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TITOLO INSERITO IL GIORNO 26/01/22 DAL BENEMERITO HERRKINSKI
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Herrkinski 26/01/22 14:55 - 6823 commenti

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Ambientato in un futuro distopico ridotto a un deserto e popolato da pochi sopravvissuti, è una riflessione abbastanza semplicistica sull'avidità umana; le location dell'outback australiano sferzato dal sole cocente offrono il giusto contorno ma lo svolgimento è spesso soporifero e il film si regge tutto sulle spalle di un allucinato e inedito Efron, indubbiamente bravo ma schiavo di uno script che offre veramente pochi spunti. Il lato fantascientifico è puramente un sottotesto e di fatto abbiamo un dramma con momenti visivamente ben girati ma scontato e dal finale prevedibile.

Schramm 30/01/22 17:25 - 2990 commenti

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One-man standing in one-location: Hayes rovescia le coordinate volumetriche di Tsukamoto, Cortes e Aja: l'ossigeno è bruciato dall'ipertermia di assolatissimo spazio: tanto, troppo, arido come l'animo umano davanti alla bassa materia, quanto basta per alloggiare ogni avversità alla sussistenza e a mandare sempre più in crusca la doppio zero del dimonio. La tensione si fa un po' pregare, finale e sottofinale son telegrammati e la credulità chiede un assegno in bianco, ma forse è qua che andrebbero salutati il drammaturgico limite estremo del survival e il Mad Max a noi più simultaneo.
MEMORABILE: Simùn.

Kinodrop 26/07/22 19:33 - 2323 commenti

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In uno sterminato deserto, accecante di giorno e inquietante e freddo di notte, che simboleggia l'esito tragico di una civiltà finita, due uomini casualmente si imbattono in un ammasso di rocce d'oro; da qui una paradossale storia di potenziale ricchezza ma di miseria anche morale nei fatti. Tutta risolta a livello psicologico con il progressivo sfaldarsi del senso della realtà da parte del protagonista calato in una prova estrema (notevole Efron) anche dal punto di vista umano, che il regista ha saputo alternare al fascino e alla forza degli elementi fino a un esito ineluttabile.

Daniela 3/08/22 07:47 - 11647 commenti

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Due uomini e una pepita in mezzo al nulla, tanto grossa che ci vuole un escavatore per spostarla. Uno va a cercarlo, l'altro resta a guardia dell'oro... In una indefinita cornice post-apocalittica, un survival-movie minimalista che non racconta nulla di nuovo ma lo racconta bene, sfruttando la torrida suggestione dell'outback australiano e azzeccando il protagonista: quasi sempre solo in scena e con il volto reso irriconoscibile dalla barba incolta, la polvere e le cicatrici, Efron consolida il passaggio da idolo delle teenagers a bravo attore. Epilogo prevedibile ma d'impatto.
MEMORABILE: Lo scheletro d'albero; La tempesta di sabbia; Il ramo nel fianco; L'inquadratura finale.

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