Odissea nell'ospizio

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MMJ Davinotti jr
Anno: 2019
Genere: commedia (colore)
Note: Girato nel 2017 ma distribuito solo nel 2019 in esclusiva dalla piattaforma Chili.
Numero commenti presenti: 3
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Geriatric-movie dichiarato fin dal titolo (un calembour che peraltro girava già quarant'anni fa), ha il gran pregio di riunire per la prima volta dai tempi degli INAFFIDABILI (dove peraltro erano confusi tra mille) tutti e quattro i Gatti di Vicolo Miracoli senza defezioni, presenti in scena con nomi che variano leggermente rispetto a quelli originali. I "Ratti" (viene cambiato allo stesso modo anche il nome del gruppo) si ritrovano in tre nella medesima casa di riposo quando arriva a raggiungerli in sedia a rotelle il quarto, Nino Palermi (Salerno). Gilberto Smania (Smaila) e Franz Occhini (Oppini) ne sono felici, Jimmy Canà (Calà) molto meno, causa antichi rancori mai sopiti....Leggi tutto Gestita da un direttore ludopatico molto untuoso (Di Francesco), la "Casa di riposo Walter Chiari", immersa nel verde, è contenta di ospitare personaggi tanto illustri, ma l'armonia viene presto spezzata dall'arrivo di un gruppo di profughi spediti in loco da tale Luca Martirio (Catania), avvocato col dente avvelenato per non essere stato ammesso, ai tempi del liceo, a fare il quinto “ratto”. Il più inizialmente infastidito dall'arrivo dei profughi, Gilberto, sarà invece il primo a lasciarsi rapire dalla bravura al piano di una delle nuove ospiti (tanto perché sia chiaro l'indirizzo del film). Jimmy invece, attratto dalla dottoressa che lavora lì, deve anche gestire il difficile rapporto con la figlia (De Andrè) alla quale aveva nascosto di stare in casa di riposo. Dei quattro è lui il più attivo: ha un manager (Roncato) che riesce ancora a farlo lavorare in qualche spot di pannoloni e, nonostante una certa rassegnazione per i limiti dovuti all'età, cerca ancora di sentirsi vivo. I suoi battibecchi con Nino sono un po' il sale di un film che per il resto lascia Oppini e Smaila sullo sfondo a insegnare rispettivamente danza e piano agli altri ospiti della casa portando i due a intervenire soprattutto nelle scene corali. La confezione è da fiction, l'operazione di pura nostalgia riservata ai fan dei Gatti e sicuramente non si può dire che ci si sganasci. Lo spirito originale del gruppo si intravede ancora, anche se ovviamente annacquato dall'età non più verde, qualche scambio riesce nel recupero di antichi tormentoni e dinamiche che avevano sancito l'affiatamento dei quattro (i rapporti tra loro sono sempre ironicamente canzonatori), ma si predilige in questo caso soprattutto una recitazione dimessa in linea col clima da vecchi compagni d'avventura che si ritrovano in amicizia rimettendo in gioco soprattutto le facce, riconoscibili e amate. Con l'aggiunta di qualche simpatica partecipazione come quelle di Andrea Roncato, Ugo Fangareggi (morto due anni prima della distribuzione del film) o di Katherine Kelly Lang, indimenticata Brooke Logan di BEAUTIFUL. Una rimpatriata vintage che vista dall'esterno - non filtrata cioè dagli occhi del fan - rischia di apparire piuttosto triste e non in linea con i gusti e i tempi delle commedie attuali, ma che è comunque condita da un certo garbo e da quell'ironia un po' fuori moda che già al tempo collocava il gruppo in una dimensione orgogliosamente autonoma. La regia di Calà non fa miracoli e il copione nemmeno: molte delle idee sono integrate senza una costruzione che le assembli degnamente (si veda la vicenda dei profughi, tirata via per esser ripresa come capita qua e là), il rapporto di Canà con la figlia è impostato banalmente così come quello con l'ex moglie mentre una bella sorpresa è il brano sui titoli di coda, interpretato e cantato in pieno stile Gatti dei tempi migliori! Insomma, luci e ombre, con scarsa fantasia e un po' di malinconia in eccesso... Una sorta di AMICI MIEI ATTO III° (si veda anche il vago omaggio nella gag di Smaila finto morto) cui però mancano l'arguzia e l'incisività del modello e che rischia semmai di precipitare dalle parti dell'infausto Reuma Park...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 8/11/19 DAL DAVINOTTI
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Markus 8/11/19 18:51 - 3333 commenti

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Reunion in un lussuoso ospizio per un ex gruppo di cabarettisti. Jerry Calà abbandona i suoi storici tormentoni (vacanze, mondo della notte) per cercare la via di una commedia che parli di senilità in forma sarcastica. L'idea in sé, non particolarmente originale, poteva essere buona nella misura in cui la stesura degli sketch fosse stata scrupolosa, invece ci si trascina - non molto allegramente - in una serie di circostanze da fiction a basso costo. Restano occasionali battute riuscite qua e là, frutto dell'esperienza di chi le riporta.
MEMORABILE: "Nino, sei veramente senza vergogna". "No sono vecchio, che è molto peggio" (Ninì Salerno); "Il famoso conservatorio di Asmara" (Franco Oppini).

Deepred89 6/05/20 17:10 - 3312 commenti

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Il Calà regista non è mai stato un maestro di eleganza, ma ha toccato qua e là imprevisti picchi di cinismo; sorprende quindi vederlo al timone di un film che affronta il tema migranti con uno spirito tanto rousseauiano. Eppure, al di là della curiosità iniziale, ciò che rimane non è che una serie sconnessa di gag tra il vetusto e l'imbarazzante. Tempi comici totalmente sballati, battute pronunciate a rallentatore, messinscena non pervenuta e un finale che piomba senza preavviso con esiti stranianti. Salerno unico "gatto" spontaneo.

Rambo90 9/05/20 22:53 - 6442 commenti

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Gradevole. Il ritorno dei Gatti è parzialmente sciupato da una confezione davvero brutta, ma se non altro dimostrano ancora un certo affiatamento e varie battute vanno a segno. Calà e Salerno i più in palla mentre tra le seconde linee De Francesco se la cava molto bene. Peccato che nel finale si affrettino le cose senza dare il giusto spazio a una conclusione più corposa. Ritmo buono, prima parte in particolare molto vivace.
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