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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Margherita Buy, per il suo esordio dietro la macchina da presa, si rifugia nella sua comfort zone e mette in scena quella che è una sua fobia, quella di volare, in modo da poter lavorare al meglio sul personaggio con cui tutti la identificano: la Buy di MALEDETTO IL GIORNO CHE T'HO INCONTRATO in poche parole, anche se poi di Verdone pare più riprendere il meno fortunato MA CHE COLPA ABBIAMO NOI. Se in quello si riunivano, evidenziando atteggiamenti paranoici, i pazienti d'uno psichiatra, qui fanno comunella le vittime di una particolare,...Leggi tutto "invalidante" fobia: la paura di salire su un aereo; invalidante perché, soprattutto per chi fa un mestiere come quello dell’attore, può creare non pochi disagi.

Anna B. (Buy), ad esempio, non può recarsi in Corea dove l'aspetterebbe a braccia aperte un grande regista coreano per il suo nuovo capolavoro. La rinuncia all'ultimo momento di volare fin lì la condanna a perdere la parte in favore di Elena Sofia Ricci (nella parte di se stessa), costringendola a ritornare sui suoi passi e a interpretare anche la quinta stagione di una mediocrissima serie tv di cui è da sempre la protagonista nei panni di un capitano "molto action" della guardia di finanza. Anche la partenza della figlia (De Angelis, sua figlia anche nella vita) per la California, dove dovrà completare gli studi, non può essere vissuta che come un distacco pesante, non facilmente ricucibile, considerata la distanza.

Insomma, è il caso di cercare una soluzione, che Anna spera di trovare in un corso speciale interno all'aeroporto di Fiumicino dedicato a chi, per l'appunto, ha paura di volare. Con molta pazienza un pilota di lungo corso (Colella) e una psicologa (Compagnucci) dovranno convincere i pochi partecipanti che l'aereo è il mezzo più sicuro del mondo e che non volerci salire è semplicemente ridicolo, al giorno d'oggi. E' in questa fase che il film si riallaccia al sottogenere del gruppo di pazienti poco equilibrati agli ordini di chi ha il compito di guarirli. Ognuno di loro è caratterizzato in qualche modo e nei propri racconti avrà modo di spiegare i motivi della fobia e perché ha assoluta necessità di sconfiggerla. Anna è solo una dei tanti, in contrasto fin da subito con un critico cinematografico (Ragusa) che l'ha sempre avuta in antipatia mentre è invece ammirata da una sua fan sfegatata decisamente sopra le righe (Michelini).

I meccanismi "comici" utilizzati sono piuttosto risaputi ma a loro modo funzionano, con un discreto spazio lasciato esternamente non solo alla giovane figlia ma anche all'anziano padre (De Francovich), forse il personaggio dai tratti più dichiaratamente buffi: analista appassionato di parole crociate, ha trasmesso alla figlia la paura di volare ma non manca di ricordarle quanto sia un terrore stupido e ingiustificato. Sue alcune delle gag più divertenti, mentre l'ovvio ricorso a esagerazioni negli atteggiamenti degli aviofobici non sempre convince. Meglio allora il piglio accusatorio del critico cinematografico (Ragusa) convinto che il corso si svolga nel modo sbagliato; meno azzeccati lo sportivo cui dà il volto Matteo Oscar Giuggioli o il marito tradito di Roberto De Francesco, con Anna Bonaiuti chiamata a fare la parte della manager disperata di Anna B., costretta a riparare ai continui mancamenti e ritardi dell’attrice.

La Buy fa la Buy e naturalmente le riesce bene, pur senza poter contare sulla stessa carica che aveva da giovane. Stanca e spesso depressa come il ruolo richiede, magari un po' ripetitiva, sa comunque dare bella credibilità alla sua Anna B. sfruttando per quanto è possibile l'unica idea su cui il film si fonda e trovando una buona intesa con Elena Sofia Ricci, sua rivale sul set con la quale lo scmabio di frecciatine è costante. Purtroppo i passaggi a vuoto non mancano, le pause evitabili anche (la regia dimostra di non essere ancora rodata al meglio), le scenette in famiglia aggiungono poco o nulla, nel suo complesso. Il clima generale è comunque piuttosto centrato ed è analizzata con gusto la paura di volare con i suoi conseguenti effetti. Una commedia non certo memorabile ma lieve e graziosa, a tratti spassosa e ben interpretata.

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 23/02/24 DAL BENEMERITO REEVES POI DAVINOTTATO IL GIORNO 25/02/24
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Reeves 23/02/24 00:15 - 2202 commenti

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La paura di volare accomuna persone molto diverse tra loro e un grppo di esse decide di provare insiene a superarla. La Buy esordisce alla regia con una commedia che mette in scena le nevrosi che l'hanno resa famosa e dimostra di aver ottimamente assorbito il modo di narrare di Nanni Moretti, con il quale ha girato molti film. Divertente commedia molto leggera ma sostenuta da ottimi attori: oltre alla Buy, grandeggiano la Ricci e Pietro Ragusa.
MEMORABILE: La rivalità tra la Buy e la Ricci, da antologia.

Markus 25/02/24 12:20 - 3686 commenti

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L'esordio registico della Buy scontenta non poco le attese: non tanto per il "personaggio" isterico a lei congeniale che le ha permesso - al netto della sua nota bravura - di rimanere a galla anche nel cosiddetto cinema commerciale, che poi è quello che il pubblico s'aspetta da lei - quanto perché la vicenda costruita sul terrore di volare viene a noia subito e è gestita nel meno utile dei modi. La formula para-televisiva, ricca di prolissità in luoghi claustrofobici, non permette mai allo spettatore di trovare un varco ridanciano nel quale rifugiarsi a mo’ di scappatoia.

Gabrius79 26/02/24 09:59 - 1426 commenti

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Nel corso delle interviste rilasciate negli anni dalla Buy, l'attrice ha sempre raccontato la sua paura di volare in aereo e stavolta ha deciso di proporla in modo ironico e garbato attraverso questa pellicola da lei diretta e interpretata. La regia è ancora acerba, ma la storia scorre piuttosto bene e si ha il culmine quando il racconto diventa corale e spiccano, oltre alla stessa Buy, i bravi Ragusa e Michelini. Piacevoli le schermaglie con la Ricci che, pur apparendo poco, lascia il segno. Ruolo minore ma godibile della Bonaiuto. Si sorride.

Pinhead80 26/02/24 16:48 - 4752 commenti

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Un'attrice con la fobia del volo cerca in tutti i modi di superare le proprie paure iscrivendosi a un corso per persone affette da tale disturbo. La prima regia di Margherita Buy è un film che lascia con l'amaro in bocca in quanto non riesce mai a convincere lo spettatore. La sceneggiatura è molto esile e priva di sottotrame interessanti da rendere il tutto maggiormente godibile. L'interminabile scena del corso, a cavallo tra la prima e la seconda parte del film, è l'esempio di quanto tediosa sia l'intera operazione. Un film insufficiente che per giunta non fa mai ridere.

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