Ci vuole un fisico

Media utenti
MMJ Davinotti jr
Anno: 2018
Genere: commedia (colore)
Note: Nasce dall'omonimo corto del 2013.
Numero commenti presenti: 3
Papiro: elettronico
Lo trovi su

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Dal corto al lungo la Ravel perde trenta chili e il fisico un po' disastrato resta solo quello di Tamburini, coprotagonista e regista del film, presentatoci un po' fantozzianamente nelle prime scene quando si trova l'auto bloccata da una bella ragazza che ha parcheggiato in seconda fila. Quando sale per uscire e cavallerescamente cederle il parcheggio la macchina non parte... Il punto è che deve raggiungere il ristorante dove ha appuntamento con una sua amica storica alla quale ha scritto per intero la tesi. Lì incontra invece Anna (Ravel), in attesa a sua volta di qualcuno che non si presenterà. Andata buca a entrambi, i due finiscono con l'unire...Leggi tutto le loro malinconie in un lungo peregrinare notturno per Modena, dapprima in motorino (lei dovrebbe gentilmente accompagnare lui a casa), quindi - dopo il furto dello stesso - a piedi. Un'idea non certo nuova (il richiamo a Scorsese è inevitabile) ma declinata con garbo e impreziosita da un'ottima fotografia notturna che fa risaltare bene le inedite location modenesi, coi portici colorati e i grandi palazzi che si aprono sulle piazze. Nell'ultima parte anche un'inattesa puntata in spiaggia (siamo a un paio d'ore dalle due coste, adriatica e tirrena). Tra i due è la Ravel a mostrarsi più spontanea e attrice, con Tamburini magari simpatico ma meno a suo agio nel ruolo. E' sui due che comunque si regge il film, sul loro rapporto casuale e sul loro naturale respingersi che lentamente prende una piega diversa senza mai farsi comunque travolgente come si potrebbe immaginare. Nessun colpo di fulmine, solo una sorta di complicità nella sfortuna e nella rassegnazione, nonostante Anna venga da una felice dieta che l'ha portata a perdere trenta chili. Non succede nulla di eclatante, nella notte che racchiude quasi per intero il film, anche se non si può dimenticare il simpatico cameo di Niccolò Senni nel ruolo di utente di Uber che scarrozza i nostri per la città conducendoli fin dove vuole lui, ovvero a beccare la propria fidanzata con un altro uomo. Sono i momenti probabilmente più brillanti, così come i più intensi sono quelli in cui Anna si trova di fronte all'uomo che ama (Bigagli) con questi che cerca di farle capire come la differenza d'età tra loro sia decisamente eccessiva. Scegliendo i posti giusti, sfruttando la sbarazzina indifferenza della Ravel e qualche dialogo azzeccato, il film rispetto al corto perde un po' l'attenzione alla prestanza fisica (che resta nel titolo e poco più) per concentrarsi sulla ricercata medietà dei due, destinata a condurli in direzione di una disillusione difficile da combattere (lei ci prova, lui pare più in difficoltà, afflitto dalla sua ginecomastia e l'eccesso di peluria). Un piccolo film senza grandi ambizioni che non porta grandi risate ma sa mantenere quella simpatia di fondo che gli fa guadagnare i punti persi a causa di uno script non esattamente impeccabile (nemmeno nel finale, assai scontato).
Marcel M.J. Davinotti jr.
Chiudi
TITOLO INSERITO IL GIORNO 17/10/18 DAL BENEMERITO SCHRAMM POI DAVINOTTATO IL GIORNO 4/03/21
Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione
ORDINA COMMENTI PER: BENIAMINI GERARCHIA DATA

Schramm 17/10/18 16:56 - 2538 commenti

I gusti di Schramm

Prima che albeggi, cioè quel pelo fuori orario, accade di tutto. I bizzosi prodromi di una storia d’amore ancora di là da venire ma di cui l’esordiente Tamburini ci esplicita l’innesco, a tutto garbo e con una lievità che non è, rima a parte, superficialità, muovendo le due pedine lungo la scacchiera di una Modena notturna e piovosa ottimamente fotografata. Il già visto ogni tanto sgomita e non sempre gli ingranaggi comici e narrativi girano come devono, ma a oliare i giri di giostra accorre una talentuosa Ravel che per predestinazione nominale trasforma il climax interpretativo in un Bolero.

Markus 5/07/20 17:54 - 3399 commenti

I gusti di Markus

Dall'omonimo cortometraggio girato a Roma, la scena si sposta a Modena. Si ripete la più o meno dilettevole nottata dei brutti: sorta di Tutto in una notte modenese... degli sfigati. Accanto a Alessandro Tamburini c'è ancora Anna Ferraioli Ravel, per l'occasione dimagrita di trenta chili passando da obesa a magra. Fatto non da poco perché rispetto al corto si perde un po' il significato del duo con qualche chilo di troppo, anche se in definitiva il messaggio arriva lo stesso. Il brodo viene allungato per l'esordio dell'attore/regista al lungometraggio. Commedia amara non disdicevole. 

Pinhead80 7/07/20 11:51 - 4070 commenti

I gusti di Pinhead80

Entrambi bidonati a un appuntamento nello stesso ristorante, due sfortunati finiscono per incontrarsi e per passare una notte insolita che farà luce sulle loro vite. Ambientato a Modena, il film risente di una certa banalità di fondo nella sceneggiatura e di un'interpretazione approssimativa di Alessandro Tamburini. Per il resto la storia è anche abbastanza gradevole e il ritmo pacato si adatta molto bene alla sgraziata indolenza dei due protagonisti. Forse c'era troppa poca carne per poter trasformare il tutto in un lungometraggio. 

POTRESTI TROVARE INTERESSANTI ANCHE...

Per inserire un commento devi loggarti. Se non hai accesso al sito è necessario prima effettuare la registrazione.

In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Daniela • 18/10/18 17:42
    Gran Burattinaio - 5473 interventi
    Nell'indice del sito ora si legge "Ci vuole un fisico da Schramm". Inevitabile sorga la curiosità nei confronti del fisico del summenzionato... ;o)
  • Discussione Schramm • 18/10/18 18:49
    Risorse umane - 6800 interventi
    Daniela ebbe a dire:
    Nell'indice del sito ora si legge "Ci vuole un fisico da Schramm". Inevitabile sorga la curiosità nei confronti del fisico del summenzionato... ;o)

    ahahahaha sì a volte capitano di queste prelibatezze semantiche. il massimo del cortocircuito lo si ottenne leggendo Schramm da Schramm, che facendo un paragone inverecondo rievoca il passaggio evangelico luce da luce etc.

    ciò detto, vado a soddisfare la tua curiosity killed the schramm: il mio fisico è all'estremo opposto di quello del protagonista, che lungo il film tanto si danna per il suo adipe (mentre chi scrive potrebbe oramai essere usato come attaccapanni), col quale ho tuttavia in gioventù condiviso una patologia ormonale di cui si parla nel film, contrastandola in maniera molto più radicale definitiva di come vedrai fare all'alex del film.