La parete di fango - Film (1958)

La parete di fango
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Titolo originale: The defiant ones
Anno: 1958
Genere: drammatico (bianco e nero)
Note: Vincitore di 2 oscar (Pellicola B/N e Sceneggiatura originale); altri 13 premi vinti (tra cui Miglior Film al Golden Globes e all'Edgar Allan Poe Awards) e 19 altre nomination.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 9/01/10 DAL BENEMERITO VMURATTI
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Vmuratti 9/01/10 03:25 - 7 commenti

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Sarebbe potuto risultare pesante e moraleggiante, per l'ambientazione e i temi trattati; invece non scade mai. Appropriata anche la traduzione libera del titolo in italiano, che fa riferimento ad una scena memorabile e simbolica che racchiude il senso del film. Tutto funziona perfettamente; a tratti le mani sudano, altre volte gli occhi si inumidiscono. Le piccole sbavature (qualora presenti) si perdonano di buon cuore. Ottimi Poitier, Curtis e Bikel; credibile la Williams e il giovane Coughlin.
MEMORABILE: Charlie Potatoes e "sewing machine!".

Daniela 29/03/10 17:42 - 12699 commenti

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Galeotti in fuga, costretti a una forzata convivenza a causa di una catena che li unisce, il bianco e il nero scopriranno di avere molto più in comune di quanto credavano. Solidissimo dramma dalla trama avvincente, con pochi cedimenti, reso prezioso dalla bella fotografia e soprattutto dalla suberba interpretazione dei due protagonisti, in particolare di Curtis, che rende credibile il passaggio dal razzismo iniziale al sentimento di solidarierà fra diseredati. Molto bello l'epilogo, in cui una catena invisibile ha preso il posto di quella reale.
MEMORABILE: La scena del titolo italiano del film, con i due uomini resi uguali dello stesso colore dal fango

Homesick 25/08/10 18:06 - 5737 commenti

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Il lento dischiudersi del sentimento di solidarietà da una situazione iniziale di diffidenza e razzismo è immesso in un percorso filmico agevole e veloce – talora fin troppo semplicistico - curato negli aspetti psicologici e nell’azione che con le lunghe sequenze del guado del fiume e della faticosa risalita dalla buca sotto una pioggia scrosciante riesce a coinvolgere come un western avventuroso. Indispensabile il lavoro svolto dagli attori, in prima istanza l’inacidito Curtis, il più ponderato Poitier e l’arida Williams. Cameratesco e costruttivo.

Saintgifts 29/11/10 22:47 - 4098 commenti

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...Si uccideranno tra loro prima di arrivare troppo lontano. Un bianco e un nero, due galeotti, incatenati assieme da un secondino con il senso dell'umorismo. E invece il bianco e il nero diventano più che amici fino al punto che il bianco rinuncia alla libertà per salvare il nero e viceversa. Ottimo film, grandemente interpretato e ben diretto. Oltre al tema principale si innestano altre situazioni e altri personaggi e ne vien fuori un quadro di una certa America, giustizialista, ignorante, solidale, disperata, ma anche ragionevole e leale.

Galbo 31/12/10 07:17 - 12419 commenti

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Un’avvincente parabola sulla solidarietà e i legami inter-razziali, concetti tutt’altro che scontati alla fine degli anni ’50, epoca della realizzazione di questo bel film di Stanley Kramer. Il celebre regista americano realizza un dramma teso ed avvincente, permeato dal sentimento dell’amicizia virile tra i due galeotti in fuga. Realizzato in un bellissimo bianco e nero, il film presenta un’ottima caratterizzazione ambientale e una bella interpretazione dei due protagonisti, con Curtis in un ruolo insolitamente drammatico.

Pigro 18/12/10 10:02 - 9712 commenti

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Grande film che concilia un simbolismo esplicito con un plot avvincente e convincente: un bianco e un nero evasi e braccati (splendidamente interpretati da Curtis e Poitier) passano dal pregiudizio razziale alla solidarietà durante la fuga. Non poteva essere che in... bianco e nero la bella fotografia, che spalma le figure nel fondo fangoso di una natura ostile. Kramer chiosa il razzismo con altre forme di disprezzo dell'umanità, disegnando un mondo egoista con rari sprazzi di luce, fino al finale imprevedibilmente e originalmente radioso.

