Il cagnaccio dei Baskervilles - Film (1978)

Il cagnaccio dei Baskervilles
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Paul Morrissey, dopo aver parodiato con esiti felici (e il rassicurante appoggio di Warhol) i miti di Frankenstein e Dracula, si prende gioco anche di Sherlock Holmes e del suo caso più noto senza troppa voglia fin dal titolo (semplicemente quello del romanzo originale, storpiato solo dai distributori italiani, che si son sentiti di chiarire un minimo le idee al povero spettatore). A interpretare Holmes e Watson sono qui rispettivamente Peter Cook e Dudley Moore, col secondo che si guadagna maggior spazio in virtù di una più chiara fama (oltre a Watson dà il volto,...Leggi tutto col fregolismo tipico dell'attor comico, anche ad altri due personaggi e al pianista che si vede sui titoli di testa). Si parte quindi da un intreccio ben noto e quindi facilmente leggibile da molti, con il noto caso del nobile sir Henry (Williams) che prende possesso della sua magione nella brughiera dopo la morte del suo ultimo parente, ucciso forse dal temibile, gigantesco molosso che la cupa superstizione vorrebbe si aggirasse nella zona. Holmes e Watson sono incaricati di occuparsi della sicurezza di sir Henry, cosa che nel romanzo ovviamente svolgono al meglio e che invece qui fanno dimostrando l'imperizia e la cialtroneria tipiche di chi ha il compito di ribaltare i topoi holmesiani per ricavarne risate. E' però purtroppo triste segnalare che il film, tipicamente inglese nella ricerca di un certo umorismo, fallisce miseramente l'obiettivo portando in scena una sarabanda sgangherata di gag in cui gli attori gridano salendo costantemente sopra le righe e distruggendo in tal modo anche il pochissimo di buono che si poteva ritrovare nella sceneggiatura (opera di Morrissey e dei due protagonisti). Le battute buone si contano sulle dita di una mano (la nebbia che invade le sale della villa, i domestici che dormono quotidianamente dalle 17 alle 14 del giorno successivo, le luci distanti di un'esibizionista che nasconde un lume sotto l'impermeabile...) mentre a farla da padrone sono il cattivo gusto (il cagnolino che urina senza sosta in faccia a Watson, le mossette gay di sir Henry) o le parodie fuori luogo di film che nulla c'entrano (il facile armamentario di gag legate alle possessioni dell'ESORCISTA, con l'abusato schizzo verde di vomito o la testa che ruota mille volte di 180°). L'imbarazzo generale di fronte a trovate che ci si dev'esser resi subito conto fossero di quart'ordine è poi aggravato dalla presenza di personaggi petulanti che straparlano senza ragione (soprattutto quelli interpretati da Moore come la madre di Holmes o il mr. Spiggot aspirante detective senza una gamba) e – in Italia – da un doppiaggio terribile, con voci sgraziate che si pensava al tempo potessero adattarsi meglio al clima generale. Non uno ma dieci passi indietro, rispetto al nichilismo devastante e splatter delle precedenti riletture morrisseyane.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 7/12/09 DAL BENEMERITO MARCOMARCO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 5/02/16
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Marcomarco 7/12/09 22:19 - 22 commenti

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Chi vuole eliminare progressivamente i membri della nobile famiglia inglese dei Baskervilles? L'ultimo erede chiede aiuto a Holmes e a Watson, che subito cominciano ad indagare. Si troveranno di fronte ad un campionario di strani soggetti: lo stesso erede-omuncolo, un assassino cannibale, una sedicente medium, una esilarante donna ninfomane, un cacciatore sentimentalmente legato alla sorella e... cani di vario tipo (anche superdotati!). La comicità è forse un poco difficile, molto inglese, ma ci sono scene davvero spassose.
MEMORABILE: L'assalto a Holmes da parte di una donna che, nello spogliarsi, mostra sul petto una scritta intermittente: "kiss me".

Lucius 15/01/10 23:06 - 2968 commenti

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Sembra il classico film super8 da vedere col proiettore: teatrale, accademico, a tratti volgare (anche se alcuni dialoghi sembrano incredibilmente moderni e in taluni casi volgari, sembrano infatti estrapolati dai film di De Sica Jr.). Una rivisitazione gay in chiave macchiettistica, anche se non ai livelli de Il vizietto, per una pellicola che sa di superato, lontano anni luce dagli altri film di Morrissey. Un falso classico.

Caesars 9/11/11 09:34 - 3428 commenti

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Dopo essersi cimentato con le parodie del mostro di Frankenstein e di Dracula, Paul Morrissey ci riprova con Sherlock Holmes. Il risultato è tale che le due precedenti pellicole, invero assai scarse, confrontate con questa sembran due capolavori. Pur restando abbastanza fedele al racconto di Conan Doyle (anche se rimpinguato anche da citazioni de l'esorcista), Morrissey imbastisce una farsaccia che non riesce a strappare neppure un timido sorriso, coivolgendo nel disastro totale anche interpreti che altrove hanno fornito buone prove. *

Cotola 5/11/21 22:32 - 8437 commenti

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Dopo Dracula e Frankestein, Morrisey si cimenta nel parodiare un altro mostro sacro della letteratura: Sherlock Holmes. Ma ancora una volta mal gliene incoglie, persino più che nelle opere precedenti che pure erano ben lontane dall'essere riuscite. Non tanto poiché si dà molto, forse troppo, spazio a Watson ma poiché il film non fa mai ridere insabbiandosi in una comicità di grana grossa ben poco riuscita ed assolutamente poco british. Cast assolutamente sprecato. Risultato finale deludente, anzi abbastanza terribile e facilmente dimenticabile. 

