LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Il maestro e l'apprendista: storia di un rapporto tra i più comuni anche in ambito lavorativo, dove il giovane praticante viene spesso biecamente sfruttato dal principale che fa leva sul proprio carisma e potere per vessare (magari anche innocentemente) chi sta sotto di lui. Il mondo degli avvocati si presta molto, a una facile applicazione del concetto: i posti, anche per chi vince un concorso, son pochi; vanno avanti i raccomandati e la meritocrazia è notoriamente una chimera. Così Toti Bellastella (Castellitto), professore universitario e penalista di successo, assume a 300 euro al mese il giovane Antonio Bonocore (Poggi), che se all'inizio si piega ad ogni volere (arrivando al punto di cucinare da gourmet per il suo principale), quando...Leggi tutto si trova a dover addirittura sposare un'amichetta argentina di questi solo per permetterle di ottenere regolare permesso di soggiorno, comincia a farsi due calcoli; ma siccome diecimila euro mensili non sono noccioline... E' solo il primo passo verso il caos, che il regista Valerio Attanasio porta in breve all'ammasso volgendo il tutto in farsa caciarona, appoggiandosi a un Castellitto in vena di gigionismi che accresce la sensazione di aver a che fare con un film che guarda talvolta alla commedia dagli accenti più comici; i quali però non sembrano sposarsi granché al contesto in cui sono calati generando uno strano ibrido che può infastidire, vicino al gusto americano che sfiora il paradosso e che, rivisto in chiave italiana, porta con sé non pochi difetti. Anche perché il giovane protagonista gioca da spalla: si trova al centro dell'attenzione ma non sembra avere la personalità necessaria per farlo. La regia vuol essere fin troppo svelta, tratta la mafia alla stregua di una una barzeletta e il risultato appare inevitabilmente di rara superficialità, a dispetto dell'approccio professionale di Castellitto, costretto a giocare da guitto pur mantenendo l'aplomb dell'avvocato impettito. Scontate le gag sui raccomandati di ferro (fino all'esagerazione di richiamare in aula, dopo averlo cacciato con ignominia, il figlio del presidente della Corte Istituzionale per dargli un 30), stereotipatissimi tutti i personaggi e in particolare i pochi femminili (la moglie e l'amante dell'avvocato), un ricorso costante alla facile battuta che indica con chiarezza la strada intrapresa consapevolmente dal film. La fase centrale, in cui gli ovvi abusi sul praticante si esauriscono per lasciare spazio a qualcosa di più strutturato, è la più accettabile, mentre l'ultima con la deriva mafiosa legata al processo del condannato che deve cambiar sesso per farsi assolvere (!) la meno sopportabile, condita pure da un'interminabile sparatoria. Qua e là, sparse, sorprendenti tracce di una sceneggiatura che avrebbe potuto anche produrre un'opera piacevole e divertente (notevole la scena del matrimonio davanti al sindaco). L'improvvisa malattia in pieno processo riporta alla mente il Sordi avvocato di TROPPO FORTE.
Marcel M.J. Davinotti jr.
Chiudi
TITOLO INSERITO IL GIORNO 25/04/18 DAL BENEMERITO GABRIUS79 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 3/10/18
Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione
ORDINA COMMENTI PER: BENIAMINI GERARCHIA DATA

Gabrius79 25/04/18 01:19 - 1197 commenti

I gusti di Gabrius79

Piacevole opera prima di Valerio Attanasio che racconta con una punta di cinismo come al giorno d'oggi si campi a suon di raccomandazioni e favoritismi. Sergio Castellitto è davvero istrionico e irresistibilmente cialtrone ed è spalleggiato da un bravo Guglielmo Poggi e da una spiritosa Elena Sofia Ricci (che avrebbe forse meritato più spazio). Una commedia a tratti spumeggiante e a tratti amara. Nel secondo tempo, quando Castellitto si fa da parte, si sente un po' di stanchezza nel racconto, ma tutto sommato assistiamo a una pellicola gustosa.

