Ma che colpa abbiamo noi

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MMJ Davinotti jr
Anno: 2002
Genere: commedia (colore)
Note: E non "Ma che colpa abbiamo noi?"
Numero commenti presenti: 22
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Dopo il flop di C’ERA UN CINESE IN COMA Verdone aveva bisogno di qualche sicurezza in più, per riallacciare il rapporto con i propri spettatori. L'ha trovata ripescando il tema delle nevrosi portato al successo con MALEDETTO IL GIORNO CHE T’HO INCONTRATO e moltiplicandolo per un intero gruppo di analisi (tra le donne non a caso fa la sua ricomparsa un'invecchiata Margherita Buy, co-protagonista di quel film). Rinunciando quindi a proporsi come mattatore (quasi) unico, Verdone apre gli spazi agli otto (di fatto sette, visto che il più grasso li abbandona dopo poco) compagni di sedute, inventando...Leggi tutto per ognuno di loro una forma diversa di psicopatia: c'è la giovane nevrotica incapace di socializzare se non attraverso internet e l'email, il suo coetaneo che non ha amici per via del lavoro del padre che lo porta da una città all'altra, la signora matura che fa sesso pagandosi gli amanti giovani, l'omosessuale rifiutato dal partner, la scontenta (Buy) in perenne attesa che il suo amante si decida a lasciare la moglie, il marito (Catania) lasciato dalla consorte per via di un'unica scappatella e insonne cronico che riesce a dormire solo in treno. Poi c'è lui, Gegè (Verdone), oppresso da un padre ricchissimo quanto rigido e accompagnato da una splendida modella. Ogni situazione tende a svilupparsi singolarmente riunendosi alle altre al momento delle sedute (autogestite, vista l’inattesa dipartita della psicanalista originaria ancor prima dei titoli di testa). Non tutti sono convincenti allo stesso modo. Se Verdone ha ovviamente lo spazio maggiore, Antonio Catania si conferma attore di rango condividendo con lui i momenti più divertenti (grazie anche alla geniale trovata del delle dormite in treno, che lo costringono a prenotare viaggi da Roma a Bari e immediato ritorno tra il costante stupore dei bigliettai). La Buy ripete la parte che le riesce meglio (senza i soliti accessi, per fortuna), gli altri denotano limiti abbastanza evidenti coperti in gran parte dall'ottima direzione d’attori di un professionista come Verdone. La coppia di giovani asociali, in particolar modo, si trova protagonista dell'episodio più scontato, gonfio di frasi prevedibili e di un finale che si sperava per una volta di poter evitare. Fortunatamente la coralità del film fa sì che il cast si spalleggi a vicenda (le scene girate insieme sono la maggioranza) con buoni esiti, così da coprire i momenti meno azzeccati con un divertente sovrapporsi di voci. Verdone punta decisamente alla risata, soprattutto nella descrizione sua e di Catania, e il fatto che raggiunga il suo proposito in più occasioni è indice di un film riuscito, pur se con qualche momento buio. Buono ancora una volta l'utilizzo delle musiche, lo sfruttamento di una sceneggiatura (cui ha collaborato l'unico superstite del duo inseparabile Benvenuti/De Bernardi, cioè quest'ultimo) piuttosto solida e ben strutturata. Gli antichi splendori sono ancora lontani, per Verdone, ma certamente la strada intrapresa pare proprio quella giusta.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Gigliato74 26/04/07 13:21 - 12 commenti

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Un ritorno alle sane e mature "origini" con un'opera accurata, attentamente e galantemente diretta con uno sguardo lucido e cinico al variopinto cosmo della depressione e dell'insicurezza. Assieme a Verdone, ottimo Antonio Catania (ritornato ai livelli recitativi di Pane e tulipani), e non male Lucia Sardo (la 45enne con la fobia d'invecchiare) e il pachidermico Luciano Gubinelli (l'orchestrale obeso). Verdone ritrova il cinismo del buon periodo confezionando un'opera sanguigna, intensa e consapevolmente sincera.

Ciavazzaro 28/09/09 12:56 - 4762 commenti

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Uno dei pochi film di Verdone che devo dire mi sia piaciuto veramente. Il cast recita in modo adeguato, si ride, la sceneggiatura è ben curata. L'incipit con la morte della psicoterapeuta nel momento del bisogno è ottimo e risulta essere ben sviluppato. Promosso.

