La tua bocca brucia

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Titolo originale: Don't Bother to Knock
Anno: 1952
Genere: drammatico (bianco e nero)
Note: Tratto dal romanzo 'Mischief' di Charlotte Armstrong.
Numero commenti presenti: 10

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 17/06/08 DAL BENEMERITO HOMESICK
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Homesick 17/06/08 11:36 - 5737 commenti

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Claustrofobico melodramma di ambientazione alberghiera, girato in tempo reale con una Marilyn assai diversa dal solito, che si cala con credibilità nel ruolo di una baby-sitter psicolabile e potenzialmente pericolosa, ossessionata dal ricordo del fidanzato morto. Una piena conferma non solo della bellezza ma anche delle sue indubbie capacità recitative, messe ulteriormente in risalto nelle interazioni con altri ottimi attori come Widmark, la Bancroft, Backus e Cook jr. Incipit da commedia. Dirige un futuro specialista in horror.

Saintgifts 14/03/11 12:22 - 4098 commenti

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Film interessante per i diversi temi che tocca. Quello principale, naturalmente, dei problemi psichici dovuti a traumi sentimentali, con la convincente interpretazione della Monroe, che si conferma attrice dotata, l'emancipazione delle donne nella società americana del dopoguerra, la solitudine, il moralismo bigotto delle generazioni precedenti e la divisione netta tra classi sociali. Girato interamente all'interno di un hotel, in un buon b/n, dove è radunato un discreto campionario di umanità a rappresentare il fifties style.

Stefania 21/03/11 18:35 - 1600 commenti

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Film breve e compatto, serrato, angoscioso, unico nel repertorio di Marilyn. Qui, Marilyn è una cenerentola non invitata al ballo, è una donna invisibile, un'ombra opaca: si posano su di lei solo sguardi fugaci, superficiali, distratti. E a lei va bene così: coltiva in silenzio la memoria di un passato che non smette di rivivere. Solo verso la fine gli sguardi di tutti si posano su di lei, morbosamente incuriositi, e lei sembra un cerbiatto braccato, accerchiato. Notevole psico-thriller, commovente ritratto di una donna ferita, esausta, sola.

Rebis 20/01/14 13:11 - 2119 commenti

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B-movie dei primi anni '50, risolve l'azione in pochi spazi, con pochissimi mezzi e ancor meno tempo. Widmark e Bancroft hanno l'onere di soddisfare con modesti dialoghi le aspettative melò, mentre il racconto riversa - con maggior profitto - nel thriller. Registicamente il film è poca cosa, ma il clima claustrofobico-paranoide e le sferzate di sadismo ai danni di un'odiosa bimbetta sprigionano volute di morbosità. Ha avuto certa auge grazie a una volenterosa Monroe, qui a un passo dall'essere Marilyn: vulnerabilità e implicazioni psicotiche del personaggio ne hanno amplificato il fascino.

Pinhead80 23/07/14 13:46 - 4089 commenti

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Una Marilyn Monroe che non ti aspetti e un film affascinante che riesce a intrigare nonostante la semplicità della sceneggiatura, tutto girato in interni d'albergo e attorno all'ammaliante bellezza della protagonista, che riesce a far incollare allo schermo lo spettatore. Grande cast per un buon film drammatico.

Giacomovie 26/11/15 01:58 - 1363 commenti

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Parzialmente incompiuto (anche per la troppa sintesi) ma con qualche elemento intrigante, il film ha un andamento a spirale che dapprima lo rende interlocutorio ma poi sempre più enigmatico. Al lato ambiguo contribuisce soprattutto il personaggio di Marilyn Monroe, che qui dimostra ottime doti recitative. A lei sono dedicati diversi primi piani per mostrarne la carica fortemente seduttiva, ma poi le inquietudini psicologiche che nasconde emergono trasformandola in una donna smarrita e con qualche tratto inquietante. Debutto per Anne Bancroft.

Ciavazzaro 18/01/16 23:45 - 4769 commenti

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Questo film è la prova che Marilyn avrebbe meritato molto di più, dal cinema. Un'interpretazione intensa, disperata e drammatica, il dramma di una psicotica nella piccola stanza di un grande albergo. Ottimo il cast di contorno a partire da Widmark e il grande Elisha Cook jr. e pure una giovane Brancroft, ma il perno principale rimane lei: Marilyn. Forse un finale negativo sarebbe stato interessante, ma visto l'empatia che lo spettatore prova, alla fin fine non dispiace troppo. Interessante.
MEMORABILE: La Monroe indossa i vestiti della datrice di lavoro.

Daniela 15/04/17 01:58 - 10326 commenti

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In un grande albergo, un uomo appena piantato dalla fidanzata perché giudicato troppo cinico ed insensibile flirta con una ragazza assunta per una sera come baby sitter, il cui strano comportamento trova radici in un passato traumatico... Film che parte con toni abbastanza leggeri per poi sfociare in una parte finale drammatica, anche se smorzata da un epilogo sin troppo conciliante. Attorniata da un buon cast, Monroe fornisce una prova convincente, smorzando la sua carica erotica per accentuare lo smarrimento e la follia del personaggio. Premio Erode alla piccola vittima delle sue stranezze.
MEMORABILE: La scelta di una ragazzina meno antipatico forse avrebbe giovato alla suspense circa la sua sorte

Myvincent 11/12/18 08:51 - 2832 commenti

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Il film dà l'opportunità a Marilyn Monroe di esprimere al meglio tutte le sue capacità interpretative drammatiche, sostenute, forse, dagli eventi traumatici realmente vissuti. Come contraltare un Richard Widmark alla ricerca di un personaggio che metta in luce il suo lato umano, così lontano dai soliti ruoli assegnatigli. Terzo polo, il debutto assoluto di una stella nascente del firmamento come Ann Bancroft, attrice di gran pregio. Con questa architettura non poteva che uscirne un film indimenticabile.

Gestarsh99 8/05/21 15:28 - 1385 commenti

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Melodramma noir al limitar del fosco, che senza mai inarcarsi convintamente nel thriller è però inquietato da due mostri sacri di mascolinità e femminilità: Widmark, suadenza e autocontrollo signorilmente confricanti; e la divina Marilyn, négligé e cheloidi ai polsi, "liscia come seta, ruvida come carta vetrata", in un ruolo pienamente centrale rispetto a quelli rivestiti nella filmografia personale sin lì maturata, vera madrina in bianco e nero di tutte le crazy-sitter senza valide referenze inavvedutamente assunte al cinema dalle coppiette in dolce attesa o in libera uscita serale.
MEMORABILE: "Liscia come seta, ruvida come carta vetrata" (plastica definizione con cui viene ritratta la figura ambivalente della diva protagonista).

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Daniela • 15/04/17 01:30
    Gran Burattinaio - 5506 interventi
    Primo film interpretato da Anne Bancroft, in precedenza apparsa in alcuni telefilm con il nome di Anne Marno.