1 km da Wall Street

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Boiler room
Anno: 2000
Genere: drammatico (colore)
Numero commenti presenti: 11
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

I modelli a cui guardare (entrambi citati) sono AMERICANI e WALL STREET, due film girati a velocità iperbolica, fitti di dialoghi e stacchi perfetti, recitati magnificamente e diretti meglio. L’esordiente Ben Younger prova a mettersi in coda e, complice anche la gagliarda performance del protagonista Giovanni Ribisi, non sfigura affatto. Pur non potendo raggiungere la complessità né la profondità dei due esempi citati, confeziona un film svelto, agile, dinamico (nonostante le due ore di durata), che per certi versi si affianca ad alcuni risvolti presenti in capisaldi come IL SOCIO...Leggi tutto. Montato benissimo, BOILER ROOM (è la sala delle contrattazioni dove i broker fanno e ricevono centinaia di telefonate al giorno) comincia subito a ingranare la sesta durante il colloquio (collettivo) di lavoro, nel quale un eccellente Ben Affleck gioca a fare il motivatore spietato e stringato proprio come l'indimenticabile Alec Baldwin di AMERICANI. Da lì la trama si fa più intricata fino a rischiare, nella seconda parte, di confondere le idee allo spettatore poco pratico del mondo finanziario. Ciononostante il film continua a incalzare, presentando personaggi interessanti (Ron Rifkin nel ruolo del padre, innanzitutto, ma anche il buon Vin Diesel senior broker) e innestando venature thriller che innalzano ulteriormente la tensione e il ritmo. Certo, se tecnicamente quasi tutto funziona al meglio, altrettanto non si può dire del finale o di qualche sbavatura nella sceneggiatura, ma complessivamente spettacolo e intrattenimento non mancano mai. Buone le musiche.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Capannelle 19/03/10 14:09 - 3688 commenti

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Buon lavoro di un esordiente che mescola temi già trattati in altre pellicole di successo (da Wall street a Fight club) e fa girare bene un cast promettente. La storia si può scindere in tre sottotrame. La formazione dei broker, la più avvincente (tra le chicche "mai vendere azioni alle donne, non vi lasceranno più in pace"), il rapporto figlio-padre e l'entrata in scena dell'Fbi, forse la meno riuscita. In mezzo tanti falsi valori e tanti padri di famiglia che si possono scottare per un facile guadagno.
MEMORABILE: Presa in giro a Vin Diesel: "Vatti a fare uno shampoo e una lampada".

Mutaforme 7/01/12 16:48 - 392 commenti

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Azioni spazzatura, società che non esistono ma che vengono quotate in borsa: oggi ne sappiamo qualcosa, ma nel 2000 non era così scontato realizzare un film del genere. Buono il ritmo e interessanti i retroscena del mondo dei brokers, comprese le inaspettate derive violente. Funziona.
MEMORABILE: "Non serve a niente mettersi a lavorare da Mc Donald's dopo la scuola, quello che serve sono i dollari".

Galbo 4/07/10 17:54 - 11309 commenti

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Realizzato nell'anno 2000,il film è fortemente impregnato nelle tematiche della New Economy avendo per protagonisti soggetti che fanno del facile quadagno (in genere realizzato con metodi disonesti) il proprio faro illuminante. Nell'analizzare questo mondo il film è piuttosto efficace mentre lo è meno quando vengono affrontate tematiche più intime quale i rapporti familiari. Il cast è bene assortito ed offre una discreta prova di insieme.

Trivex 18/11/11 08:47 - 1471 commenti

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Vendere azioni qui è un po' come vendere le spazzole. Un sistema vessatorio ed illegale che svilisce il senso dell'investimento e la legittimità del mercato finanziario. La truffa ed il riciclaggio del denaro sono mostrati abbastanza bene, seppur manchi un adeguato approfondimento sul meccanismo perverso di funzionamento della macchina criminale. Il contorno è buono, la regia mostra in modo plastico vita, morte e miracoli di questi ragazzi, in parte inconsapevoli ed in parte no, che sognano l'oro di Wall Sreet ma si sveglieranno tra il ferro e i piombi.
MEMORABILE: Nell'appartamento recitano a memoria le battute del film Wall Street, guardandolo in TV.

