Pacco, doppio pacco e contropaccotto

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MMJ Davinotti jr
Anno: 1993
Genere: commedia (colore)
Regia: [+e] Nanni Loy
Note: o "Pacco doppio pacco e contropaccotto". Episodi: "Non vedente", "Consulenza fiscale", "Il fantasma di via sanità", "Rientro estivo", "Tengo un americano", "Psicologia", "Cuore di mamma", "Corruzione", "Pacco doppio pacco e contropaccotto"
Papiro: elettronico

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L'IMPRESSIONE DI MMJ

Nella Napoli di Bellavista (così abbondantemente raccontata De Crescenzo) Nanni Loy, ormai sempre più in difficoltà nel trovare idee vincenti, narra le storie di una decina di personaggi rigorosamente associati dal principio della “truffa per sopravvivere”. Se si eccettua però l'episodio con Alessandro Haber, Angelo Orlando e Mara Venier (intitolato “Cuore di mamma”, in cui un giovane assume una prostituta per mandarla al posto della madre a parlare con severissimo professore), che è poi il più lungo e l'unico riuscito, restano solo brevi, a volte brevissimi racconti di truffe più o meno ingegnose. A pensarci bene l'idea, benché ampiamente sfruttata nei repertori di comici come Totò o Nino Taranto, poteva anche essere simpatica,...Leggi tutto ma inserita in un contesto così piatto, servita da una sceneggiatura banale e senza picchi non poteva che fallire. Protagonista della maggioranza degli episodi Leo Gullotta, attore bravo ma che da solo non può risollevare le sorti di un film nato male. Ci riesce già meglio Alessandro Haber, come ricordato presente in un unico episodio: il suo nervosismo, gli scatti d’ira che ne hanno fatto uno dei migliori caratteristi dei suoi tempi, sono quasi sempre divertenti e dimostrano che volendo gli si può pure affidare il peso di un film intero (accadrà l'anno successivo con LA VERA VITA DI ANTONIO H). Invece anche Nanni Loy preferisce relegarlo nello spazio di una ventina di minuti, affidandosi ad altri attori per riempire il resto della pellicola, vera sagra del già visto e del superfluo. A volte si può anche sorridere, ma capita di rado...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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Gugly 14/02/08 16:21 - 1054 commenti

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Film che rispecchia (o dovrebbe rispecchiare) la famosa arte di arrangiarsi di Napoli... Peccato che vedendolo si solletichi un razzismo strisciante nei confronti di Napoli e di chi ci abita, perché sembra che la gente passi tutto il giorno a (soprav)vivere fregando il prossimo. Si ride amaro, ma poi si pensa che tutti i guai che Napoli e la Campania stanno passando ultimamente forse sono meritati...

Cotola 30/11/08 11:52 - 8306 commenti

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L'ultimo film di Nanny Loy non è certo la sua opera migliore. Trattasi, infatti, di un poverissimo collage di scenette accomunate dal filo rosso della truffa, che non riesce mai a far ridere veramente e che sfrutta in malo modo, a mio avviso, tanti luoghi comuni sulla napoletanità. Va poi detto che oltre ad essere dispersivo (anche perché alcuni episodi durano pochissimo) manca una vera di vena cattiveria che in operazioni del genere permette di colpire nel segno ed innalzare il livello della pellicola.

Piero68 30/06/10 10:23 - 2866 commenti

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Film ad episodi che chiude la trilogia di Loy su Napoli e l'arte di arrangiarsi iniziata con Cafè express (l'unico veramente riuscito) e proseguita con Mi manda Picone. La pellicola, più che una commedia, è una amara riflessione su alcune debolezze del "napoletano" e sulla sua comicità involontaria. Dispersiva e con una scenegiattura debole la pellicola non decolla mai. E, cosa sintomatica, la parte da gigante la fanno due attori non napoletani: Haber romagnolo e Gullotta siciliano. In perfetto stile Loy: grandi idee di partenza poca concretezza

B. Legnani 9/08/10 23:18 - 5170 commenti

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È un peccato che due degli episodi lunghi (uno con Spaccesi e la Confalone, l’altro con Haber e la Venier) siano così brutti, oltre che privi di un “pacco” credibile. Il film funziona ben meglio negli episodi brevi (alcuni fulminanti col bravissimo Italo Celoro) e in quello di medio respiro, con un grande Enzo Cannavale (e con Rizzo). Alla fine dei conti è guardabile, perfino piacevole in certe fasi, ma addirittura noioso in altre: **

