Il vento fa il suo giro

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: E l'aura fai son vir
Anno: 2005
Genere: drammatico (colore)
Numero commenti presenti: 20
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Sorprendente,piccolo film girato sui monti del cuneese, in un paesino (Chersogno) dove giunge dalla Svizzera un francese intenzionato a stabilirvisi con la famiglia (moglie e tre figli) e le sue capre per produrre formaggio. Dapprima l'uomo sembra vincere la naturale diffidenza della minuscola comunità montanara, ma poi il regista Giorgio Diritti è fenomenale nello scegliere sempre la strada meno facile rifiutando la banalità e costruendo un'opera strutturata e complessa, portando i suoi personaggi ad agire con la massima naturalezza. E’ questo uno dei punti di forza del film, ma non il solo: la sceneggiatura è ricca di spunti interessanti, non si ferma mai in superficie e si inventa una parte finale...Leggi tutto semplicemente perfetta, girata pure nel migliore dei modi. Il ricorso al dialetto occitano (sottotitolato) contribuisce a caricare di realismo la vicenda, un realismo che traspare anche nei volti e nelle espressioni degli “attori”. La mescolanza di frammenti in francese all'impianto generale in italiano testimonia il meltin' pot culturale necessario all'esplicitazione delle tesi su cui Diritti costruisce (in modo esemplare) il suo lavoro, senza ricorrere a facili inserti cartolineschi. Non sempre fluido, talvolta incagliato in snodi superflui, resta la dimostrazione di come si possa fare ottimo cinema anche con pochi mezzi.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 2/09/08 DAL BENEMERITO SCHRAMM POI DAVINOTTATO IL GIORNO 2/08/12
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Schramm 2/09/08 17:09 - 2566 commenti

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Tutta l'italia è paesullo. Infimo, ostico, meschino, refrattario alla vita vera. Che bada solo alla facciata. Incapace di empatia e accoglienza verso chi da altrove questa vita la accolla e la offre. Questo è il cinema italiano che dovrebbe fare il botto e la differenza. Invece quasi ci si è vergognati di essere rappresentati da un'opera di smodata bellezza come questa (proprio come gli occitani che fingono di accogliere Phil), che non conoscerà mai risarcimento morale in patria, se non a scoppio assai ritardato. Andrebbe baciato lo schermo in cui la si proietta.Se mai ce ne sarà uno nostrano.
MEMORABILE: "A me la parola tolleranza non piace: se tu devi tollerare qualcuno, non c'è senso di uguaglianza"

Bruce 8/06/09 16:47 - 1006 commenti

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Accurato ritratto di una comunità montana in alta Occitania e di un mondo agricolo in dissolvimento. Il paesello reagisce con diffidenza all'arrivo del pastore straniero e di fronte all'intrusione nella proprietà privata non esita ad allontanarlo. Metafora dei giorni nostri, girato con cura e con approccio di devoto rispetto per un paesaggio rurale che non c'è quasi più. Buona la direzione complessiva dei numerosi interpreti, accompagnamento musicale adeguato alla nostalgica e lenta rappresentazione degli eventi.

Rebis 22/06/09 12:20 - 2124 commenti

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Giovane pastore francese ostracizzato da una piccola comunità occitana. In anni di autismo culturale e recrudescenza xenofoba l’opera di Diritto (autoprodotta), che definisce e rilancia il valore fondante dell'intraprendenza umana, si è miracolosamente guadagnata un posto al sole. Formalmente impaginato e appena compiaciuto dalla propria statura morale - i dialoghi aprono parentesi assai teoriche e meno eloquenti del silenzio - è un monito non circostanziabile che persuade con la forza pacata dell’avvicendarsi delle stagioni e scruta alla totalità uniforme e quieta del cielo muto. Necessario.

Caesars 11/07/09 15:18 - 2977 commenti

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Un film delicato e toccante, ben diretto ed interpretato e che gode di una buona fotografia e di una bella colonna sonora. Direi che ci sono tutti gli ingedienti per parlare di un prodotto che meriterebbe maggiore visibilità rispetto a quella che ha. Diritti ci parla di una piccola valle del cuneese (la Val Maira, per la precisione, anche se il paese di Chersogno è nome di fantasia derivato da quello di un monte locale) per ampliare il discorso al mondo attuale dove "l'altro" è sempre visto con diffidenza. Avercene di altri film così, in Italia.

Capannelle 25/09/09 09:47 - 3878 commenti

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L'ingiustizia distributiva che ha subito ne ha aumentato l'aurea di leggenda, ma questo non diminuisce la bellezza/delicatezza delle riprese orchestrate da Giorgio Diritti e la sua capacità di lettura del mondo rurale. Vi si innesta una storia di per sè classica (elementi base: la paura del diverso, la falsa gentilezza, la reazione del "branco") ma calata in una realtà particolare e con il merito di non cercare la banale drammatizzazione. Da vedere.

