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LA PRIMA PIETRA

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La prima pietra
Dati:Anno: 2018Genere: commedia (colore)
Regia:Rolando Ravello
Cast:Corrado Guzzanti, Kasia Smutniak, Serra Yilmaz, Iaia Forte, Lucia Mascino, Valerio Aprea, Caterina Bertone, Lorenzo Ciamei, Gabriele Paolucci
Visite:321
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 3
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 8/12/18 DAL BENEMERITO BUBOBUBO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 4/4/19
Da una rappresentazione teatrale all'altra: Corrado Guzzanti passa dal Gesù della PASSIONE al preside regista dell'ineffabile recita natalizia di una scuola elementare. Ossessionato dai mille problemi della stessa come se davvero potesse essere il momento più importante dell'annata scolastica, si trova a dover gestire inaspettatamente il contenzioso nato in seguito al lancio di una pietra - da parte di un bambino - contro una delle vetrate dell'istituto: finito in testa al bidello (Aprea) che di lì passava insieme alla moglie (Forte), il grosso masso ha rischiato quasi d'ammazzarlo. Per questo il preside - che ha comunque sempre in testa la rappresentazione, pronta ad andare in scena nel giro di poche ore - convoca in un'aula le due vittime del lancio assieme alla madre (Smutniak) del piccolo, la quale si porta dietro imprevedibilmente la suocera (Ylmaz). Insieme a loro è presente la maestra (Mascino) di Samir, decisa a difenderlo, comprenderlo e a cercare di portare uno spirito "pacificatore" nel gruppo. Il riferimento principe, non certo mascherato, è il CARNAGE di Polanski, dove una rissa tra ragazzini portava al confronto sempre più acceso tra i genitori ritrovatisi a discutere della cosa qualche giorno dopo (e con il bimbo fuori scena). Una delle derivazioni più riuscite di quel film era stato il nostro PERFETTI SCONOSCIUTI, alla cui sceneggiatura aveva partecipato lo stesso Rolando Ravello, che in questo caso oltre a scrivere dirige. Stabilita la discendenza, qui il confronto non è solo tra caratteri diversi ma tra culture e soprattutto religioni, diverse. Madre e nonna di Samir, musulmane (entrambe col burka), pur riconoscendo la responsabilità del loro figlio e nipote, non pare abbiano nessuna intenzione di pagare la riparazione della vetrata (500 euro più iva) e anzi partono al contrattacco. Il bidello, sua moglie e il preside non credono ai loro occhi: possibile che di fronte a una tanto palese individuazione di una colpa, con i danneggiati che rinunciano alla denuncia nonostante le ferite ricevute, le due donne neghino persino di ripagare il minimo richiesto accusando invece la scuola di aver istigato il figlio al gesto? E' quello che si chiederanno pure molti spettatori, perché al di là di un copione che ha ambizioni superiori alla media (vi ha collaborato lo scrittore Sefano Massini), le due musulmane vengono dipinte - anche per il loro atteggiamento indisponente - in modo assai antipatico (ribadito dalla scelta di due attrici che in questo senso riescono senza sforzi ad entrare in parte). Per quanto si giochi parzialmente con il rimbalzo di accuse, una lettura immediata assegna alle due un netto primato, quanto a spregevolezza, con gli altri preccupati a risolvere la cosa il più in fretta possibile salvando la forma (il preside), a farlo chiudendo a tarallucci e vino (la maestra) o a ottenere come minimo le scuse (il bidello). La recita passa in secondo piano ma è causa di frequenti interruzioni, mentre la povertà degli ambienti (gli interni della scuola) relega il film all'apparenza di una produzione minore dallo scarso appeal. E in fondo questo resta di un'opera che Guzzanti non riesce a rendere comica come vorrebbe (nonostante più di una gag azzeccata) ripetendosi troppo, che la Mascino svilisce con un personaggio pateticamente caricaturale, che la Smutniak e la Ylmaz affrontano con altezzosità irritante, per quanto richiesta. L'introduzione con la voce off di Pannofino che commenta il lancio della prima pietra (con ovvie metafore d'accompagnamento) indica già la pretenziosità destinata ad appesantire un'operazione sostanzialmente indovinata solo sulla carta e fiacca. Con un Guzzanti al centro della scena era lecito aspettarsi molto di più, pur se le sue mediazioni arronzate accompagnate dalle mille modifiche al testo da firmare sono il sale del film. Interessante ma ampiamente difettoso.
il DAVINOTTI

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Daniela 1/4/19 21:15 - 7792 commenti

Promettente l'esordio, con la voce off di Pannofino che argomenta sull'esistenza di Dio o, in alternativa, sul dominio del caso nel determinare l'incidente scolastico che provoca il confronto fra due gruppi contrapposti, con il preside impreparato all'arbitraggio e tutto preso dai preparativi per l'imminente recita natalizia grottescamente poli-religiosa. L'impianto fortemente teatrale non costituirebbe in se stesso un problema, ma si inserisce all'interno di un format da sketch televisivo dal fiato corto in cui anche la prestazione di Guzzanti, piatto forte del cast, risulta poco incisiva.
I gusti di Daniela (Azione - Fantascienza - Thriller)

Taxius 5/1/19 16:33 - 1209 commenti

Più che un film una commedia teatrale, sia per il tipo di recitazione che per il fatto di essere ambientato quasi tutto all'interno di due stanze. La storia è piuttosto simpatica e mette a confronto diverse religioni evidenziandone i vari difetti senza mai prendere le parti di una o dell'altra. Film molto semplice e leggero, tanto che si esaurisce in appena 75 minuti. Nel complesso non è male, ma si fa dimenticare in fretta.
I gusti di Taxius (Commedia - Horror - Thriller)

Bubobubo 8/12/18 16:50 - 755 commenti

La tentazione di realizzare un Carnage tricolore che allo scontro di classe anteponga quello interculturale (e religioso nello specifico) è evidente, ma cozza contro la relativa povertà della confezione, giocata su linee narrative mai veramente divertenti (un po' sgonfia la prova di Guzzanti) e tendenti a una certa stasi (anche nella composizione dei personaggi). Qualche battuta indovinata riesce a strappare un sorriso, il finale in ebollizione è indovinato, esteticamente è un buon prodotto, ma l'insieme rimane comunque piuttosto anonimo.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Guzzanti in versione bue da presepe.
I gusti di Bubobubo (Drammatico - Horror - Thriller)