Rigoletto 19/12/21 11:53 - 1737 commenti

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La parodia è uno stile quasi parassitario, che vive attaccato al modello cercando di trarne linfa vitale, e quando riesce dimostra di essere cinematograficamente un prodotto assai valido, che accoglie e sublima il demenziale e la volgarità. Il film di Morrissey strapazza il classico di Doyle e si colloca in una fascia media; senza strafare risulta divertente di una comicità che va prima compresa per poi essere apprezzata (e che ha una sua maggiore ragion d'essere in lingua originale). Buone performance di un cast di valore.

Daniela 28/03/22 10:16 - 11768 commenti

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Sarebbe riduttivo definirla la più brutta trasposizione della più famosa avventura di Sherlock Holmes, dato che si tratta probabilmente del peggior film tra gli innumerevoli dedicati al personaggio creato da Doyle: una farsa sgangherata che non fa ridere neppure per sbaglio in cui imbarazza vedere coinvolti caratteristi di valore come Elliott, Terry-Thomas e Griffith. A rimetterci le penne è soprattutto Moore, attore simpatico in altre occasioni, qui insopportabile nel ruolo di Watson, oltretutto doppiato in italiano con una vocina urticante che rende il film inascoltabile.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Caesars • 9/11/11 09:39
    Scrivano - 16083 interventi
    La versione da me visionata è un riversamento da VHS. Forse il mio voto è stato condizionato anche dal formato del supporto, che era uno scndaloso 4:3 a fronte dell'originale 2.35:1; per tale motivo era più quello che rimaneva fuori dallo schermo che quello che si vedeva (comunque il film è pessimo a prescindere da ciò).
  • Discussione Buiomega71 • 9/11/11 10:20
    Pianificazione e progetti - 24250 interventi
    Uscì per la Avo film(che non era eccelsa come qualità). Comunque resta introvabile, latita pure su E Bay...
  • Discussione Caesars • 9/11/11 11:24
    Scrivano - 16083 interventi
    Confermo che la qualità non era certo eccelsa (ma in linea con i prodotti VHS dell'epoca). Quello che massacra veramente il film è il formato: ci sono dialoghi in cui non si vede chi parla e azioni di cui non si vede il protagonista, tutto viene lasciato all'immaginazione dello spettatore. Praticamente vedi meno la metà di quello che dovresti (mi ha ricordato una VHS che possiedo di "Distretto 13"). Purtoppo ai tempi delle videocassette e dei televisori 4:3(ma succede talvolta ancora adesso coi dvd e con tv 16:9) era la norma perchè qualcuno (la maggioranza?) storceva il naso a vedere le bande nere sopra e sotto all'immagine. Così si preferiva un bel full screen con buonapace dei cultori del cinema.
  • Discussione Buiomega71 • 9/11/11 11:27
    Pianificazione e progetti - 24250 interventi
    Caesars ebbe a dire:
    Confermo che la qualità non era certo eccelsa (ma in linea con i prodotti VHS dell'epoca). Quello che massacra veramente il film è il formato: ci sono dialoghi in cui non si vede chi parla e azioni di cui non si vede il protagonista, tutto viene lasciato all'immaginazione dello spettatore. Praticamente vedi meno la metà di quello che dovresti (mi ha ricordato una VHS che possiedo di "Distretto 13"). Purtoppo ai tempi delle videocassette e dei televisori 4:3(ma succede talvolta ancora adesso coi dvd e con tv 16:9) era la norma perchè qualcuno (la maggioranza?) storceva il naso a vedere le bande nere sopra e sotto all'immagine. Così si preferiva un bel full screen con buonapace dei cultori del cinema.

    Esattamente Caesar, proprio così. Se ci aggiungi, poi, che la Avo era piuttosto spartana in fatto di qualità della visione(inguardabili, sotto questo punto di vista , quasi tutti i film editati dalla label. Per non parlare, poi, delle terrificanti scritte che apparivano a tutto schermo durante la visione).

    Anche Distretto 13 della Golden(poi Videogram) era in un full da denuncia.

    Purtroppo il mercato (o meglio gli spettatori) quello chiedeva, ahimè.
    Ultima modifica: 9/11/11 11:28 da Buiomega71
  • Homevideo Buiomega71 • 20/12/15 10:41
    Pianificazione e progetti - 24250 interventi
    Direttamente dalla collezione privata di Buiomega71, la vhs Avo Film:

    Ultima modifica: 20/12/15 11:35 da Zender
  • Homevideo Digital • 24/11/17 15:12
    Portaborse - 3579 interventi
    Dvd Sinister disponibile dal 02/02/2018.