Pigro 25/01/10 10:35 - 8415 commenti

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Pastore forestiero arriva in un paesino montano dove si scontra con l'ipocrita ostilità locale. Mi ha ricordato certi film nordici per ragazzi degli anni 70, con una storia chiara raccontata semplicemente, senza ambiguità, con temi costruttivi adatti per il dibattito al termine. Qui in effetti la storia offre molti spunti importanti: lo spopolamento del territorio, le minoranze linguistiche, l'accoglienza dello straniero, la libertà interiore e la responsabilità delle scelte. Un lavoro fatto molto bene, da mostrare in tutte le scuole.

Saintgifts 11/02/10 09:53 - 4098 commenti

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Un film ben fatto con un'ottima fotografia, scenografia naturale ben ripresa in tutte le fasi stagionali, buona direzione di attori per lo più abitanti del luogo che si sono prestati, buona colonna sonora e tanta poesia di immagine. Quello che meno mi convince è il tema trattato. Come valore universale va bene, ci sono tutti gli elementi umani negativi ben noti; mi sembra però profondamente ingiusto appiopparli così pesantemente e anche poco coerentemente a una piccola comunità che sono sicuro non è così e se è così è giusto scompaia.
MEMORABILE: Il colloquio tra i due giovani sul tetto. Spiraglio di luce per il futuro.

Domino86 29/03/10 11:30 - 571 commenti

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Un buon film questo di Giorgio Diritti, procede lentamente ma non annoia. È facile riscontrare come sia reale la situazione rappresentata poiché così accade in certi paesini abbastanza isolati e dove a viverci ci sono ormai poche anime. Significativa la figura dello scemo del villaggio.
MEMORABILE: A me la parola tolleranza non piace, se devi tollerare qualcuno allora non c'è uguaglianza.

Redeyes 3/04/10 16:04 - 2261 commenti

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Indubbiamente un'ottima pellicola, questa di Diritti. Apparentemente lenta e fredda, scalda pian piano che si va specchiandosi in un piccolo borgo montanaro, che altri non è se non la nostra Italia in toto. È molto bella la fotografia, ed azzeccata la scelta del mantenimento del dialetto. Certo l'ultima scelta dà quel qualcosa in più al film ma di contro affatica. Per taluni tratti si va ad intuizione. Il finale, amaro, è buono, così come i dialoghi, curati e profondi. Consiglio.

Cotola 11/05/10 23:48 - 7876 commenti

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Piccola gradita sorpresa questo film italiano che ha sbancato diversi festival ed ha fatto del passaparola la sua fortuna. Si respira (finalmente!) un’aria nuova e diversa rispetto al solito cinemino italiano fatto di deja-vu, di fumosità intellettuali, di battutacce volgari e carinerie da quattro soldi. Ha il coraggio di affrontare temi inusuali ed interessanti e di farlo con uno stile personale e lontano dalle mode e con ritmi dilatati che non annacquano però una buona tensione narrativa. Non perfetto ma notevole.

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Didda23 22/10/10 15:15 - 2317 commenti

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Esordio incantevole di Diritti. Ambientando questo film in un piccolo paesino (Chersogno) nelle Alpi Occitane riesce nell'impresa di mostrare i meccanismi che regolano tutta la nostra società civile, purtroppo sempre più fondata sulla paura e sulla diffidenza nei confronti del diverso, dello straniero. Film che tramite il passaparola è riuscito ad ottenere anche un discreto successo in termini di incasso. Consigliato vivamente.

Giùan 30/05/11 17:03 - 3306 commenti

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Grande esordio di Diritti e senza dubbio uno dei film italiani più belli del millennio nuovo. Il regista bolognese rielabora e attualizza la lezione di Olmi con una storia di montagna limpida e fosca al contempo, girata con secco stile poetico e per questo in grado di dar conto di rapporti umani complessi in cui a prevalere si vorrebbe fossero la schiettezza, la fratellanza ed invece sono la paura del diverso da sé, l’egoismo più gretto, il cinismo di chi è pronto a far di ogni "straniero" il capro espiatorio. Bella faccia Toscan.

Ilcassiere 19/09/11 23:18 - 284 commenti

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Forte e delicato allo stesso tempo, poetico e coraggioso. Un film che parla di una comunità chiusa e vigliacca, prigioniera delle proprie paure e del proprio senso di inferiorità. Una comunità che teme il forestiero perché è uno che riesce lì dove loro hanno fallito. Si respira la montagna, l'umidità, la natura, il formaggio e il lavoro, quello vero, duro e faticoso e chi non ne ha rispetto è perché non lo ha mai conosciuto veramente. Purtroppo, il modo in cui viene rappresentata l'Italia, provinciale ed ipocrita, è drammaticamente veritiero.