Redeyes 23/04/08 11:24 - 2141 commenti

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Un Verdone che torna a percorrere il suo argomento par excellance: le nevrosi. E' una piacevole commedia corale, dove non si cercano di evidenziare i tic dei vari pazienti in modo da creare tanti piccoli sketch, ma si vuole dare un'idea d'insieme, come appunto accade in un gruppo di terapia. Il risultato è abbastanza vicino alle intenzioni iniziali e fra un po' di malinconia (sempre presente in Verdone) ed un po' di cinico umorismo si esce soddisfatti dalla sala.

Pigro 19/09/08 19:49 - 7777 commenti

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La psicoterapeuta muore e i partecipanti alla terapia di gruppo decidono l’autogestione. L’idea di partenza, che sembra rifarsi alla pièce originaria di Toc toc, è formidabile, e la storia si sviluppa piuttosto bene, accreditandosi come un ottimo esempio di quel realismo comico che è l’evoluzione verdoniana della commedia all’italiana. Ben assortito il gruppo di personaggi così come ben riuscita la scelta degli attori, che rendono il film piacevole, nonostante lo sviluppo finale un po’ sbrigativo e accomodante della trama.

Yattaman 30/08/09 17:05 - 5 commenti

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È tra i migliori film di Verdone. Forse è stato particolarmente gradito dal pubblico perché lo spettatore si è riconosciuto in parte in uno degli otto personaggi in questione. L'inizio poi fa capire tutto: i personaggi sono riuniti per la loro seduta di gruppo e sono talmente presi dai loro problemi che non si accorgono che la loro dottoressa muore. Mi è piaciuta l'interprtazione di tutti, specialmente del padre di Verdone Sergio Graziani. Molto gradevole.
MEMORABILE: Gabriella mentre tenta di chiamare il 113: "Che numero faccio, il 119?" Gegè: "Ma quello è il numero delle ricariche... che c'entra."

Deepred89 29/09/09 21:47 - 3282 commenti

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Commedia di Verdone assolutamente da non sottovalutare, discreta nella forma e molto interessante nei contenuti, che alterna parentesi divertenti ad altre piuttosto malinconiche. Ottimo e catartico (pur se poco originale, specie per gli appassionati della commedia all'italiana) il finale dell'episodio (non si tratta di un film ad episodi ma le varie storie finiscono per svilupparsi singolarmente) con Verdone. Ottimo cast. Bello e godibile.

Stefania 29/12/09 14:26 - 1600 commenti

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Ma che colpa hanno, questi signori, se non sono abbastanza belli, abbastanza sicuri, abbastanza giovani, abbastanza realizzati per corrispondere alle aspettative della società, per conformarsi ai modelli dominanti? Perché la loro nevrosi è soltanto questa, che si esplicita in ognuno in forme diverse, esasperate e grottesche, il che è funzionale a comporre un gradevole alternarsi di situazioni comiche e malinconiche. Si incastrano veramente bene le loro storie, ne fanno una sola: tanti singoli fallimenti che, insieme, fanno un successo.

Galbo 2/01/10 08:08 - 11379 commenti

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Dopo alcune commedie "leggere", Verdone affronta argomenti più di peso come la psicoanalisi e la terapia di gruppo. Il risultato è un film corale, abbastanza interessante ma che avrebbe potuto essere migliore se la sceneggiatura fosse stata più curata evitando stereotipi e luoghi comuni sull'argomento. Buona la prova complessiva del cast con una felice scelta dei caratteristi.

Nando 1/10/10 17:28 - 3468 commenti

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Un Verdone malinconico ed intimista che punta sulla coralità e sul mondo della psicoanalisi. Gli interpreti sono validi ma il film non è pregnante, nonostante l'analisi. Verdone per essere lui deve sfoderare quelle due o tre battute romane per suscitare il sorriso, la commedia semi-impegnata non fa per lui e questa ne ha la parvenza.

Il Dandi 19/12/10 17:08 - 1762 commenti

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Il miglior Verdone degli ultimi 15 anni, con un ritorno alla dimensione corale (mai più tentata dopo l'apice di Compagni di scuola) in cui anche stavolta si dimostra ottimo e sensibile direttore di altri attori (soprattutto di attrici). Assolutamente perfettibile, sia chiaro: una scelta stonata nel cast (Pesce), qualche volgarità superflua (su tutte l'episodio grossolano delle foto sexy sui binari) forse per paura di scadere troppo nel malinconico. Difetti evidenti ma veniali, che non viziano la riuscita di una buona commedia.
MEMORABILE: Il vecchio padre di Verdone, soprattutto quando propone la successione aziendale al nipote, convocato per scavalcare il figlio.

