Quando le donne persero la coda

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MMJ Davinotti jr
Anno: 1972
Genere: comico (colore)
Note: Sequel di "Quando le donne avevano la coda"
Numero commenti presenti: 2
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

La prima differenza che si nota rispetto al precedente QUANDO LE DONNE AVEVANO LA CODA, prima ancora dell'evidente assenza di Giuliano Gemma e (tra le seconde linee) di Giuffrè, sta nell'ambientazione: dai suggestivi scenari naturali si passa a fiori, rocce e piante di cartapesta posizionati in un teatro di posa che toglie subito sostanza al film. Il passaggio di Buzzanca da presenza occasionale (nel primo addirittura moriva molto presto) a co-protagonista dovrebbe garantire un maggior numero di risate, ma la modestissima sceneggiatura fa sì che questo non accada. Senta Berger (senza più la coda) è ancora bella e importante, nell'economia della trama, ma pur non sdilinquendosi...Leggi tutto con Buzzanca come aveva potuto fare con Gemma, resta uno dei punti deboli, dal punto di vista comico. Il soggetto questa volta, scritto da Lina Wertmüller, prevede l'introduzione del denaro (chiamato sghè”) come perno attorno al quale far ruotare la sceneggiatura. È Amm (Buzzanca) ad insegnare, al solito gruppo di cavernicoli (Mulè, Puglisi, Toffolo, Wolff e la “checca” Montagnani), l'uso della moneta come merce di scambio. In breve si trasformeranno da scettici in avidi con tanto di guadagnato per lo “straniero” Amm. Di nuovo si fa ricorso all'italiano storpiato per divertire e a qualche gag cronologicamente scorretta, ma esaurita la spinta originaria qui ci si ripete lasciando palesemente intuire che l'idea era buona per un film e non di più. Più critica sociale che omaggio al gentil sesso.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 28/05/07 DAL DAVINOTTI
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Deepred89 16/04/12 23:25 - 3307 commenti

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Ok, la confezione c'è, il cast è lussuoso e alle musiche ci sono Nicolai e Morricone, ma il film proprio non funziona. Storiella protovanziniana (o protobagaglinesca) scontata e puerile, battute e slang (pare agli spettatori in sala venisse addirittura offerto un "glossario italo-preistorico") da tapparsi le orecchie, ambientazioni interamente (e palesissimamente) ricostruite (un involontario proto-Dogville) che avrebbero annientato anche la pellicola più impeccabile. Zero risate, un paio di sorrisetti, noia costante. Meglio sorvolare.

Markus 24/07/17 09:25 - 3329 commenti

I gusti di Markus

Uno dei punti più bassi di Festa Campanile, che in un claustrofobico studio con vegetazione di cartapesta (il per me temibile effetto-Barbarella!) tenta una specie di farsa ambientata tra i cavernicoli (cast per l'epoca di gran pregio). Con un italiano storpiato e qualche tentativo di fare della morale non solo non si ride mai, ma addirittura si cade nel tedio più assoluto. Peccato vedere impiegati nomi così celebri della spettacolo relegati a questa messinscena da oratorio. La Berger è bellissima... e su questo non si discute.
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  • Homevideo Undying • 12/12/08 20:34
    Scrivano - 7630 interventi
    In DVD nel catalogo della Millenniumstorm, proposto nel formato anamorfico 1.85:1 con audio setereo 2.0.