Riunione di famiglia (Non sposate le mie figlie! 3) - Film (2021)

Riunione di famiglia (Non sposate le mie figlie! 3)

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L'IMPRESSIONE DI MMJ

La buffa, malcelata repulsione di Claude Verneuil (Clavier) per gli extracomunitari, primi fra tutti i quattro che hanno sposato le sue figlie, continua a essere il primo motivo di esistere di questa saga giunta ormai al terzo capitolo. Claude sa di doversi controllare, di dover fare buon viso a cattivo gioco, ma se oltre a loro deve pure sopportare l'inatteso arrivo dei consuoceri, convocati dalle figlie per festeggiare a sorpresa i suoi quarant'anni di matrimonio con Marie (Lauby), trattenersi dall'esplodere diventa sempre più difficile. L'idea di questo numero tre è proprio questa: mettere relativamente in ombra le generazioni più giovani per lasciare spazio ai...Leggi tutto parenti giunti da Israele, Algeria, Costa D'Avorio e Cina e farli interagire con Clavier, al solito principale motore comico del film. In aggiunta, un'imprevista liaison della moglie con un collezionista d'arte tedesco (Hägele), che finge di essere interessatissimo ai quadri sanguinari esposti da Ségolène (Caen), una delle quattro figlie, per tentare di sedurre Marie.

Non chissà quali nuove idee insomma, ma un parco attori allargato che dà un ulteriore senso di coralità al film, scegliendo in particolare il padre (N'Zonzi) di Charles Koffi (Diawara) come interlocutore privilegiato, confermato dopo i buoni riscontri ottenuti nei primi due capitoli. Insofferente nei confronti delle razze diverse tanto quanto Claude, l'uomo darà vita ai duetti migliori con il protagonista: non troppo frequenti, dovendo lasciare il regista spazio un po' a tutti, ma incisivi. Gli altri restano spesso sullo sfondo, mentre tra le scene più simpatiche c'è da citare il flashback a Pechino in cui Claude e Marie, convinti di incontrare i genitori di Chao (Chau), sbagliano piano entrando nell'appartamento di due signori che nulla c'entrano. Non che le battute insomma siano assenti, per quanto mai la saga abbia raggiunto grandi vette di spasso, pur tuttavia una regia agile permette di seguire la storia senza fatica, godendo dei brevi momenti di imbarazzo tra le famiglie e di qualche trovata inattesa (il genitore ansioso di riunire in terza età il suo vecchio complesso di rock duro).

Con i mariti delle figlie a battibeccare quasi sempre tra loro con fasi piuttosto imbarazzanti (la guerra tra i due col giardino confinante) e rare sortite felici, le quattro mogli diventano personaggi secondari che, tranne nel caso di Ségolène, compaiono di tanto in tanto giusto per timbrare il cartellino. Più approfondito è ovviamente il rapporto tra Claude e Marie, con momenti di tenerezza e un inno al prolungato amore tra coniugi, celebrato da un suggestivo viaggio in mongolfiera sul fiume (diverte il "comandante" senza un braccio). L'odio xenofobo di Claude si è fatto con gli anni sempre più flebile, fino a sconfinare definitivamente nella rassegnazione, ma conserva ancora quella punta di cinismo e simpatico egoismo che resta il tratto distintivo della saga. Il melodrammatico mercante tedesco spinge verso la farsa, mentre la rivincita delle cinque anziane signore in discoteca fa parte di un approccio caricaturale già ampiamente visto.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 10/12/22 DAL DAVINOTTI
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Markus 11/12/22 15:45 - 3578 commenti

I gusti di Markus

Arrivati ormai al terzo film, la saga con perno centrante le paranoie del francese conservatore Christian Clavier - che deve accettare le figlie sposate con uomini di diversa etnia/religione - inizia a mostrare davvero la corda. Non che a dire il vero ci si sganasciasse nei primi due capitoli, ma almeno il fascino della novità aveva ancora la meglio. Resta comunque un'opera distensiva, con qualche trovata qua e là e la netta sensazione che la struttura filmica in definitiva regga esclusivamente con le buffe espressioni facciali di Clavier. Chiudiamola davvero qua.

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