Rambo90 19/12/10 18:53 - 6343 commenti

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Recuperando la coralità di Compagni di scuola, Verdone confeziona una commedia dai risvolti ampiamente drammatici (soprattutto nel personaggio della Buy). I momenti divertenti ci sono e le gag sono tante, ma la cosa che colpisce è una tragicità che manca ad altri suoi film (il film inizia con un funerale, prosegue con un suicidio...). Sicuramente è molto riuscito, mi piace proprio perché si discosta dal filone abituale di Verdone, che comunque conserva macchiette simpatiche per sè e per Catania (bravissimo).
MEMORABILE: La riunione a casa di Verdone, "sabotata" dalla sua compagna più giovane.

Luchi78 16/04/12 17:45 - 1521 commenti

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Commedia tipicamente verdoniana, a tratti particolarmente riuscita sul lato comico, a tratti impegnata sulla psicoanalisi così cara all'attore regista, nella quale Verdone si muove sempre a suo agio. Nel finale un po' sfacciatamente scontato, meglio lo sviluppo del film che incuriosisce e delinea bene i personaggi, lasciando però l'impressione che ci sia qualcosa di incompleto... due pallini e mezzo.

Homesick 14/01/13 17:04 - 5737 commenti

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Dieci anni dopo Maledetto il giorno che ti ho incontrato ritornano le psicanalisi alleniane, che questa volta si allargano in uno scambio corale in equilibrio tra sensibilità, amarezza e divertimento. Verdone è sempre più bravo nelle sfaccettature dei suoi personaggi – in fondo tutti riconducibili alla medesima tipologia - e sempre più abile nell’indirizzare i colleghi verso una recitazione spontanea. Graditissimo il recupero dello storico Graziani, il vecchio padre tiranno infine oggetto di una gag di humour nero, affine a quella del prologo con la morte della psicanalista. **!/***
MEMORABILE: Lo psicanalista santone; la prima terapia di gruppo autogestita in casa di Verdone.

Daniela 12/03/13 10:44 - 9369 commenti

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Alcuni pazienti, dopo la morte improvvisa della loro psicanalista durante una seduta di gruppo, decidono di continuare la terapia in "autogestione", verdone dirige una commedia corale in cui, dopo il divertente incipit, le parti malinconiche prevalgono su quelle comiche, riservate ad bravo Catania, marito fedifrago, e a lui stesso, quarantenne immaturo oppresso da un padre dispotico. Alcune sequenze riuscite e il cast ben assortito ne fanno un'opera gradevole, anche se superficiale. Verdone ha fatto qualcosa di meglio, ma anche molto di peggio.

Gabrius79 21/06/13 00:08 - 1192 commenti

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Bella commedia corale di Verdone che affronta in modo ironico e amaro allo stesso tempo il tema della psicanalisi. Praticamente tutti bravi i coprotagonisti e in particolar modo un plauso va ad Antonio Catania e Margherita Buy, perfetti nella loro parte.
MEMORABILE: La scena della morte della psicanalista.

Jandileida 25/01/14 09:59 - 1253 commenti

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Un Verdone abbastanza sorprendente e originale che tenta la via della commedia corale per raccontare le nevrosi dei tempi moderni e i perigli dell'autopsicanalisi di gruppo. Non siamo ai livelli d'introspezione del migliore Allen e la ricetta è, in fondo, quella solita all'incrocio tra divertimento e malinconia; tuttavia il film è godibilissimo anche grazie a un Carletto molto in forma e a una buonissima prova del resto del corposo cast. Qualche dubbio in più si può sollevare sul comparto tecnico che sembra molto, troppo, quello di una fiction.

Stelio 23/04/14 10:15 - 384 commenti

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Probabilmente il miglior film del Verdone di "terza generazione", spesso poco ispirato e ogni tanto stucchevole e banale. Equilibrio notevole tra tutti i personaggi, fotografia in certi frangenti suggestiva e sceneggiatura solida per il lavoro tecnicamente più complicato del regista dopo Compagni di scuola. Ottime le interpretazioni di tutti, finale come da tradizione bellissimo e pieno di chiaroscuri.

