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• LA CABINA

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Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 18/2/09 DAL BENEMERITO B. LEGNANI

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B. Legnani 18/2/09 23:52 - 4282 commenti

Notevole mediometraggio (35' circa) spagnolo, rappresentazione modernissima di un incubo moderno, con importante contorno della stupidità umana, sfociante in indifferenza, e dell'oscena spettacolarizzazione di tutto. Curioso il paragone fra la cabina telefonica e la bara di cristallo. Molto bello il finale. Qualcuno ci vede una satira al regime di Franco: pur rispettando tale visione, la cosa non mi convince, perché allora la si può vedere in qualunque situazione di "costrizione" e in relazione a qualunque forma di potere...

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il finale.
I gusti di B. Legnani (Commedia - Giallo - Thriller)

Pigro 7/1/11 9:00 - 7123 commenti

La storia sembra un classico brutto sogno: rimanere intrappolati in una cabina telefonica, mentre all'esterno tutti ridono di te. Su questo scomodo incubo Mercero costruisce un corto (a cui, in verità, avrebbe giovato una durata ancor minore) che innesta sull'agghiacciante situazione claustrofobica un'atmosfera umoristica che non lesina qualche controscena perfino buffa (l'astante che ruba le pizzette al garzone curioso) e una sottintesa critica all'indifferenza sociale. Il doppio registro horror-humor continua fino al degno finale da brividi.
I gusti di Pigro (Drammatico - Fantascienza - Musicale)

Schramm 16/11/18 16:53 - 2219 commenti

Lo spunto della zona deputata alla massima comunicazione interurbana che si polarizza in isolante campana di vetro prima e diventa bara poi è geniale (la tabellina del 2 per Yann/Piquer), come lo è da parte di Mercero la mancata concessione a qualsiasi appiglio esplicativo ricorrendo alla grammatica di un Keaton drogato. Con una maggior levigatura e una minore intromissione del registro buffo, avrebbe guadagnato in vettorialità e slancio ritmico e il regista avrebbe cesellato un’arma filmica eccezionalmente pervasiva, capace di tendere i più proditori agguati alla diligenza del subconscio.
I gusti di Schramm (Drammatico - Fantastico - Horror)

Cotola 15/4/09 1:35 - 6795 commenti

Splendido mediometraggio spagnolo che, dopo un inizio leggero, diventa sempre più grottesco, claustrofobico ed angosciante col passare dei minuti, per finire in una chiusa davvero terrificante. Notevoli la capacità del regista di passare con grande bravura e naturalezza da un registro all'altro, così come l'abilità nel ritrarre la stupidità umana e la spettacolarizzazione del dolore. Gli ultimi minuti sono da cardiopalma. Un gioiellino "nero", assolutamente da recuperare e da vedere.
I gusti di Cotola (Drammatico - Gangster - Giallo)

Ciavazzaro 16/4/09 14:28 - 4687 commenti

Ottimo. Cortometraggio quasi muto con i dialoghi al limite e anche grazie a questo davvero inquietante. Il finale lascia spiazzati, Vazquez è un lodevole interprete, la tensione sale di minuto in minuto. Davvero notevole a mio avviso, da recuperare.
I gusti di Ciavazzaro (Giallo - Horror - Thriller)

Markus 4/10/15 17:47 - 2657 commenti

Parte come una qualsiasi puntata di "All'ultimo minuto" di Deodato, ma la piccola-grande opera di Antonio Mercero si trasforma ben presto in un incubo claustrofobico "felliniano" per poi spingere il pedale sul grottesco e un epilogo francamente tragico. Temi come la spettacolarizzazione del dramma altrui (noi italiani la conosceremo nel 1981 con la tragedia nel pozzo di Vermicino) sono qui sbattuti in faccia allo spettatore in una forma per l'epoca modernissima. Notevole.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Rufus68 28/12/17 18:24 - 2172 commenti

Un individuo che non riesce a comunicare (e a liberarsi) in un luogo deputato eminentemente alla comunicazione (e quindi, teoricamente, alla libertà d'espressione): un riuscito apologo sulla solitudine nella società moderna (con qualche stoccata alla situazione politica spagnola del 1972; i due livelli, quello storico e quello metafisico, coesistono felicemente). Azzeccata anche la medietà irreprensibile del protagonista, perfetta per far risaltare ancor più l'amaro surrealismo dell'insieme.
I gusti di Rufus68 (Drammatico - Fantascienza - Horror)

Digital 27/10/12 21:00 - 853 commenti

Un gran bel mediometraggio di marca iberica, intriso di claustrofobia e angoscia che ha il suo apice nell'ultima parte, ma che comunque offre una tensione pressoché continua. Benché vi sia qualche inverosimiglianza (nessuno pensa di usare un'arma contundente per spaccare il vetro della cabina telefonica), questo breve ma intenso prodotto televisivo lascia il segno anche per merito di un ottimo protagonista, lo spagnolo José Luís López Vázquez.
I gusti di Digital (Fantascienza - Horror - Thriller)

Bubobubo 7/12/18 20:30 - 414 commenti

L'aspetto narrativo che interessa maggiormente dell'intero mediometraggio è la motivazione che spinge l'impiegato-qualsiasi a entrare nella cabina telefonica appena installata: nessuna. Il motore di tutta la vicenda è la pura, sconsiderata curiosità: cosa succede a mettere piede in qualcosa che non dovrebbe essere dov'è? Da lì l'estensione metaforica e metacomunicativa ha gioco facile. Quasi ferreriano nello sviluppo, triviale e metafisico assieme nell'architettura e negli spazi. Il finale kafkiano è abbastanza predicibile.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Quando l'incubo sta per dissolversi, ecco arrivare la camioncina della società di telecomunicazioni...
I gusti di Bubobubo (Drammatico - Horror - Thriller)