La vita corre sul filo

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Prendendo ispirazione da un articolo apparso sulla rivista "Life", l'esordiente Sydney Pollack (fino ad allora solo tanta tv) ambienta a Seattle la storia di un laureando (Poitier) che prestando servizio a una sorta di telefono amico interno a una clinica risponde a una donna (Bancroft) che sembra in fin di vita. E lo è, scopriamo ben presto, perché ha ingurgitato delle pillole che la porteranno a morte certa, se qualcuno non interverrà per salvarla. Ma lei salvata non vuol essere; sta solo cercando conforto per i suoi ultimi minuti di vita e quel giovane dal fare socievole è proprio la persona giusta. Lui capisce bene la situazione e sa che se vuole salvarla deve cercare di scoprire da dove chiama, cosa che lei si rifiuta di dirgli. Tenendola...Leggi tutto occupata, provando a cogliere qualche indizio dai racconti di lei mentre un medico della clinica (Savalas) senza farsi sentire suggerisce in parte cosa dirle, si dovrà arrivare alla donna prima che lei tiri le cuoia. Ecco perché la vita corre sul filo ed ecco perché il "gioco" consiste nel non interrompere mai la comunicazione (mentre la polizia e i centralini provano a risalire all'indirizzo da cui la donna chiama). A dire il vero comunque non c'è alcun colpo di genio per arrivare alla soluzione: la donna dice poco e si lascia andare a lunghi flashback che, interrompendo spesso la "diretta", hanno il compito di spiegare parallelamente i motivi che l'hanno portata a compiere l'insano gesto. La crisi matrimoniale, il marito che la lascia dopo aver scoperto che il loro figlio non è suo ma di un altro uomo... Un melodramma un po' tanto lagnoso, per la parte che riguarda la Bancroft, mentre invece Poitier (coadiuvato da un Savalas efficace in secondo piano) sa far montare bene la tensione dimostrandosi attore di rango. Se i dialoghi e soprattutto i lunghi monologhi della Bancroft fossero meno ripetitivi e "impostati" il film comunque ne guadagnerebbe. Così com'è rischia di apparire un po' superato e debole, scritto senza troppa inventiva, con qualche colpo di scena "telefonato" e un bianco e nero non particolarmente memorabile. L'idea però è buona e difatti la ritroveremo negli anni successivi in diverse varianti (vedi PHONE - IN LINEA CON L'ASSASSINO, per dirne uno). Flashback a parte, l'ambientazione nella sala dei telefoni è curiosa e comunica bene la condizione di impotenza di chi può parlare ma non agire, costretto ad escogitare sempre nuovi sistemi per mantenere viva la conversazione ed estorcere in ogni modo l'indirizzo agognato.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/04/15 DAL DAVINOTTI
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Rocchiola 14/02/17 15:18 - 919 commenti

I gusti di Rocchiola

Pollack esordì al cinema con questo piccolo film non disprezzabile. Il tentativo di salvataggio di un'aspirante suicida da parte di un volontario del "Telefono amico" si presta a una discreta tensione, ma il ritmo è frenato dai flashback melodrammatici riguardanti la vita della protagonista. Forse limitandosi alla performance telefonica di Poitier e fornendo meno giustificazioni al gesto della Bancroft, il film sarebbe risultato più serrato e incalzante. Belli comunque gli esterni in una Seattle eccezionalmente assolata all'inizio del film.
MEMORABILE: L'esultanza "scimmiesca" di Poitier al termine della vicenda.

Daniela 31/10/20 08:58 - 10772 commenti

I gusti di Daniela

Durante un turno di notte, uno studente volontario di Telefono Amico riceve la telefonata di una donna che sta morendo dopo aver ingerito una forte dose di barbiturici... Sarebbe stata una avvincente corsa contro il tempo per rintracciare la chiamata se non fosse interrotta dai numerosi flashback che mostrano il retroscena del tentato suicidio: il personaggio di Bancroft è troppo banalmente melodrammatico per conquistare la nostra empatia, senza contare il disinteresse mostrato nei confronti del figlio. Così anche le valide prove di Poiter e Savalas rischiano di risultare sprecate. 

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Rocchiola • 14/02/17 15:20
    Call center Davinotti - 1214 interventi
    Il DVD della Golem è l'unica edizione uscita in Italia e presenta un video abbastanza nitido ma con diversi difetti (graffi e puntini) ed un audio in italiano pessimo e rumoroso.
    La britannica Olive ha pubblicato di recente un'edizione in DVD e Bluray che pare ottima (probabilmente restaurata).