e NON ci sia mai Nino Scarciofolo. Per il resto va bene sia col nome vero che senza.