Hackett 10/06/12 09:22 - 1801 commenti

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Film asciutto e ben girato che racconta senza eccedere in sentimentalismi la diffidenza e l'ostilità tipica delle piccole comunità di fronte al forestiero. Buone le prove attoriali (in buona parte non professionistiche) e le scelte registiche che vanno da immagini quasi amatoriali (la festa paesana) ad altre molto curate e visivamente coinvolgenti (il finale). Istruttivo.

Mickes2 14/05/13 13:56 - 1668 commenti

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Bellissimo esordio di Diritti, provvisto di sopraffina intelligenza e fine arguzia nel sondare gli ideali, l’isolazionismo, il conservatorismo, l’apertura del vecchio verso il nuovo: un tema universale che l’autore ci racconta attraverso una piccola babele di lingue e uno spaccato rurale tra mentalità opposte e retrograde, tradizione e modernità; l’amara presa di coscienza dei propri fallimenti e di contro la consapevolezza di avercela fatta, in un turbinio di contraddizioni, gelosie, falsità, ermetismo comportamentale. Davvero notevole!
MEMORABILE: Il discorso fra Toscan e Foresti seduti sul prato.

Delpiero89 19/09/13 23:32 - 263 commenti

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A metà tra drammatico e documentario, Giorgio Diritti confeziona un film che raggiunge livelli di realismo davvero altissimi. Peccato per la poca consistenza della storia, soprattutto per il finale poco palpabile. In definitiva un buon documento, ma difettoso. Ottime le prove di tutti gli attori.

Deepred89 10/06/15 14:06 - 3385 commenti

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Tra i rari prodotti indipedenti italiani del nuovo millennio veramente degni di nota, una pellicola insolita e suggestiva ma al tempo stesso irrisolta e con un paio di snodi (la parentesi adulterina, il finale) nebulosi quanto i meravigliosi paesaggi alpini. Proprio le ambientazioni sono il piatto forte del film, sostenute da una OST evocativa, da una confezione non malvagia e da un credibile gruppo di paesani. Azzeccata l'idea di far esprimere apertamente a questi ultimi il proprio disagio, in modo che lo scontro sia combattuto ad armi pari.
MEMORABILE: Il discorso, da incorniciare, sul concetto di tolleranza.

Lou 16/12/16 18:14 - 1036 commenti

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Un'opera prima sorprendente e coraggiosa, capace di raccontare con grande realismo le difficoltà di integrazione di una famiglia francese in un paesino delle montagne cuneesi. La forza del film sta nel rigore della descrizione, che mostra senza indugi le dinamiche dei rapporti tra la piccola comunità paesana, chiusa e diffidente e l'elemento estraneo che destabilizza. Il ricorso ad attori non professionisti e l'uso delle lingue occitana e francese sottotitolate conferisce naturalezza ai dialoghi. Un film che si distingue e lascia il segno.

Kinodrop 2/07/17 18:05 - 1877 commenti

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Ha i pregi e i difetti di un'opera prima: entusiasmo e ricercatezza formale, la scelta dell'ambiente e delle location dal taglio documentaristico, ma anche la debolezza della storia nei presupposti e ancor di più nelle conclusioni. L'arrivo di una famiglia francese che vuole recuperare e dare nuova vita all'economia pastorizia del luogo viene prima formalmente accettata e poi costretta a causa dell'ostilità crescente a desistere, confermando il persistere dei pregiudizi nelle comunità chiuse. Apprezzabile il contributo degli abitanti occitani.
MEMORABILE: Il commento musicale; Il montare delle diffidenze; La fierezza dell'"intruso".

Paulaster 29/04/19 11:27 - 3164 commenti

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In un paesino semidisabitato del Monviso arriverà un pastore francese. I temi sono lo spopolamento delle valli, la difesa culturale, la tolleranza (poca) e la diffidenza verso l’estraneo. La condizione rurale è il campo in cui Diritti, in modo quasi documentaristico, rappresenta le difficoltà ancestrali legate al territorio. Dialoghi validi, così come la testimonianza dei costumi locali. Qualche drammatizzazione lascia il tempo che trova ma non si può pretendere troppo da attori non professionisti. Musiche orchestrali in linea con la tradizione occitana.
MEMORABILE: Il benvenuto della popolazione; Il ballo nudo di notte; Il maiale morto nel dirupo.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Redeyes • 3/04/10 16:09
    Formatore stagisti - 884 interventi
    Da notare una certa somiglianza fra Giovanni Foresti e Rocco Tanica degli "Elio e le storie tese".
    Ultima modifica: 3/04/10 16:09 da Redeyes
  • Discussione Caesars • 18/04/12 11:14
    Scrivano - 12987 interventi
    Redeyes ebbe a dire:
    Da notare una certa somiglianza fra Giovanni Foresti e Rocco Tanica degli "Elio e le storie tese".

    Concordo appieno con questa osservazione.