Dengus 22/04/14 16:22 - 349 commenti

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Dopo tre anni di pausa il buon Carlo decide di tornare al film corale. Nonostante si parli comunque di analisi e problemi spesso gravi, i personaggi con i loro problemi, manie e caratterizzazioni riescono a rendersi talvolta anche divertenti. Buonissima la scelta del cast, tra cui spiccano Catania e la ritrovata Buy, oltre che un bravissimo e misurato Verdone nella parte di figlio tiranneggiato dall'anziano e severo padre, che lo considera immaturo e buono a nulla. È il ritorno del Verdone intimo che però non dimentica le sue origini.

Il ferrini 26/04/16 00:34 - 1680 commenti

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Il miglior Verdone degli ultimi vent'anni. Probabilmente a giovare al regista è il recupero della coralità, particolarmente efficace anche in virtù del buon cast a disposizione (in primis l'ottimo Catania). La (spassosa) morte dell'analista e la scelta del gruppo di autogestirsi è solo il detonatore di questa commedia che racconta in modo dolceamaro le vite, le paure e le ossessioni dei protagonisti, in cui lo spettatore in qualche misura finisce per riconoscersi, ridendo - a ben vedere - di se stesso. Meritevole.

Ira72 14/03/17 11:45 - 934 commenti

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Incipit originale che con ironia tratta le diverse nevrosi del genere umano senza banalizzarle o ridicolizzarle. Piuttosto, le debolezze di ognuno vengono esaltate sorridendoci sopra delicatamente (e non ridendo sguaiatamente). Nessun pietismo (già visto, nel genere) e molto umorismo. Avrei sfoltito qualche incursione un po' banale, ma nel complesso il film scorre e diverte, lasciando qualche consapevolezza in più e facendoci sentire un pò meno soli con nostre ansie. Buy gioca facile per il ruolo sempre conflittuale che le si addice.

Paulaster 19/05/20 10:55 - 2773 commenti

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Pazienti in analisi cercano di curarsi in autogestione. Commedia agrodolce che tocca argomenti pesanti (bulimia, suicidio) e che Verdone ammorbidisce con innamoramenti e maternità. Il primo ingrediente di un film corale è l'equilibrio dei ruoli e qui non sempre è raggiunto. Tra le interpretazioni la migliore è quella della Caprioli, che mantiene sempre coerente il proprio personaggio.
MEMORABILE: Catania che dorme sui treni; Il calenDaria; La Buy che racconta della marchetta.

Zoltan 6/07/20 12:37 - 201 commenti

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Un Verdone un po' in crisi di idee e di energia; non che sia un film inguardabile, sicuramente non annoia più di tanto (anche se la fase centrale è un po' prolissa), ma in definitiva dopo i titoli di coda lascia pochino, nella memoria dello spettatore. La storia è un po' risaputa e non esistono scene realmente memorabili. Si va avanti col mestiere della maggior parte degli attori.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Il Dandi • 19/12/10 17:17
    Contratto a progetto - 1433 interventi
    Andy ebbe a dire in location:
    Il secondo psicoterapeuta a cui il gruppo si affida è il Dott. Wulmann Tondaro. La terapia non inizierà neanche: i nostri pazienti, spaventati dall'aspetto del medico ed atterriti dall'arredamento della sala d'aspetto, fuggiranno di nascosto.

    Ho riconosciuto nel ruolo dell'inquietante dottore in questione uno dei miei caratteristi preferiti dei polizieschi anni '70: Corrado Solari, noto soprattutto come il mitico allievo della scuola di ladri del Monnezza in La banda del trucido:



    Sarebbe da aggiungere al cast, come n.c., nemmeno imdb lo riporta, anzi a dire il vero la sua filmografia si ferma agli anni '70 sebbene sia stato avvistato in numerose fiction recenti.
    Ultima modifica: 19/12/10 21:11 da Zender
  • Discussione Schramm • 25/12/13 14:50
    Risorse umane - 6710 interventi
    [CURIOSITÀ]

    In un incredibile sfondamento meta-narrativo o forse per eccesso di metodo Stanislavskij, , la comprimaria che incorpora la psicanalista stecchita è realmente venuta meno sul set al termine della take. Chiamata un'ambulanza e creatosi scompiglio tra comparse in camice e veri barellieri, è stata portata d'urgenza all'ospedale, dove ha ripreso conoscenza. Non è mai stato chiaro se si è trattato di uno scherzo giocato a tutto il cast dall'attrice o di un malore reale

