L'uomo venuto dal Kremlino

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Titolo originale: The shoes of the fisherman
Anno: 1968
Genere: drammatico (colore)
Note: Aka "Nei panni di Pietro".
Numero commenti presenti: 5

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 31/05/10 DAL BENEMERITO MEGATONE
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Megatone 31/05/10 11:23 - 56 commenti

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Un conflitto nucleare mondiale sta per essere innescato dalla Cina che minaccia di invadere il sud-est asiatico. Il pericolo verrà scongiurato da un illuminato Papa ucraino, fresco di elezione, con una scelta azzardata quanto epocale. Interessante polpettone fanta-politico che offre qualche spunto di riflessione senza però essere mai veramente graffiante. Buono il cast, poco interessante il subplot del giornalista infedele e ridicolo l'incontro della moglie tradita con un Papa in incognito.

Galbo 4/01/13 19:13 - 11381 commenti

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Tratto da un romanzo di Morris West è un film fantapolitico, con alcuni imprevedibili agganci con la realtà (precede di parecchi anni l'elezione al pontificato di un vescovo polacco). La storia del cardinale Kiril è realizzata con cura, impiegando un cast internazionale che annovera tra gli altri un credibile Anthony Quinn. Il limite del film è costituito da una lunghezza eccessiva, dovuta ad innesti poco utili alla dinamica della storia, come la vicenda collaterale del giornalista americano.

Rigoletto 9/02/14 16:25 - 1557 commenti

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È innegabile che questa pellicola si trascini stancamente con le aggravanti della grande lentezza e della durata; in questo caso dire che vedere Anthony Quinn in abiti ecclesiastici "val bene una messa" mi pare eccessivo. Con un cast del genere si dovevano fare scintille, invece campioni del calibro di Olivier o del nostro De Sica sono sfruttati poco e male, mentre l'unico a impegnarsi davvero (oltre a Anthony Quinn) è Leo McKern. Bersaglio mancato. **

Squash 6/09/14 04:13 - 35 commenti

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Un film tipico dell'epoca che dava un'idea di come la cinematografia americana trovasse turistico girare a Roma, dove si metteva bene in evidenza la razionalità angloamericana e il variegato temperamento italiano di coloro che si vedevano quasi colonizzati dal dopoguerra. Il Vaticano diventa una specie di ONU meglio del palazzo di vetro e persino De Sica parlando con la voce di Nino Pavese diventa un diplomatico più credibile di Utant. Bella la voce di Graziani su un sempre grande Oskar Werner.
MEMORABILE: Il discorso de presidente cinese Feng a Kiril Lakota con la voce di Bruno Persa. Lei cosa può ottenere? Molto! Cosa ha da perdere? Niente!

Il Dandi 1/01/15 19:23 - 1764 commenti

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Singolare dramma fantapolitico che trova il suo maggiore merito nell'aver profetizzato con dieci anni di anticipo l'elezione al soglio pontificio di un cardinale proveniente dal blocco sovietico. Purtroppo gli snodi ideologici della vicenda appaiono superficiali, mostrando senza pietà i limiti di un film legato alla sua epoca. Anche l'interpretazione agiografica di Anthony Quinn, papa ecumenico che prega in ebraico e appoggia il comunismo cinese, stanca presto; molto meglio quella sofferta di Oskar Wener nei panni del tormentato prete filosofo.
MEMORABILE: L'assurda parentesi del papa in incognito, vestito da semplice prete, che gira di notte per i quartieri popolari di Roma.
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