City island

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Commedia familiare in cui il padre (Andy Garcia), di professione secondino aspirante attore (frequenta di nascosto un corso di recitazione - tenuto dal redivivo Alan Arkin - dicendo alla moglie che va a giocare a poker!), è il personaggio principale. Madre (Julianna Margulies), figlio e figlia riescono comunque a ritagliarsi un loro spazio, anche se il disegno dei caratteri non è tra i punti di forza del film. Così come non riesce a incidere la location ovvero la City Island del titolo, sobborgo del Bronx in riva al fiume, pochi chilometri quadrati e una popolazione divisa in mangiacozze (quelli che ci si son trasferiti) e cavavongole (quelli che ci son nati). Il film è un po’ così, vorrebbe essere tante cose ma alla fin fine funziona... Leggi tuttosoprattutto nelle scene corali, quando Garcia ha modo di accendersi davvero e la situazione familiare degenera al punto da creare gag risapute ma ben rese dai protagonisti. Ognuno ha i suoi piccoli segreti: la figlia fa l’università ma per pagarsi la borsa di studio persa per ragioni disciplinari si è messa a fare la spogliarellista (i genitori, ovvio, non lo sanno), il figlio prova piacere nel nutrire le donne grasse e s’innamora della vicina che è una leader online del campo. A scombinare il tutto arriva poi il figliastro di Garcia (avuto da una relazione giovanile), preso in consegna da Garcia stesso e liberato provvisoriamente di prigione per farsi aiutare (ma solo Garcia è a conoscenza della parentela) a costruire una dependance sotto casa. Il giovane criminale (Steven Strait) a ben guardare è il meno sciroccato del gruppo, e comincia a guardare la famiglia che lo ospita con occhio sempre più stupito. Garcia protagonista (ma è anche tra i produttori) poteva funzionare e anzi ha un fenomenale momento quando al provino per un film di Scorsese azzarda una biascicante imitazione di Brando nel PADRINO (“Sta facendo per caso l'imitazione di Marlon Brando?”, gli domandano. Da Oscar l'espressione in risposta); solo che se anche il film si voleva funzionasse allo stesso modo sarebbe stato meglio eliminare le troppe parti con l’amica aspirante attrice ad esempio (Emily Mortimer), che spezzano rovinosamente il ritmo e appaiono solo terribilmente velleitarie. Peccato, perché la Margulies come moglie ha modo di brillare e di dimostrare la sua validità e Strait (il figliastro in libertà vigilata) fa le facce giuste per gli assist ai protagonisti. Il figlio con la fissa per le ciccione sembra invece uscito da un film di John Waters e appare una forzatura, benché in fondo aggiunga un tocco "weird" che non stona. In definitiva una commedia americana senza infamia e senza lode, con due o tre momenti molto divertenti, altri non disprezzabili e una regia accettabile che copre per quanto possibile i limiti della sceneggiatura (dello stesso regista Raymond De Felitta).
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 14/07/10 DAL BENEMERITO GALBO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 14/07/10
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Galbo 5/08/10 07:07 - 11269 commenti

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Ingiustamente escluso negli ultimi anni dal cinema americano "importante", l'attore Andy Garcia si rivela inaspettatamente a suo agio nel genere brillante in questa piacevole commedia da lui anche coprodotta. L'inusuale ambientazione in un piacevole sobborgo del Bronx contribuisce alla riuscita di un opera in cui la sceneggiatura dispiega piccole storie riguardanti una famiglia in cui tutti hanno qualcosa da nascondere. Valido e ben amalgamato il cast in cui compare anche (nei panni della studentessa-spogliarellista) la vera figlia di Garcia.

Jandileida 20/08/10 14:45 - 1220 commenti

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Andy Garcia è un bravo attore e in questa piccola commediola familiare non si smentisce regalando una prova solida. Il film è discreto e regala alcuni momenti divertenti (Garcia che comincia ad urlare e sbuca fuori con un coltello dalla cucina ad esempio): l'idea di fondo è quella che ognuno ha i suoi segreti e le sue psicosi da nascondere ed il tema è affrontato abbastanza bene, senza che la storia vada a finire in un susseguirsi di stereotipi. Discreta regia, professionale il cast, tutto senza picchi ma anche senza baratri. E non è poco.

Ilcassiere 22/05/11 18:50 - 283 commenti

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Sorprendente commedia che ci racconta le vicende della famiglia Rizzo, composta da padre (un bravissimo Andy Garcia), madre, figlia e figlio. Tutti hanno dei segreti da nascondere (per dirne uno solo, fumano tutti e quattro di nascosto dagli altri tre) e quando entra nella loro vita, seppur involontariamente, una quinta persona... beh, a questo punto dovete vederlo.

Mickes2 18/08/12 18:23 - 1659 commenti

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Simpatico ritratto di una tipica famigliola pazzerella, tra passioni e piccoli-grandi segreti da nascondere. Un po’ commedia, un po’ melodramma, vagamente metacinematografica, l’opera di De Felitta presenta un piglio pungente e acuto, dialoghi interessanti, un ritmo mai domo e una sceneggiatura di tutto rispetto, tra gag, discreti character, particolari “gusti” e “devianze” ed esilaranti incomprensioni. Forse non tutte le scelte si faranno ricordare con piacere, ma i toni sono divertiti ed evitano gli stereotipi. Mozzafiato Dominik García-Lorido.

Josephtura 30/03/20 16:53 - 148 commenti

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Andy Garcia conduce una bella commedia, divertente e delicata, anche se turbolenta e un poco boccaccesca. Ben recitata e ben scritta, originale anche se si muove su standard ben definiti. Un po' Allen e un po' Segreti e bugie, un po' commedia anni 30, senza cattivi, il racconto rimane bene a cavallo tra la commedia e il melodramma per puoi sciolgliersi in un divertente turbillon finale. Molto bella la scenografia di una New York vista con prospettive diverse dal solito. Peccato: per qualche sfumatura non è un gioiellino.
MEMORABILE: "Quando vai a lezioni da attore?" "Quando vado alle partite di poker!".
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  • Homevideo Gestarsh99 • 20/06/11 10:33
    Scrivano - 13499 interventi
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  • Discussione Mickes2 • 19/08/12 16:55
    Portaborse - 333 interventi
    giusto per non dimenticare :DD