Chi ha ucciso i ragazzi di Atlanta

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Who Killed Atlanta's Children?
Anno: 2000
Genere: drammatico (colore)
Note: Aka "Chi ha ucciso i ragazzi di Atlanta?". La ricostruzione dell'inchiesta condotta da due giornalisti della rivista "Spin" sugli omicidi di Atlanta compiuti tra il 1979 e il 1981.
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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Non è facile raccontare un'inchiesta ancora in corso, che quindi fin dall'inizio ci viene detto che non avrà, nel film, una vera fine; ma l'argomento è importante, e l'opera fa luce su una delle serie di delitti più incresciose della storia americana: oltre venti bambini neri uccisi nella stessa città tra il 1979 e il 1981 e un numero ancora più alto di scomparsi. Una impressionante scia di sangue per la quale è stato individuato un solo responsabile, il ventitreenne Wayne Williams, accusato di averne ammazzati una decina e di poter averne di conseguenza eliminati altrettanti. Le prove in ogni caso erano debolissime e, per quanto siano state giudicate sufficienti per comminare...Leggi tutto a Wayne due ergastoli, non sono bastate a impedire che ciclicamente il caso venisse riaperto. Una di queste occasioni è quella della quale parla questo WHO KILLED ATLANTA'S CHILDREN?, realizzato dalla tv via cavo statunitense Showtime. Protagonisti sono due giornalisti della rivista musicale Spin (interpretati da Jim Belushi e Gregory Hines), decisi a scrivere un pezzo sul tema raggiungendo ad Atlanta le madri delle piccole vittime e cominciando da lì per cercare di capire se davvero sia stato fatto il possibile per assicurare i colpevoli alla giustizia. Naturalmente la risposta è no, perché anche la task force che al tempo venne istituita per risolvere la questione incontrò inconvenienti di ogni genere che si mischiarono a una totale disorganizzazione lavorativa. Lo testimonia ai due giornalisti un uomo (McCann) che al tempo si occupò a fondo della vicenda stabilendo inattesi agganci con parte del Ku Klux Klan, difficili da dimostrare sia per la reticenza di chi avrebbe potuto parlarne a ragion veduta sia per la scivolosità dell'argomento, che in ogni caso avrebbe sollevato un pericolosissimo vespaio di polemiche. Convinti tuttavia della possibilità di pubblicare qualcosa di veramente inedito sul tema, Ron Larson (a capo della rivista) e Pat Laughlin (Belushi), suo redattore col pallino del giornalismo d'assalto, s'imbarcano nel progetto e stringono d'assedio soprattutto la gola profonda di cui sopra, che svela solo parzialmente e in più fasi i suoi segreti ma che è l'unico a permettere una ricostruzione incompleta ma veritiera delle indagini. Poi certo, non mancano le domande poste a chi ha perso il proprio figlio in quei delitti né i momenti in cui il riflessivo Larsen e l'impulsivo, irrequieto Laughlin si domandano ripetutamente se riusciranno mai ad arrivare a una conclusione, a individuare cioè prove inoppugnabili a sostegno di qualcuna delle teorie ipotizzate. Sorretto da una sceneggiatura piuttosto arguta, in cui non mancano frasi ad effetto, risposte non banali, gustose tracce di sarcasmo nei dialoghi tra Belushi e Hines, solidi faccia a faccia (più confusa invece la gestione degli inevitabili flashback), il film fatica soprattutto nell'individuare veri punti di svolta, colpi di scena che garantiscano passaggi realmente efficaci; mantiene invece un'omogeneità financo eccessiva, che lo incanala all'interno di un'operazione corretta e meritevole alla quale manca tuttavia il necessario trasporto. Si segue attendendosi qualcosa che non arriva mai e ci si consola con le buone prove della coppia protagonista e di chi ha il compito (McCann) di spiegare tutto quel che è ragionevolmente possibile chiedere di sapere. Complessivamente ben realizzato, ha il merito di far chiaramente comprendere quali siano i motivi per cui inchieste di questo tipo rischiano costantemente l'insabbiamento e perché per ogni nuovo passo annunciato verso la soluzione siano sempre da valutare con attenzione tutte le conseguenze dello stesso sull'opinione pubblica.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 26/07/21 DAL DAVINOTTI
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Anthonyvm 5/08/21 01:05 - 3037 commenti

I gusti di Anthonyvm

TV-drama basato su un fatto di cronaca ancora oggi controverso e mai del tutto chiarito. La vicenda viene narrata dal punto di vista di due reporter che tentano di portare a galla cospirazioni e sotterfugi politici, fra tensioni razziali e manchevolezze delle forze dell'ordine. Siamo nell'ordine dei film-inchiesta complottisti à la JFK, senza risposte definitive ma in grado di insinuare dubbi: Carner non è Oliver Stone, ma riesce a modellare un onesto clima di tensione nonostante il didascalismo di molti dialoghi, aiutato in questo dalla prova di Belushi e Hines, accoppiata riuscita.
MEMORABILE: Gli inserti documentaristici nel prologo; Il cadavere scheletrico del ragazzo; I reporter accerchiati dai membri del KKK; Il poliziotto in tribunale.

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