Gestarsh99 19/12/10 20:40 - 1392 commenti

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Film di congedo per l'indimenticato autore di Detenuto in attesa di giudizio e Mi manda Picone. Dieci episodi, tra commedia spassosa ed amara verosimiglianza folcloristica, accomunati dal fil rouge dell'antica arte di arrangiarsi ontologicamente partenopea. Truffarelle a fin di bene, svicolamenti fiscali fai-da-te, simpatici spauracchi sfrattatorii e beffarde stangate ai danni del caporale di turno (il riccastro, il camorrista, il bieco maneggione). Un nutrito cast di coloriti caratteristi napoletani per un moderno prolungamento di Tototruffa62, molto meno comico e decisamente più schematico.
MEMORABILE: La splendida interpretazione di Haber nei panni del madido e represso docente ossessionato dalla sua irraggiungibile "Madonna Venier" idealizzata...

Ryo 7/08/15 00:21 - 2169 commenti

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Serie di 10 cortometraggi, alcuni di questi collegati fra loro, diretti tutti da Nanni Loy e aventi come tema una truffa. Il titolo si ispira al celebre colpo del pacco con il mattone dentro e questo tipo di scherzo verrà ripreso anche nella trama. Degna di nota l'interpretazione del grande Haber, protagonista dell'episodio più interessante. Molto divertente anche quello del medium. Peccato Giobbe Covatta compaia solo in uno fra dieci: avrebbe meritato molto più spazio

Rambo90 25/02/16 23:47 - 7063 commenti

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Non fra i migliori di Loy, ma nemmeno da buttare grazie comunque alla simpatica ambientazione partenopea che regala più di un momento divertente, soprattutto per la naturale simpatia del dialetto. Tra i vari episodi i migliori sono quello con un grande Haber e quello finale, che dà anche il titolo al film. Più inutili invece i vari siparietti affidati a Gullotta, piuttosto sprecato nei brevi flash a disposizione.

Pessoa 7/02/17 06:17 - 2107 commenti

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L'ultimo film di Nanni Loy è un omaggio alla napoletana "arte di arrangiarsi", in cui si vedono dieci "fregature" più o meno note in altrettanti episodi di lunghezza diseguale. Anche il livello degli episodi non è omogeneo e alterna momenti di grande impatto comico a situazioni più intime, in cui la vittima piuttosto che ilarità suscita tenerezza. Il risultato è un film di discreta fattura, nobilitato dalla recitazione di grandi professionisti (Cannavale, la Confalone, Gullotta, Haber), penalizzato da un ritmo talvolta altalenante. Guardabile.
MEMORABILE: "Mio figlio io l'ho fatto al Nord, per quello non è venuto tanto bene" (Nuccia Fumo parlando di Haber).

Il Dandi 12/04/19 14:09 - 1917 commenti

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Ultimo film di Nanni Loy: un carosello di truffe, dalle più banali alle più fantasiose, per lo più innocue, quasi sempre a fin di bene. Non possiamo che rallegrarci di veder riproposto il (già allora) desueto genere antologico, tuttavia nonostante la struttura il film non risulta proprio agilissimo (qualche taglio avrebbe giovato): si ha l'impressione di episodi che cercano l'antropologia ma trovano solo il folklore; allora era meglio buttarla più decisamente sul versante comico, cosa che invece non avviene mai. Restano grandi prove attoriali.
MEMORABILE: Lo spavento di Silvio Spaccesi, finto medium che passa da truffatore a truffato.

Michelino 20/10/20 20:47 - 97 commenti

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Queste dieci piccole storie sull'arte dell'arrangiarsi alternano momenti di irresistibile commedia ad altri un po' più fiacchi, nei quali però non mancano le stoccate contro gli abusi di potere e la descrizione dei furbi che finiscono a loro volta per essere raggirati. Tra i protagonisti svettano l'inedita coppia Gullotta-Celoro, protagonisti dei cinque episodi dispari, un sorprendente Spaccesi, un grandioso Cannavale e la particolare presenza, in mezzo a tanta napoletanità, di uno strepitoso Alessandro Haber.
MEMORABILE: Celoro inveisce contro il figlio; Vedente o non vedente?; La titolare della salumeria; L'ascensore come ''sentinella''; Vacanze dai Passionisti.

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