Pinhead80 31/07/12 18:49 - 4813 commenti

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Due galeotti in fuga (uno bianco e uno nero) incatenati tra loro cercheranno di far perdere le proprie tracce, ma un manipolo di forze di polizia affiancato da volontari starà loro alle calcagna. Più che per la storia il film si fa apprezzare per la capacità del regista di mostrarci la grave discriminazione razziale tra bianchi e neri (resa bene dalla convivenza forzata dei due fuggitivi). Kramer come al solito confeziona una pellicola politicamente corretta, ma questa volta il risultato è leggermente migliore rispetto ai suoi film precedenti.
MEMORABILE: I due fuggitivi che si gettano dentro a una pozza di argilla; L'interpretazione di Lon Chaney jr.

Lupoprezzo 3/08/12 13:32 - 635 commenti

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Per una volta il regista abbandona il metraggio chilometrico per condensare di più la storia e i sui personaggi, anche se il risultato non è dei più entusiasmanti: i temi (quali razzismo e l'impossibilità di cambiare il proprio destino) restano un po' in superficie, cercando più l'intrattenimento (cosa che funziona decentemente). Non esente comunque da qualche lungaggine di troppo nei dialoghi. Più che buona la prova della strana coppia Tony Curtis e Sidney Poitier, con quest'ultimo in vantaggio per quanto riguarda la miglior interpretazione.

Lou 21/01/17 00:40 - 1123 commenti

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Due grandi interpreti per un film che riesce a celebrare il concetto di solidarietà tra uomini al di là del colore della pelle, superando i pregiudizi del tempo in modo esemplare. Due detenuti, uno nero e l'altro bianco, fuggono incatenati tra loro attraverso i terreni fangosi della Louisiana, e anche quando riusciranno a liberarsi dalle catene resteranno uniti. Una parabola edificante e provocatoria, ben realizzata, che ancor oggi merita la visione.

Nando 18/12/19 00:16 - 3824 commenti

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Una pellicola validissima soprattutto per il messaggio che invia, in un periodo storico in cui il razzismo era molto in voga negli States. La fuga di due galeotti, assicurati da una catena che li costringe a essere legati si trasforma in una considerazione negativa nei confronti delle differenze di razza. Due monumentali interpreti in cui Curtis, solitamente comico, regala una drammatica parte, non da meno Poitier.

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Nicola81 15/12/19 23:19 - 2873 commenti

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Probabilmente la denuncia del razzismo è stata condotta in modo tale da non urtare troppo la suscettibilità dell'America più benpensante, però non si può negare a Kramer di aver affrontato il tema in tempi non sospetti, miscelando con bravura l'impegno civile e le esigenze dello spettacolo. Ottime prove di Curtis e Poitier, che riescono a rendere con molta credibilità il loro evolvere dalla conflittualità alla reciproca comprensione, bene anche l'egoista Williams e soprattutto il sensato sceriffo di Bikel. Splendida fotografia di Sam Leavitt.
MEMORABILE: L'inizio; La risalita dalla parte di fango; Il finale.

Puppigallo 11/10/23 09:44 - 5299 commenti

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Pellicola che, oltre all'incompatibilità (più apparente) tra i due protagonisti, riesce a sottolineare bene la drammaticità della loro situazione, contrapposta a quella di coloro (agenti e persone comuni uniti nella caccia) che li inseguono. Spesso questi ultimi sembrano più prendere la cosa quasi come un gioco, un passatempo, considerando i fuggitivi come selvaggina (solo uno è ragionante). Stessa cosa per quanto riguarda gli abitanti di un paese (anche lì tranne uno). Qui non è tanto il ritmo a essere importante quanto l'evoluzione del rapporto tra i due. Notevole e da vedere.
MEMORABILE: Nella palude; La buca scivolosa; Curtis a Poitier: "Non è facile vederti se c'è poca luce"; Le parole ragazzo e grazie; La donna sola e disperata.

Cotola 11/04/24 20:10 - 9087 commenti

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Bastano pochi minuti, alla sceneggiatura, per catturare lo spettatore e avvincerlo fino alla fine. Tecnicamente ineccepibile, può contare su una solida regia, un'ottima fotografia e le splendide interpretazioni di Poitier e di Curtis, che sa rendere benissimo la trasformazione del suo personaggio. Eccellente anche la capacità di descrivere il rapporto tra i due galeotti che, per forza di cose, dovranno vivere a stretto contatto, imparando molto l'uno dall'altro. Bello il finale che evita soluzioni poco credibili ma lascia un filo di speranza. Per nulla banale, allora come oggi.
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