Medicinema 22/08/18 00:46 - 90 commenti

I gusti di Medicinema

L'opera prima di Attanasio, seppur non eccelsa, è tuttavia come una commedia all'italiana dovrebbe a grandi linee essere: vivace, ritmata, arguta, critica nei confronti della società ma con la giusta leggerezza. Se poi si aggiunge la certezza Castellitto (qui neppure al massimo dello sforzo) e la piccola sorpresa Poggi (forse un po' influenzato dal SolitoIdiotismo, ma non troppo), il risultato finale è una pellicola gradevole, divertente, mai noiosa, godibile sino alla fine. Poco spazio per i comprimari, compresa la Ricci, ma poco male.
MEMORABILE: La geniale idea per vincere il processo Malaspina.

Gugly 23/09/18 11:44 - 1015 commenti

I gusti di Gugly

Al di là delle solite facilonerie sull'esame (per diventare avvocato tra scritto e orale possono passare anni), il film è una grottesca ma tutto sommato accettabile rappresentazione di quello che può capitare in uno studio legale di qualsiasi dimensione con capi esauriti e intrallazzoni come Castellitto; un misto tra Sordi, Tognazzi, Gassman degli anni d'oro virati alla sguaiatezza attuale; certo tutto quello che capita al povero "giovane di bottega" in una volta sola è eccessivo, ma gli spunti sono reali, parola di ex praticante.
MEMORABILE: Il collaboratore che cucina nello studio e deve sollecitare il misero compenso...

Lupus73 9/05/20 23:27 - 634 commenti

I gusti di Lupus73

Brillante commedia che gioca in maniera caricaturale (ma neanche troppo...) e sarcastica sul guazzabuglio del praticantato "servile" dei giovani professionisti (in questo caso avvocati) e su tante situazioni di nepotismo "all'italiana". A reggere il tutto è la bravura interpretativa di Castellitto nei panni di un avvocato "filibustiere", ma anche il giovane protagonista fa la sua buona parte. La botta di Alzheimer ricorda il Sordi con crisi di identità che difende Verdone in Troppo forte. Alcuni colpi di scena tra sorrisi in agrodolce.

Piero68 28/09/20 15:07 - 2768 commenti

I gusti di Piero68

Buona commedia con molti spunti su cui riflettere, soprattutto su un certo malcostume tutto italiano. Ancora una volta cinismo, furbizia e libertinaggio assumono valori positivi soprattutto per un certo ceto sociale. Castellitto è davvero bravo e a suo agio nel tratteggiare il suo avvocato (anche se non è proprio una novità per lui questo genere di personaggio) e Poggi riesce comunque ad essere una buona spalla. Se la sceneggiatura avesse soltanto curato meglio la seconda parte sarebbe stata davvero una commedia esplosiva. Resta comunque un film assolutamente godibile.

Daniela 17/10/20 14:42 - 9510 commenti

I gusti di Daniela

Qui non c'è traccia del minimalismo sentimental-ombelicale che tanto affligge il cinema degli esordienti nel nostro cinema: il primo lungometraggio di Attanasio, già sceneggiatore, è il ritratto di un avvocato intrallazzatore e trombone che brandisce la lettera della legge per meglio aggirarla, interpretato da Castellitto con una verve cialtronesca che ricorda quella dei Mostri degli anni Sessanta. Se il suo rapporto con il praticante-schiavo risulta grottesco non è perché avulso dalla realtà ma perché la riflette come uno specchio, sia pur deformato dalle iperboli della satira.
Per inserire un commento devi loggarti. Se non hai accesso al sito è necessario prima effettuare la registrazione.

In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Gugly • 23/09/18 11:46
    Segretario - 4677 interventi
    Il collaboratore che cucina per il dominus nello studio vi sembra eccessivo ? C'è gente che viene mandata a comprare lo yogurt al supermercato sotto lo studio, adibita a baby sitter dei pupi e magari chiamata dalla stanza accanto per spostare una borsa del capo da una sedia all'altra....:P