American pastoral

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Titolo originale: American Pastoral
Anno: 2016
Genere: drammatico (colore)
Note: Tratto dal romanzo premio Pulitzer di Philiph Roth.
Numero commenti presenti: 10

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/10/16 DAL BENEMERITO COTOLA
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Daniela 14/02/18 21:00 - 10782 commenti

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McGregor affronta una mission più impossible di quelle di Cruise: esordire come regista portando sullo schermo un romanzo tanto complesso e stratificato, acclamato dalla critica ed anche molto amato dai lettori. Ne ha "tradito" lo spirito, stravolgendolo? No, si è limitato diligentemente ad "illustrarlo", il che è peggio perché si è tradotto in un impoverimento che ha privato la storia di profondità e capacità di coinvolgere. Il film non è brutto, anzi è anche discretamente confezionato e ben recitato, per quanto McGregor appaia fuori ruolo, però è pesante, noioso, poco interessante.

Cotola 27/10/16 20:40 - 8056 commenti

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Trasporre in immagini il capolavoro di Roth sarebbe stata impresa improba, forse impossibile, persino per un cineasta navigato, figuriamoci per un esordiente alla regia. Va detto comunque che il film di McGregor non è brutto né malfatto (la confezione è di buon livello), ma è di una noia e di una banalità senza confini. La pagina dello scrittore americano viene così sfrondata non solo del narrato ma anche della densità letteraria ed emotiva accatastando una dietro l'altra scene madri che poco o nulla trasmettono allo spettatore. Lo spirito caustico di Roth è solo nel personaggio del suocero.
MEMORABILE: La Connelly (cattolica) ed il futuro suocero (ebreo) "mercanteggiano" sulle festività religiose: "Al massimo le posso concedere il Natale".

Lou 6/11/16 00:33 - 1047 commenti

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E’ una figura tragica, quella dello "svedese" del celebre romanzo di Roth, innestata in una fase delicata della storia americana. Sullo schermo McGregor, buon attore protagonista e anche regista al debutto, ne amplifica i risvolti più intimi di fallimento di un padre che vede tradite le sue aspettative, limitando inevitabilmente la prospettiva. Decisamente più godibile la prima parte, quella in cui la situazione famigliare si intreccia con le vicende politiche degli anni sessanta e con l’esplosione della rivolta che sfocia nel terrorismo.
MEMORABILE: "Da quando ho iniziato a sbagliare?"

Paulaster 20/04/17 10:29 - 3318 commenti

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All'interno di una famiglia borghese la figlia ribelle sconvolge la vita degli altri. Sullo sfondo le lotte civili. Per rappresentare il nocciolo familiare il film scorre sull'altalena emotiva farcendo i dialoghi di retorica. Inoltre, a livello sociale, manca l'affondo nel descrivere la situazione di fermento, basandosi solo su qualche slogan. Confezione però curata che almeno non tocca il melenso, perché il finale si sarebbe prestato. Brava la Connelly mentre McGregor come regìa non ha molta invettiva.
MEMORABILE: La ragazzina che provoca McGregor in albergo.

Kinodrop 4/05/17 18:32 - 1996 commenti

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Della trasposizione in immagini di un'opera letteraria resta solo lo scheletro dei fatti; anche in questo caso McGregor non può che ordinare una serie di eventi e lasciare sullo sfondo le motivazioni profonde, psicologiche e sociali della storia. La narrazione, pur con notevole solidità e accuratezza, risulta piuttosto tradizionale anche nella successione dei fatti, rischiando però a ogni passo la ripetitività e qualche caduta nel sentimentalistico (specie nella parte finale). Nel cast svetta lo stesso McGregor insieme alla fascinosa Connelly.

Galbo 24/07/17 01:26 - 11702 commenti

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L'esordio alla regia di McGregor è all'insegna di uno dei padri della letteratura americana. La versione del regista è corretta, con una efficace ricostruzione ambientale e una buona direzione del cast. Il regista stesso fornisce una prova credibile nella parte dell' americano medio che assiste incredulo ad un cambiamento epocale. Purtroppo la narrazione non è quasi mai emotivamente coinvolgente, rimarcando il distacco tra pagina scritta e versione filmata. Si può vedere ma non è memorabile.

Piero68 31/10/17 11:04 - 2848 commenti

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Non un esordio col botto per McGregor ma era prevedibile, visto lo spigoloso argomento trattato dal romanzo di Roth. La regia è buona così come le prove attoriali. Quello che non convince fino in fondo purtroppo è proprio la sceneggiatura, insieme al tratteggio dei personaggi che sembra oltremodo forzato, in parecchie circostanze. Anche il contesto ambientale emerge poco e questo sembra quasi estraniare la storia dal periodo storico, che ci viene ricordato soprattutto attraverso immagini d'epoca e notiziari. Finale dubbio che lascia tutti senza un perché.
MEMORABILE: Le arrabbiature eccessive della moglie nello stabilimento.

Hackett 9/11/17 07:38 - 1807 commenti

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McGregor sceglie per il suo debutto dietro alla macchina da presa un nuovo classico della letteratura americana. Film ad ampio respiro che riesce a essere però intimo grazie a una regia attenta e discreta nello sbirciare le vite dei suoi protagonisti. Il celebre attore se la cava dignitosamente, senza strafare e riesce a confezionare un'opera prima compatta che non si abbandona al pietismo e alla lacrima facile.

Taxius 18/02/20 19:17 - 1651 commenti

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Debutto alla regia per il buon Ewan McGregor che per l'occasione decide di portare su grande schermo uno dei romanzi americani più famosi del 900. Oltre a essere regista McGregor è anche protagonista della pellicola che, a dire il vero, è meglio recitata che diretta. La storia è emotivamente poco coinvolgente ed è raccontata in modo da renderla molto pesante (il rischio abbassamento palpebre è alto).

Puppigallo 4/05/20 20:05 - 4685 commenti

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Le intenzioni potevano anche essere buone, mostrando al pubblico l’apparente perfezione (almeno agli occhi degli altri) che genera l’imperfezione (sempre agli occhi degli altri). E se si aggiunge all’”imperfezione” un estremo livello di sensibilità, che scivola nella protesta da portare avanti con ogni mezzo, ecco che la tragedia familiare è servita. Purtroppo, però, il tutto appare spesso artficioso, quasi fastidioso (il rifiuto della madre, con tentativo di ricostruzione, anche fisica, sa di forzatura). E il padre, poi, risulta eccessivamente ingenuo. Poteva essere, ma non è stato.
MEMORABILE: La parte in cui la figlia è ancora bambina (la migliore) e il rapporto col padre; La figura del nonno (la più convincente); Il diario tartaglione.

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