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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Carmen (Barbie Castro) non organizza matrimoni, si ferma al momento della dichiarazione: fa in modo che l'attimo in cui lui deve chiedere a lei se vuole sposarlo diventi sorprendente, spettacolare... in una parola memorabile. Poi basta filmare il tutto con un minimo di competenza e il gioco è fatto. Gli affari vanno bene, il rapporto con la figlia (Taylor Castro, sua figlia pure nella vita) è ottimo così come quello con il giovane compagno e partner di lavoro Ryan (Gross). Dell'ex marito (pure lui un ragazzino, rispetto a lei, ma chi ha fatto il casting?) poco si viene a sapere: semplicemente concorre a un quadretto familiare prossimo all'idilliaco. L'incantesimo si spezza quando ad essere filmato il giorno...Leggi tutto della dichiarazione è Emerson (Cook), ragazzo ricco e piacente il quale offre l'anello alla fidanzata che, spaesata, gli confessa di tradirlo da quattro mesi aggiungendo che tra loro è finita. Colpo di scena: festa a ramengo e facce tristi. Carmen prova a consolarlo, lui fa buon viso a cattivo gioco ma dentro schiuma di rabbia, pronto a trasformarsi nell'ennesimo stalker fuori di testa che questi thriller televisivi sfornano a getto continuo. S'innamora al volo di Carmen e progetta di conoscerla meglio per poi chissà, convolare a nozze con la persona giusta (tanto per cambiare un altro fuori età, per lei)... Comincia allora il solito gioco del prima ti spio e poi prendo di mira chi ti sta intorno. Emerson ruba il materiale di lavoro a Carmen, si guarda i filmati e sogna, formandosi la perfetta identità del killer con tanto di foto dell'amata appese al muro. Nel frattempo la polizia, guidata dalla seducente detective Price (Meyer), fa quel che deve e in qualche modo il film procede. Piuttosto discretamente, nella prima parte, aiutato da una colonna sonora più funzionale del previsto e da interpretazioni sommariamente accettabili, se non altro non irritanti come talvolta capita di incrociare in ambiti simili. Barbie Castro divide il set a distanza con Jason Cook prevalendo nettamente per come riesce a calarsi nel personaggio con naturalezza, mentre Cook è tutto un ammiccare, un sogghignare, un giocare a fare lo psicopatico tipo rifugiandosi in cliché abusati. Né va molto meglio per Gross, che si concede fin troppe sdolcinatezze. Nel complesso, insomma, il cast femminile si scopre decisamente più in parte. Lo sarebbe anche Taylor Castro, la figlia (che da figlia reale di Barbie rende lecita la frase "assomigli proprio a tua madre" che le viene rivolta), ma le viene lasciato uno spazio relativo, giusto per farla lamentare del padre che la porta con sé trascurandola in favore della nuova compagna. Se poi nella prima metà la vicenda va sviluppandosi discretamente, supportata da una regia non peregrina, la seconda tende invece a scadere nella più vieta banalità procedendo come tutti si aspettano e chiudendosi con un finale davvero scarso, ideato senza un briciolo di fantasia. Solo colpa dello stalker bamboccio, cui non si riesce ad assegnare un minimo di carisma? Purtroppo no, il difetto risiede principalmente nel soggetto, poverissimo.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 9/06/21 DAL DAVINOTTI

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