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TU MI NASCONDI QUALCOSA

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 2
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/9/18 DAL BENEMERITO RAMBO90 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 16/9/18
Tre episodi (ma il terzo viene appiccicato agli altri solo nel finale e con lo sputo) s'intrecciano negli uffici dell'agenzia investigativa "Occhio segreto", specializzata in pedinamenti coniugali e gestita in famiglia da padre (Bruschetta) e figlia (Felberbaum), che non s'intendono e combinano subito un primo disastro: causa incomprensione di... calligrafia papà segue e fotografa la compagna di un clown (Battiston) invece di quella del cliente corretto, che abita al civico successivo. Le foto vengono spedite alla persona sbagliata e patatrac, la coppia scoppia. La figlia del responsabile avvicina il povero clown e studia come consolarlo. Ma dubbi di fedeltà li ha pure Ezio (Tiberi), il quale esige che la partner (Egitto), di mestiere pornoattrice, lontana dal set non se la faccia con nessun altro. L'aver scoperto come lei non vada dove dice di andare lo allarma inevitabilmente. Più anomala la storia di Marini (Papaleo), imprenditore ripescato senza memoria al largo della costa tunisina e raggiunto contemporaneamente, nell'ospedale ove è ricoverato, da ben due mogli con figlio, una italiana e una africana, che nulla sapevano dell'altra ("Desidererei tornare in coma", chiede al dottore di fronte alla tragica evidenza). Niente di nuovo su nessun fronte, in ogni caso, con concentrazione di luoghi comuni all'ombra della Mole e attori in apparenza spaesati, diretti da un regista che, esordiente, si trova comprensibilmente in difficoltà con la gestione dei tempi giusti e la direzione del cast. Ma è purtroppo la sceneggiatura a non aiutarlo, priva di vera ironia e gag (si contano sulle dita di una mano). Battiston se la cava col mestiere: all'apertura della busta con le foto della compagna che bacia un altro mostra di saper esser sempre simpatico ma poi, affiancato da una Felberbaum molto meno "naturale" di lui (tremenda in questo senso la scena in cui suona di notte il campanello del suo ex per offenderlo), finisce col perdersi in un road movie da quattro soldi dallo stile simil-verdoniano ma troppo elementare nei dialoghi. Non che vada meglio a un Papaleo decisamente sottoutilizzato, costretto in un ruolo che lo vede alle prese coi costanti rimproveri della moglie italiana (Rossi), coi silenzi di quella tunisina (Muñoz) e pure con un figlio gay (che novità...). In attesa di recuperare la memoria dovrà aprire gli occhi su una realtà doppiamente nuova, per lui, ma agendo quasi nel ruolo di "spalla" senza che vi sia alcun vero mattatore. Quanto a Tiberi, non esce da tutti i cliché che si possano immaginare legati ai rapporti con un mondo così già ampiamente sfruttato dal nostro cinema più leggero come quello del porno. Eva Robins fa la produttrice scafata, la bella Stella Egitto si rivela più assente del previsto e il meglio l'episodio lo offre quando Tiberi si presenta a Bruschetta per chiederne i servigi "fotografici". A colpire è la povertà dell'insieme, il muoversi a vuoto del cast alla ricerca di un messaggio per riflettere che non emerge mai. Gli stessi spunti legati al titolo vengono a loro volta nascosti dietro le apparenze di una commedia come mille ma che nemmeno riesce a divertire come dovrebbe. E se il finale con Tiberi nudo fa cadere le braccia, il resto non è poi tanto meglio.
il DAVINOTTI

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Capannelle 8/9/18 20:45 - 3471 commenti

E' un film che si situa tra la commedia alla Genovese (per il brio musicale e il mix di personaggi) e altre commedie moderne disimpegnate. Vorrebbe osare ma sono più le volte che va sull'artificioso e scontato che non quelle veramente riuscite. Infatti anche Battiston e Papaleo soffrono, la Munoz è confinata al ruolo di bambolina e la Robins a quello di "rudere". Tiberi inizia bene ma poi diventa una fastidiosa macchietta, come macchiette sono molti degli epiloghi delle tre storie, raccontate in modo troppo televisivo.
I gusti di Capannelle (Commedia - Sentimentale - Thriller)

Rambo90 1/9/18 14:38 - 5408 commenti

Storie intrecciate male e scritte peggio, con un altissimo grado di prevedibilità e una comicità talmente puerile da far sorridere davvero poco. Il meglio lo esprime Battiston, sempre bravo e che almeno con la sua recitazione strappa un paio di risate, anche grazie all'affiatamento con la Felberbaum. Sorvolare sulle altre due, con dialoghi sciatti e situazioni comiche buttate a caso. Papaleo, in perenne stato catatonico, offre forse la peggior perfomance della sua carriera. Finali scontati, regia mediocre.
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)