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99 DONNE

All'interno del forum, per questo film:
99 donne
Titolo originale:99 mujeres
Dati:Anno: 1968Genere: erotico (colore)
Regia:Jesus Franco
Cast:Maria Rohm, Maria Schell, Rosalba Neri, Elisa Montes, Herbert Lom, Mercedes McCambridge, Luciana Paluzzi
Note:Aka "Novantanove donne"
Visite:1745
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 8
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/12/07 DAL BENEMERITO IL GOBBO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 5/4/19
99 sono le carcerate di una prigione arroccata gestita da una perfida sovrintendente (McCambridge) al servizio di un governatore (Lom) che la asseconda senza troppo preoccuparsi delle conseguenze. Le nuove arrivate sembrano particolarmente fragili; soprattutto Marie (Rohm), una bella ragazza bionda che passa il tempo a piangere e a disperarsi quando non si accapiglia con la più scafata Zoie (Neri, al massimo del suo fulgore). Il lavoro alle saline – inquadrate spesso da lente panoramiche che confermano il talento di un regista non comune come Jess Franco – pare fisicamente sopportabile, ma l'inflessibile direzione della sovrintendente non aiuta certo a star bene. Quando l'ennesima prigioniera muore, dal governo viene inviata lì un'ispettrice (Schell) per verificare come sia accaduto. Forse le cose possono cambiare, perché subito Marie viene avvicinata dalla donna, che capisce il drammatico stato d'animo in cui versa la poveretta... Un Woman In Prison non tanto diverso dalla media per contenuti se non nella figura della Schell, chiamata a “umanizzare” la detenzione. Il resto è occupato da una prevedibile disperazione comune, dagli approcci di una Rosalba Neri che gioca a fare la capetta e da interni cupi e cavernosi che danno bene la dimensione della vicenda, ambientatavi all'interno con qualche rara escursione all'aperto prima di un'ultima parte ancor meno originale, girata in una giungla dove prendere a coltellate un minaccioso serpente o fare il bagno nelle invitanti pozze d'acqua prima di qualche inevitabile scena saffica. Poco sesso si vedrebbe, però, se non si fossero poi aggiunte sequenze esplicite nella versione “integrale”, goffe e come da prassi senza mai mostrare i volti degli attori (si svelerebbe subito il trucco). Nel cast, in cui la Schell sa regalare il giusto volto della comprensione da contrapporre a quello più imperscrutabile dell'aguzzina (ma la Cambridge non eccede in sadismo gratuito e il suo personaggio si sa rendere credibile mantenendo un fiero rigore misto a evidente ottusità), a svettare è il sempre bravo Herbert Lom, perfetto nel ruolo del governatore, anche lui mai sopra le righe e capace di comunicare una profondità d'animo che tuttavia non nasconde la spregevolezza del personaggio. Delle 99 donne del titolo si vedono in realtà un po' sempre le stesse, a conferma di un dramma circoscritto e un'attenzione focalizzata su tre o quattro detenute. Uno svolgimento elementare (con flashback quasi sempre a carattere erotico) in cui Franco sa comunque far valere le sue capacità regalando un tocco d'arte che – almeno tecnicamente - eleva il film dalla media del genere (si prenda come esempio la scena finale sulla spiaggia, girata a fianco di un suggestivo porticato).
il DAVINOTTI

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Undying 6/7/08 17:45 - 3875 commenti

Mitico titolo (che ha pure ispirato un bellissimo e monumentale testo a cura di Gomarasca e Pulici per Nocturno Cinema e che vi invito a recuperare) girato da Franco e inserito nel genere carcerario. E' però un W.I.P. ante litteram (siamo nel 1968) ed è interpretato da attrici di certo interesse -nei panni di vittime- come Maria Schell, Maria Rohm, Luciana Paluzzi e la mitica Rosalba Neri. Il ruolo di agguzzini spetta invece a Mercedes McCambridge (vincitrice dell'Oscar per Johnny Guitar) ed Herbert Lom. Ovviamente va visionato nella versione integrale (DVD import della Blue Underground).
I gusti di Undying (Horror - Poliziesco - Thriller)

