Il segreto del Tibet - Film (1935)

Il segreto del Tibet
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Titolo originale: Werewolf of London
Anno: 1935
Genere: horror (bianco e nero)
Note: Aka "Il lupo mannaro di Londra".

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 9/05/07 DAL BENEMERITO CIAVAZZARO
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Ciavazzaro 9/05/07 18:54 - 4769 commenti

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Notevole film licantropico con un bravissimo Henry Hull. Affascinante la prima parte in Tibet, mentre il finale è adrenalinico con un buon colpo di scena sull'identità dell'altro mostro. Anche in questo film vi è un'ottima atmosfera. Cult la scena in cui si assiste alla trasformazione in licantropo dalla toppa della serratura!!!
MEMORABILE: Ma se non fate qualcosa le strade di Londra diventerrano un cimitero!

Von Leppe 9/01/11 17:24 - 1248 commenti

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Film del 1935 sul tema della licantropia, superato nel 41 dal più classico horror Universal di George Waggner (L'uomo lupo). Questa pellicola ha una trama interessante con il prologo in Tibet e riferimenti alla botanica legati alle fasi lunari, ci sono belle scene di trasformazione in movimento, migliori forse del successivo con Lon Chaney jr; ma il film per il resto presenta situazioni troppo comuni di ricevimenti eleganti che poco si prestano all'atmosfera horror.
MEMORABILE: Il lupo mannaro non è né uomo né lupo, ma una creatura satanica con le qualità peggiori di entrambi.

Rigoletto 28/10/12 15:31 - 1785 commenti

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Messo a confronto con il celebre uomo lupo di Chaney risulta realizzato in maniera migliore nelle trasformazioni e nei suoni, malgrado sia antecedente di sei anni. Pervaso da un'atmosfera inquietante, diversa da quella semi-fiabesca e onirica del suo illustre parente, colpirà favorevolmente lo spettatore anche per la semplicità con cui scorre la storia. Decisamente un buon lavoro, ben interpretato dal bravo Herny Hull. Sarà una piacevole scoperta per chi ancora non lo conoscesse. ***1/2

Giùan 6/04/13 13:44 - 4504 commenti

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Storico horror Universal, di pregevole fattura, tanto più se se ne considera l’anzianità di servizio e il diritto di precedenza rispetto al più blasonato Uomo lupo di Waggner. In effetti la visione restituisce almeno un paio di respingenti pecche, che resero (anche commercialmente) poco empatico il film: la supponente regia di Walker e il detestabile appeal del teatrante Hull. Ciò detto resta un fulgido intrattenimento, brillante, ben scritto e con effetti speciali che ancor impressionano. Bravo Oland e protofemminista il personaggio di Lisa/Hobson.

Cotola 14/08/15 12:39 - 8971 commenti

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Sei anni prima del celeberrimo uomo lupo chaneyano, ecco una storia a base di licantropia che stupisce soprattutto per gli effetti speciali "notevoli", almeno per l'epoca: siamo appena nel 1935. Non c'è nulla per cui spellarsi le mani ma il film è di buona fattura in primis per per la confezione. La storia è piacevole e si segue gradevolmente, regalando anche una sopresina finale. Nella parte del Dottor Yogamy c'è il buon Warner Oland alias Charlie Chan. Non male.

Undying 30/11/15 02:24 - 3807 commenti

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Mariphasa lupina lumina suona più o meno come Klaatu barada nikto, ma non è una frase di rito quanto una pianta - protettiva contro la licantropia - che cresce al chiaro di luna (!) in Tibet e durante la cui ricerca il dott. Glendon subisce aggressione & contagio da un uomo lupo. L'ironia predomina per tutto il film e prova ne sono, oltre i siparietti tra due attempate signore (Whack e Moncaster), la creatura stesa a pugni in un corpo a corpo. Il film è ben diretto e le trasformazioni, classiche in sovrapposizioni, sono efficaci per l'epoca.
MEMORABILE: Il lamento del lupo, simile a quello del "gatto in calore" nella versione con "recente" doppiaggio italiano.

Rufus68 15/12/16 00:03 - 3803 commenti

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Non il primo film a parlare di lupi mannari, eppure è quello che fa da apripista a tale sottogenere horror. La fama travalica i meriti; in realtà è un'opera modesta, con graziosi inserti da commedia e le consuete grossolanità americane: il tocco esotico del Tibet, inutile quanto ammaliante, il fiore misterioso, l'enigmatico levantino, lo scienziato ai limiti dello scibile... Non male il make up del mostro, essenziale e capace di sottolineare il dramma del loup garou, una sorta di malinconico Mister Hyde.

Rambo90 11/05/20 02:02 - 7629 commenti

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Non male questa prima incursione Universal nei territori mannari: nonostante il tempo passato ha conservato un certo fascino. Bisogna dire che urticano un po' i siparietti comici affidati alle vecchie parenti (anche a causa del doppiaggio), ma quando le cose si fanno serie sembra quasi di assistere a una rivisitazione dei drammi che tormentarono anche Jekyll. Bene il cast e ottimo il trucco del dottore trasformato in lupo.

Anthonyvm 18/03/21 15:47 - 5562 commenti

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Il primo lupo mannaro "rilevante" della storia del cinema, rozzo nel look (comunque tecnicamente pregevole il lavoro di Pierce, ben più noto per il make-up de L'uomo lupo del '41) e nel suo modo di atteggiarsi più simile a un signor Hyde che a un licantropo. Tuttavia alcune trovate non sono male (il fiore che sboccia alla luce lunare, la scena dello zoo che ispirerà Landis) e il tono umoristico della pellicola, che pare interessarsi più ai caratteristi (irresistibili le due vecchiette ubriache) che ai protagonisti, la rende particolarmente leggera e godibile. Piccolo ma simpatico.
MEMORABILE: L'incipit nel Tibet; La rana data in pasto alla pianta; La trasformazione scandita dalle colonne di quinta; Lo scontro fra i due dottori licantropi.

Daniela 31/08/21 17:31 - 12572 commenti

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Avventuratosi tra le montagne del Tibet alla ricerca di una pianta rara, un botanico inglese viene aggredito da un essere animalesco. Al suo ritorno a Londra, gli effetti della ferita si fanno sentire nelle notti di luna piena... Prima del successo del 1941, la Universal aveva proposto un lupo mannaro con questo film meno fortunato ma reso pregevole dalla sceneggiatura articolata, anche se frettolosa in alcuni passaggi, e dal buon cast con Hull scienziato ossessionato dal suo lavoro che, quando si trasforma in mostro, ricorda più Mr. Hyde che un lupo mannaro a causa del trucco soft.

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