Daniela 23/11/14 00:04 - 9084 commenti

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Per riconquistare la fiducia del padre, deluso dal fatto che abbia abbandonato gli studi per impiantare una bisca clandestina, il protagonista decide di intraprendere il lavoro di brocker... Un film vuol coniugare il ritratto di un giovane di talento con problemi nei rapporti familiari con quello di un ambiente affaristico dominato dalla ricerca di soldi facili e dall'assenza di scrupoli. Intento non del tutto riuscito, ma il secondo tema è sviluppato in maniera piuttosto incisiva e questo fa passare in secondo piano alcune banalità nonché un epilogo sbrigativo e poco convincente.
MEMORABILE: Il colloquio di lavoro collettivo condotto da Ben Affleck

Taxius 13/08/15 15:44 - 1643 commenti

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Interessante critica al mondo della borsa in cui i broker non fanno altro che truffare la gente. Buon film diretto bene e con un cast di alto livello. Rispetto ad altri film del genere come Wall Street e The wolf of Wall Street il film di Younger pare un po' lento e noioso nella prima parte, mentre comincia a interessare di più nella seconda, ovvero quando la situazione comincia a farsi calda. Discreto.

Saintgifts 13/08/15 11:27 - 4098 commenti

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Ne risulta che impiantare una bisca clandestina è molto più onesto che non fare il broker d'assalto. È il sogno americano (ricchezza e felicità) che si "realizza" per alcuni a discapito di altri sognatori che si fanno prendere nel vortice dei guadagni facili in borsa. Quello che impressiona di più nel film è come si forma una casta, come si lavano cervelli facendo tintinnare il sacchetto delle monete. Tanti Pinocchietti destinati alle orecchie lunghe, con l'aggravante di non aver fatto male solo a se stessi, ma di aver distrutto vite. Notevole.

Paulaster 5/05/17 10:02 - 2673 commenti

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Giovane in cerca di denaro facile cerca di sfondare come broker. Temi sempre affascinanti l'avidità e la spregiudicatezza degli yuppies anni 2000, difformi dai predecessori solo perché stavolta siamo ai margini di Wall Street. Buona la descrizione del metodo di lavoro, meno il rapporto col padre e l'intervento poco approfondito dell'FBI. Ribisi in parte come gli interventi di Affleck. Lieve morale finale, ma difficile da applicare dove si specula.
MEMORABILE: "Ogni telefonata è una vendita di azioni o dei motivi per cui uno rifiuta".

Puppigallo 24/05/19 11:04 - 4485 commenti

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Pellicola che, come capita ogni tanto, ha una data di scadenza. Se visionata, infatti, troppo oltre il 2000, evidenzia i suoi limiti, sia dal punto di vista recitativo, che da quello dell'effettivo contenuto (minore di ciò che si vorrebbe far credere al pubblico). Lo schema è quello classico, con padre deluso dal figlio e, con quest'ultimo, pronto a tutto pur di redimersi ai suoi occhi giudicanti. Ovviamente, ci saranno problemi, visto anche il settore, dove squali speculatori divorano ignare vittime. Nel complesso, non è male, nonostante mantenga una quota media, senza alcun picco registico.
MEMORABILE: Raggiramento e intortamento clienti, alcuni dei quali disposti a consegnare ai broker il loro futuro.

Noodles 28/11/19 16:15 - 783 commenti

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Ritmo frenetico e sceneggiatura estremamente forte e coerente rendono questo film un gran prodotto, sempre scorrevole, benché lo sviluppo della storia sia in parte prevedibile. Appare come un inno al consumismo e al Dio Denaro e prende sempre più i toni di una forte critica. Peccato per la recitazione, mediocre, e per una colonna sonora che più tamarra non si può può. Ma è da vedere.

Herrkinski 10/01/20 03:24 - 4957 commenti

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In sostanza una rivisitazione del classico Wall Street (anche apertamente omaggiato in una scena) adattato alla situazione finanziaria degli Usa a cavallo tra '90 e '00; l'originalità non è quindi di casa ma il restyling è comunque piuttosto buono e il cast di crescenti star del periodo se la cava bene, specialmente il trio Ribisi/Affleck/Diesel. Le dinamiche familiari, per quanto prevedibili, risultano abbastanza ben scritte; il film non esagera e risulta quindi abbastanza credibile; peccato per un finale irrisolto che lascia un po' così.
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