Il Gobbo 1/12/07 23:44 - 3011 commenti

In un'imprecisata isola del centro-America c'è un penitenziario femminile, retto dal crudele Santos. Il governo invia un'ispettrice... Primo Women In Prison di Jess Franco, che diventerà specialista del genere; il più ricco (di soldi e cast) e quindi il più controllato e in ultima analisi meno interessante. Dice bene Carlito Aguilar, "più fotoromanzesco che sadiano", specie nella seconda parte che vira verso l'avventuroso. Da vedere solo per una Rosalba Neri magnifica. Musiche di Nicolai, che ne riprenderà un tema in De Sade 2000
I gusti di Il Gobbo (Gangster - Poliziesco - Western)

Homesick 17/7/11 8:42 - 5737 commenti

Il wip di Franco accenna appena (o sorvola del tutto) sul versante della violenza carceraria gratuita e insiste su quello erotico propinando sequenze soft-core rimpolpate con inserti hard. Oltre alla maggior cura formale, la vera differenza rispetto alle innumerevoli pellicole di un genere ancora in divenire è l’appiglio politico che, attraverso l’algido volto della viscontiana Schell e un epilogo insolitamente pessimista, dichiara l’impossibilità di riformare le istituzioni più oppressive. Parte minima per la Paluzzi e pose provocanti (calze nere o solo con ampio scialle addosso) per la Neri.
I gusti di Homesick (Giallo - Horror - Western)

Ciavazzaro 29/2/08 15:56 - 4706 commenti

Ottimo capostipite del filone Women In Prison, con un Franco che dirige in modo molto sobrio e controllato. Il regista ha poi a disposizione un cast di stelle molto eterogeno, soprattutto dal punto di vista femminile: McCambridge, Rohm, Schell, Neri sensualissima, Paluzzi (reclutata a riprese già cominciate, fa una partecipazione brevissima) e Herbert Lom nel ruolo del direttore. Ottime le musiche e i flashback. Ne esistono innumerevoli versioni.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il flashback con Rosalba Neri; la scena lesbica tra la Neri e la Rohm "spiata" da Herbert Lom.
I gusti di Ciavazzaro (Giallo - Horror - Thriller)

Myvincent 21/1/19 8:21 - 2228 commenti

Nella città l'inferno versione sexy, con abbondanza di cosce, bei visini e situazioni boccaccesche. Il film in realtà è qualcosa di più, coi suoi strali appuntiti contro il concetto di carcere concepito solo come contenitore punitivo. Come spesso in Jesus Franco, la trama barcolla un po', ma lo spirito libero del regista compensa il campionario di leggerezze, insistendo sulla amara conclusione di un mondo che è prigioniero di se stesso.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La intensa interpretazione della stupenda Rosalba Neri, nei "panni" (si fa per dire) di Zoe.
I gusti di Myvincent (Drammatico - Giallo - Horror)

Fauno 23/12/18 4:09 - 1773 commenti

Come colpi di scena non entusiasma granché, anche se l'intero cast è più che all'altezza, mentre la vera forza sta nella contrapposizione fra un carcere spietato e disumano e un buonismo che però fa ancora più danni. Vero che i reati commessi da queste poverette fan sorridere rispetto a quelli che davvero meriterebbero punizioni simili; il film è comunque un must se lo si proietta ai giorni nostri, perché dimostra che il buonismo non paga e soprattutto che viene invocato da chi sta fuori dai problemi e quindi non ne sa mezza.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il racconto della "numero 76"; La funzione del carcere secondo chi lo dirige.
I gusti di Fauno (Drammatico - Poliziesco - Thriller)

Luchi78 29/12/10 14:06 - 1521 commenti

Visto nella terrificante versione con inserti hardcore (faccio come se non li avessi visti), avrà sicuramente stimolato le fantasie degli spettatori del lontano 1968. Tutt'oggi risalta la provocante Rosalba Neri, unica prigioneria ad indossare le calze nere sotto la scarna divisa. Non che trovi il filone Women in Prison particolarmente interessante, ma la regia di Franco sortisce tutt'oggi qualche guizzo di curiosità erotica.
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Alexpi94 4/9/18 19:40 - 186 commenti

Quello che salta subito all'occhio è il buon livello estetico della pellicola (ben diretta e con una buona fotografia), mentre per il resto il film risulta poco soddisfacente. Ok, ci sono tanti nudi (in alcune versioni addirittura rinforzi hard), ma il tutto è molto piatto, senza colpi di scena e perdipiù le scene violente non graffiano a dovere (siamo più sul versante drammatico che violento). Recitazioni buone (anche se la più brava è Maria Schell) e musiche in tema avvalorano l'opera.
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