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TITOLO INSERITO IL GIORNO 26/07/07 DAL BENEMERITO CAESARS
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Caesars 26/07/07 15:34 - 3392 commenti

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Film molto duro, interamente ambientato in un carcere di New York dove è recluso un bianco condannato per aver violentato e ucciso una bambina. Quando gli altri carcerati scopriranno il motivo della sua detenzione la sua vita, oltre che diventare molto difficile, verrà messa in serio pericolo. Robert M. Young dirige in modo freddo, ma non per questo distaccato, un dramma di chiara origine teatrale che a suo tempo fu uno dei primi (certo molto dopo il capolavoro M il mostro di Dusseldorf) ad affrontare il tema della pedofilia. Interessante.

Daniela 15/04/09 05:30 - 11657 commenti

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In un carcere neyworkese, dominato dalle tensioni razziali che portano i detenuti a dividersi in bande secondo le diverse etnie, un nuovo detenuto bianco, colto e benestante, rischia la vita quando viene scoperto il motivo per cui è stato condannato. Tratto da un dramma teatrale, buon film, molto crudo e realistico nel linguaggio ma senza compiacimenti anche nell'affrontare i temi più scabrosi. Cast convincente. Il titolo originale è una espressione gergale che indica chi molesta i bambini.

Schramm 28/06/22 13:59 - 2995 commenti

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Anche nel jailmmerspiel, Young non lascia delusi quando si tratta di provocare moralmente e culturalmente, lasciando combattuti sul come dove perché con chi schierarsi e soprattutto sbattendocela nei denti una volta presa posizione. Quello che farà anni dopo ribaltando ambiguamente i rapporti di vittima carnefice, ce lo anticipa qui con superinteressi da usura, dove torti e ragioni della legge e del crimine giocano ai 4 cantoni. Sceneggiatura in titanio (impressionante per densità il melting linguistico, chissà quanto inaridito dal doppiaggio), ogni attore vale da solo tutto il film.
MEMORABILE: I momenti “musical” dove il canto unisce ogni etnia: la traversa dolcezza del vivere può affiorare anche nei posti più disumani.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Ellerre • 21/03/09 00:08
    Call center Davinotti - 1174 interventi
    Ottimo soul-funk del grande Curtis Mayfield che anche con questa memorabile colonna sonora rimane un riferimento per chi si avvicina alla black music.
    Riferimento discografico: Curtis Mayfield, Short Eyes, Curtom 1977.