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• CI SARà UN GIORNO (IL GIOVANE PERTINI)

All'interno del forum, per questo film:
• Ci sarà un giorno (Il giovane Pertini)
Dati:Anno: 1993Genere: biografico (colore)
Regia:Franco Rossi
Cast:Maurizio Crozza, Carla Signoris, Ivano Marescotti, Carla Bizzarri, Luigi Montini, Luigi Petrucci, Gino Clemente, Rosanna D'Andrea, Pietro Ghislandi, Ole Jorgensen, Mario Prosperi, Maria Teresa Telara, Augusto Zucchi, Arrigo Previ, Massimo Olcese, Carlo Forneri, Michele Soavi, Walter Lupo, Sylvie Pariset, Elio Parodi
Note:Il film racconta alcuni anni (dal 1925 al 1929) della gioventù di Sandro Pertini.
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 7/4/19 DAL DAVINOTTI
A lungo osteggiato dalla vedova di Pertini (che non aveva apprezzato il troppo spazio concesso a una fidanzatina del marito, quella Mati qui interpretata da Carla Signoris), il filmtv di Franco Rossi venne girato nel 1993 ma bloccato fino a una prima trasmissione notturna del 2003, infine ripescato solo ultimamente. Racconta gli anni della gioventù del futuro Presidente che vanno dal 1925 al 1929, da un processo all'altro: il primo conclusosi rimandando all'appello, l'ultimo con l'incarcerazione per reati politici. Pur con mezzi limitati e girando in esterni quasi sempre di notte (almeno nella prima parte), la ricostruzione storica risulta piuttosto accurata; a mancare semmai è una visione più ampia della persona e del suo operato in grado di descriverne il vero carattere emerso negli anni. Restringendo il resoconto a un unico lustro non si cita la sua militanza partigiana e ci si concentra in gran parte sul periodo trascorso in Francia dopo la fuga in barca dalla Liguria assieme a Filippo Turati. Rifugiatosi a Nizza con altri antifascisti, Pertini non perde occasione per ribadire ad alta voce la propria fede socialista e il sogno di combattere in ogni modo Mussolini; chiamando all'azione, lanciando messaggi radio captabili in Italia. Avversato e ricercato da un oscuro funzionario del regime (Marescotti), il giovane Pertini – di professione avvocato - mantiene i legami col nostro paese pensando alla madre e scrivendo a Mati, per l'appunto, la timida segretaria di lui innamorata. La scelta di Maurizio Crozza per interpretare il futuro Presidente, ligure come lui, si rivela piuttosto azzeccata: ancora semisconosciuto e coi capelli (all'epoca lavorava assieme ai Broncoviz, di cui faceva parte la stessa Signoris), Crozza sa di dover recitare sottotraccia e lo fa; senza impressionare ma riuscendo a dare la corretta dimensione al suo personaggio. Non che a dire il vero accada poi troppo, nel film: dopo i giorni della fuga con Turati (Montini), organizzata grazie all'aiuto di uomini come Rosselli (Prosperi), Oxilia (Lupo) e Olivetti (il regista Michele Soavi, nipote del vero Adriano Olivetti e che quindi interpreta qui suo nonno!), l'esilio francese Pertini lo vive tra un comizio sotto al consolato (ben tratteggiata da Petrucci la figura ambigua del console), le sere al locale dove alloggia, la conoscenza con una bella francese, l'amicizia col polacco proprietario della radio da cui trasmettere messaggi antifascisti. Non esiste azione e la parte del leone la fa giocoforza la sceneggiatura di Vittorio Bonicelli, con la regia non esattamente dinamica di Rossi a seguire le solide interpretazioni di un cast intelligentemente selezionato e ben diretto. Traspare con chiarezza il desiderio di mettere in scena un racconto misurato e attendibile, con le buone musiche di Piero Piccioni ad accompagnarlo. Considerato che di produzione televisiva (Rai) si tratta, non ci si può troppo lamentare; se non per la non entusiamante varietà degli argomenti affrontati, dovuta all'estrema limitatezza del periodo analizzato.
il DAVINOTTI