    fonte: aneddoto raccontato da Margherita Buy nel docu-biopic Carlo!
  • Discussione Ruber • 25/12/13 16:21
    Compilatore d’emergenza - 8956 interventi
    Eun falso e una leggenda metropolitana che girava da tempo, Verdopne non ne ha mai parlato, la Buy ha voluto fare una burla.
  • Discussione Zender • 26/12/13 09:02
    Consigliere - 43497 interventi
    Ah, buono a sapersi, difficile capire se Verdone non ne ha mai parlato per scelta. In attesa di avere un briciolo di verifica esterna alla Buy lasciamo qui.
  • Discussione Schramm • 26/12/13 14:21
    Risorse umane - 6710 interventi
    infatti non è mai stato confermato né smentito. la buy però chiosa con un: "chiedetelo a carlo, lui saprà spiegarvi meglio". quindi forse proprio una burla non è.
  • Discussione Ruber • 26/12/13 17:03
    Compilatore d’emergenza - 8956 interventi
    Schramm ebbe a dire:
    infatti non è mai stato confermato né smentito. la buy però chiosa con un: "chiedetelo a carlo, lui saprà spiegarvi meglio". quindi forse proprio una burla non è.

    Ahahah e una burla fidati, anche nel dvd del documentario Carlo! La Buy ne parla quasi ridendo e una cosa fatta per il dvd non e asolutamente la verità.
  • Discussione Zender • 26/12/13 18:01
    Consigliere - 43497 interventi
    Se ne parlava appunto nella discussione sul documentario.
  • Curiosità Ruber • 30/01/15 02:00
    Compilatore d’emergenza - 8956 interventi
    Alla realizzazione della sceneggiatura ha collaborato un vero psicoanalista (indicato nei titoli di coda). Alcuni dei personaggi del film corrispondono a reali casi clinici, così come alcuni spunti sono ripresi da fatti o eventi reali.

    Uno di questi casi fu lo spunto per un evento molto singolare.

    Lo psicanalista che collaborava alla sceneggiatura, per tratteggiare i classici comportamenti di una delle patologie rappresentate si era ispirato ad un/a proprio/a paziente, omettendo ovviamente qualsiasi particolare lo rendesse riconoscibile.

    Quando Verdone e gli altri autori gli diedero la sceneggiatura per una lettura ed eventuale revisione finale, si rese conto che gli sceneggiatori avevano messo al personaggio il nome, il soprannome con cui veniva chiamata in famiglia, l'età, e molte situazioni personali che erano esattamente identici al caso "reale" a cui lui si era ispirato. Quelle caratteristiche del personaggio dovettero essere riscritti con urgenza, perché la persona in questione avrebbe potuto benissimo ipotizzare (e denunciare) il fatto che lo psicanalista in questione, il suo, aveva reso di dominio pubblico la sua vicenda.

    Lo psicanalista collaboratore di Carlo Verdone non seppe mai spiegarsi come accadde, anche perché gli sceneggiatori avevano operato sulla base esclusiva della propria ideazione; era impossibile che conoscessero la persona in questione e, tantomeno, che citassero volontariamente dati conosciuti e così riservati.

    I particolari in questione erano però molti, e questo fece pensare allo psicanalista, di estrazione jungiana, che Carlo Verdone doveva avere un "profondo contatto con l'inconscio collettivo", come solo ad alcuni veramente grandi artisti sembra accadere.

    Fonte: Wikipedia
  • Homevideo Ruber • 18/02/15 17:17
    Compilatore d’emergenza - 8956 interventi
    Il dvd della Warner (andato ormai da tempo fuori catalogo ma che si puo ancora trovare sull'usato) ha una durata di 1h 51m 14s in formato 1.85:1.

    Audio: Italiano 5.1

    Sottotitoli: Inglese.

    Extra: Dietro le quinte (oltre 20 minuti), trailer cinema, scene tagliate "o potate", cartelle cliniche dei pazienti (molto divertenti da leggere),coriandoli del passato (screen dei vari film di Verdone), filmografie cast e tecnici.

    Screen 30m 23s

    Ultima modifica: 12/05/17 17:52 da Zender
  • Discussione Ruber • 21/02/15 19:23
    Compilatore d’emergenza - 8956 interventi
    Verdone: E una questione di ambiente, abbiamo sbagliato ambiente, non si fa un analisi di gruppo in un residence, non e l'ambiente giusto

    Luca: E l'ambiente adatto dovè da te! dove una mezza nuda va in giro per casa col culo di fuori! ma vah vah!

    Verdone: Ma parli te di culi di fuori che vai per saune dalla mattina alla sera! bah io non lo so!