Il ritorno

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Titolo originale: Vozvrashchenie
Anno: 2003
Genere: drammatico (colore)
Note: Leone d'oro al miglior film alla 60ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.
Numero commenti presenti: 9

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 10/03/09 DAL BENEMERITO AMMIRAGLIO
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Galbo 4/04/09 06:50 - 11343 commenti

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Film d'esordio del regista russo Andrei Zvyagintsev, premiato con il Leone d'oro alla mostra del cinema di Venezia, Il ritorno parla della crescita dal mondo adolescenziale all'età adulta di due ragazzi che incontrano il padre dopo molti anni di assenza dell'uomo.Il film ha la capacità di mostrare in modo molto efficace le manifestazioni emotive dei protagonisti senza mai cadere nello scontato ed usando un approccio particolarmente sensibile. Scarna ma molto funzionale la fotografia. Ottimo il cast.

Ammiraglio 10/03/09 10:32 - 150 commenti

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Un capolavoro del cinema russo moderno. Vozvrasheniye narra la crescita improvvisa di due giovani ragazzini che dopo 12 anni vedono tornare nella loro vita il loro padre, che conoscevano solo da una singola foto. Il film narra mirabilmente questo ritorno e gli increbili sconvolgimenti emotivi che ne conseguono. Assolutamente indimenticabile.

Cotola 29/01/10 18:51 - 7444 commenti

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Bel film russo che si segnala soprattutto per una notevole regia che riesce a riscattare una storia abbastanza usuale che fa perno sul tema del rapporto padre-figlio e su quello del viaggio come metafora del passaggio all'età adulta. Sotto questo punto di vista niente di nuovo sotto il sole ma è lo stile a convincere e ad affascinare lo spettatore e tutto sommato a coinvolgerlo sebbene il ritmo abbia qualche pausa. Meritato Leone d'oro a Venezia.

Pigro 12/05/11 08:29 - 7727 commenti

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Il rapporto col padre assolutizzato in senso mitico-simbolico (psicanalitico?); estremizzato in un conflitto serrato che dovrà portare all'emancipazione dei figli "rapiti" in gita dal genitore che compare in una stupefacente visione cristologico-mantegnesca. Eccellente sensibilità visiva, con notevole fotografia su tonalità marine (elemento-chiave l'acqua). Fluida maestosità della narrazione. Ottima interpretazione dei giovanissimi (uno dei quali morto nello stesso luogo e con la stessa dinamica della scena iniziale). Uno straordinario debutto.

Mickes2 15/07/12 19:55 - 1667 commenti

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Nella solennità di un atto puro e misterioso e nel trascorrere lento e ipnotico dei giorni, prende vita una straordinaria parabola allegorica di formazione e crescita immersa nel plumbeo lirismo e nella natura desolata e respingente di un non-luogo rifugio di anime sospese. Quei piccoli-grandi gesti e responsabilità, forza d’animo e coraggio che differenziano il ragazzo dall’uomo, all’interno di una lezione di vita universale imposta da un padre - tornato a casa dopo 12 anni e visto come figura quasi astratta e simbolica – verso i propri figli.

Paulaster 4/05/17 10:30 - 2723 commenti

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Padre ritorna a casa dopo dodici anni e parte per un viaggio in macchina coi due figli. Dopo un inizio che gioca sull'effetto sorpresa il film vira in direzione di un realismo diretto e non scontato (specie per il rapporto col figlio piccolo). Spostamenti on the road per far emergere il lato combattivo nei confronti della vita, fotografati lividi e scuri. Conclusione con immagini in stile religioso (il padre disteso, la barca sull'acqua) che si confanno al carattere russo.
MEMORABILE: Le fotografie finali.

Vetro 21/08/19 11:49 - 2 commenti

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Uno dei pochi capolavori del nuovo millennio. Straordinaria parabola teologica sul tema del Deus absconditus. Nel diverso modo di accogliere il padre, il diverso atteggiamento dell'uomo verso un Dio misterioso e imperscrutabile. Fino al sacrificio finale che rimanda al mistero cristologico. "C'è abbastanza luce per chi vuole credere e abbastanza buio per chi non vuole credere" (B. Pascal).

Daniela 20/02/20 19:43 - 9194 commenti

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Vanja e Andrej sono due ragazzini cresciuti senza il padre. Quando questi ricompare dopo dodici anni di assenza, la madre acconsente che parta con i figli per una breve vacanza di pesca al lago, ma l'uomo ha anche altre finalità che lo porteranno a modificare l'itinerario... Una trama minimale che si dipana tra paesaggi spogli ed interni desolati per un viaggio segnato da intemperie climatiche ed emozionali, corrispondente ad un percorso di iniziazione destinato ad interrompersi bruscamente in modo drammatico, lasciando aperti interrogativi. Intensa la prova dei tre protagonisti.
MEMORABILE: Nella parte iniziale, l'omaggio al "Compianto sul Cristo morto" di Mantegna

Kinodrop 14/02/20 20:30 - 1454 commenti

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Dopo dodici anni il ritorno di un padre, ospite inatteso, turba l'equilibrio dei due figli adolescenti che saranno "costretti" a ricostituire un legame affettivo mai esistito attraverso un lento viaggio verso una meta misteriosa. Il regista russo, al suo esordio, crea una storia drammatica a sfondo simbolico e psicoanalitico sui rapporti tra i componenti maschili della famiglia inserendola fuori dal tempo e dallo spazio consueto, nella quotidianità vissuta tra le foreste e le acque. Resta nella memoria anche per l'intensità delle interazioni.
MEMORABILE: In barca verso l'isola e dall'isola; L'irriducibile Ivan; Lo scrigno segreto; Le fotografie del viaggio.
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