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TITOLO INSERITO IL GIORNO 16/04/19 DAL BENEMERITO LOU
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Lou 16/04/19 17:35 - 981 commenti

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Una dolorosa immersione nella miserabile vita degli esclusi nelle baraccopoli di Beirut. La regista libanese si concentra senza sconti sulle sofferenze di un bambino che arriva al punto di denunciare i genitori per averlo messo al mondo e avergli inflitto la disgrazia di vivere. Il piccolo Sain lotta per la sopravvivenza con responsabilità, ribellandosi alla sua condizione e alla rassegnazione passiva e irresponsabile degli adulti. Un film che colpisce come un pugno nello stomaco, mettendoci di fronte alla nostra colpevole impotenza.

Xamini 26/04/19 17:17 - 1026 commenti

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Sembra Pinocchio ma non è una favola: Labaki fotografa (meravigliosamente) i sobborghi di Beirut attraverso gli occhi di un bambino. Non è però lo sguardo di un normale dodicenne quello del piccolo Sain (che pure non ricorda la propria età con esattezza), è lo sguardo di una creatura che ha perduto da tempo l'innocenza, ma non la determinazione a lottare, a rimanere umano sino a quando le forze e la sorte glielo consentono. Cafarnao è un film disperato, duro, amaro, anche feroce al punto da mettere rabbia. Non è perfetto ma non si dimentica in fretta.

Digital 27/04/19 14:32 - 1122 commenti

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Il ragazzino Zain, stanco di vivere una vita miserabile, avvia una causa legale contro i propri genitori, “rei” di averlo messo al mondo. Stupendo film che ci immerge in un contesto degradato, ove le persone si arrabattano in qualsiasi modo pur di tirare avanti. Labaki dirige maestosamente, dimostrando di avere talento da vendere e, sebbene il film duri due ore, il tempo passa celermente grazie a una vicenda tanto dolorosa quanto tristemente reale. Al Rafeea è protagonista di infinita bravura, ma tutto il cast si dimostra all'altezza. Imperdibile!

Myvincent 5/07/19 06:43 - 2602 commenti

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Può un bambino crescere senza speranze in un ambiente di degrado, fra sporcizia e scarti di una società umana che nessuno vuole? Quello stesso bambino che denuncia i propri genitori per la colpa di averlo messo al mondo. Due ore di vicende miserabili in una bidonville di Beirut (ma che può essere dovunque), dove l'attenzione si sposta su vari personaggi in cerca di un riconoscimento totale, persino anagrafico. Da vedere assolutamente e da proiettare ovunque a scopi didattici.

Nando 14/02/20 01:37 - 3495 commenti

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Una mazzata nello stomaco di qualsiasi amante del cinema, le vicende di un dodicenne nella periferia di una Beirut degradata che si barcamena tra lavori umili e la gestione di un lattante. Immagini e situazioni che rimangono impresse o meglio stampate nella mente. La denuncia verso i propri genitori appare contrastante ma fondamentalmente appropriata. Finale liberatorio, ma quanta poesia nella sofferenza...

Puppigallo 23/03/20 07:47 - 4523 commenti

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La messinscena è realistica e fa respirare l’aria malsana dei ghetti, dove i diritti dei minori vengono calpestati e i doveri dei genitori semplicemente ignorati per “necessità”. Purtroppo, però, sono proprio i personaggi a risultare poco credibili; su tutti il giovanissimo protagonista, che sì avrà dovuto crescere in fretta a causa delle sgradevoli circostanze, ma che nella realtà non potrebbe comunque manifestare certi atteggiamenti tipicamente da adulto. Il migliore e più naturale è il poppante, anche se nella parte più tirata della pellicola.
MEMORABILE: La sorellina viene data in sposa; L’uomo scarafaggio; Il poppante non sta fermo e il protagonista lo lega.

Ryo 7/04/20 23:03 - 2169 commenti

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Zain e Yonas sono miracoli cinematografici: il regista è riuscito a trasformarli in attori naturali. La storia scorre come una forte corrente che ti porta via e tu puoi solo seguirla impotente, senza poter fare altro che stare a guardare. Zain è attivo, energico e credibile, impossibile guardarlo senza immedesimarsi. Meravigliosamente realizzato e molto ben ritmato.

Kinodrop 26/10/20 20:14 - 1590 commenti

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Un ritratto impietoso in puro stile neorealista sullo sfondo di un'impressionante bidonville ai margini di Beirut, che racconta di un bambino "troppo maturo" e deciso che non accetta la miseria materiale e le prevaricazioni ad essa connesse. Una storia di sofferenze inaccettabili che colpiscono di più i bambini e gli indifesi ma che, a catena, coinvolgono tutte le comunità più fragili e senza diritti. Con grande sensibilità e mastria, la regista riesce a concentrare nella grande prova di al-Rafeea tutta la gamma emotiva di chi non vuole arrendersi. Sovraccarico, ma intenso.
MEMORABILE: Il piccolo Yonas accudito in modo fraterno da Zain; Lo skate/passeggino; Il processo e la requisitoria contro i genitori; La foto per il documento.
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