All that jazz - Lo spettacolo continua

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 23/07/07 DAL BENEMERITO IL GOBBO
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Il Gobbo 23/07/07 09:00 - 3011 commenti

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Joe Gideon, il miglior regista di Broadway, è in crisi creativa (un film e uno spettacolo che non carburano) e personale (una vita privata a pezzi, una malattia che avanza)...Straordinario film di Bob Fosse, al contempo spietata autobiografia e personalissima, riuscita variazione sul canovaccio di Otto e 1/2. Visionario al limite dell'allucinatorio (grandiosa la fotografia del nostro Rotunno), straboccante d'inventiva, con un Roy Scheider impressionante. Da non perdere

Caesars 18/09/08 09:10 - 2698 commenti

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Vincitore di 4 premi Oscar e del festival di Cannes (ex-aqueo con Kagemusha di Kurosawa) il film è praticamente un'autobiografia del suo regista Bob Fosse. Roy Scheider è interprete che ben si addice alla parte, ma anche tutti gli altri protagonisti sono ben scelti. Forse un po' lunga la parte finale (dalla prima crisi cardiaca in poi) ma è uno spettacolo che affascina e convince. Fosse è sicuramente debitore dell'8 e 1/2 felliniano ma riesce a raccontarci i suoi "tormenti" (lavoro, donne, fumo e alcol) in modo originale. Bello.

Giapo 12/11/08 16:59 - 232 commenti

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Praticamente un'autobiografia di Bob Fosse, che racconta come il proprio successo artistico faccia da contrappunto a una disastrosa vita privata che gira attorno a 3 grandi amori: la moglie, l'amante e la figlia. Roy Scheider è assolutamente straordinario nell'interpretare questa autocritica, girata in modo artisticamente spettacolare grazie a una sceneggiatura ferrea e arguta e a delle ottime musiche coreografate splendidamente che tengono incollato lo spettatore fino alla fantastica, toccante celebrazione finale.

Pigro 1/05/09 09:48 - 7794 commenti

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Regista coreografo dialoga con la morte rievocando la sua vita, il lavoro e le donne, prima dell'ultimo infarto. Film pseudo-autobiografico, e si vede: il narcisismo è imperante e autoreferenziale e alla lunga la storia dei problemi privati dell'artista finisce per essere davvero poco interessante. Il film è indubbiamente ben realizzato, ma risulta noioso, ridondante e retorico. Fanno eccezione alcune parti finali nelle quali il protagonista esorcizza la morte incombente trasformandola in musical onirico e beffardo.

Ziovania 22/09/11 11:24 - 337 commenti

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Il cinema americano dei '70 è un continuo rivolgimento del poprio passato. Succederebbe anche col musical, se il genere non fosse già morto e sepolto. Comunque Fosse fa dell'ottimo cinema attingendo ai propri problemi: l'ossessione per la donna (moglie, amante, figlia), la religione, New York (dove c'è quel dannato/amato posto chiamato Broadway che gli chiede tutto, anche la vita). Quasi un rito funebre, eppure le danze possiedono quella magia che fanno di Fosse uno dei migliori talenti del cinema musicale.

Belfagor 8/04/13 00:55 - 2623 commenti

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Sulla falsariga di Otto e mezzo, la storia pseudo-autobiografica di un regista in cerca di equilibrio fra spettacoli, malanni e vita personale. La pellicola sembra soffrire degli stessi problemi del protagonista: narcisismo, mancanza di controllo e incapacità di risolversi - il finale, in particolare, sembra non finire mai. Ma se si riesce a guardare oltre questi difetti, ci si può rifare con numeri musicali ottimamente coreografati in pieno stile Broadway. Buona la prova di Scheider e, in generale, dell'intero cast.

Galbo 8/04/13 16:00 - 11389 commenti

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Sorta di seduta psicoanalitica in forma musicale, All that jazz è il testamento artistico del grande Bob Fosse e rappresenta uno spettacolo tecnicamente di primissimo ordine. Si può eccepire su una parte narrativa eccessivamente sbilanciata sul piano della malattia, ma si deve ammettere che coreografie e numeri musicali sono eccellenti e in crescendo fino allo splendido finale. Splendidamente visionario.

Daniela 10/04/14 09:30 - 9411 commenti

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Qualche anno dopo, Fosse girerà Star 80, ma viene naturale considerare questo All the Jazz il suo vero ultimo film, tanto appare profetica la sorte del protagonista. Nella figura di questo ballerino/coreografo/regista, Fosse riversa molto se stesso, nel bene e nel male: una pulsione incontrollabile che, se esalta la sua vena creativa, lo spinge ad uno stile di vita segnato dagli eccessi e dominato da un narcisismo predatorio che impedisce stabili e profonde relazioni sentimentali. Nel finale, la melanconia è stemperata dall'arte: bisogna dare addio alla vita, ma lo spettacolo continua.
MEMORABILE: Il bellissimo balletto nel finale, con i costumi e le scenografie che replicano il sistema circolatorio

Rebis 4/09/14 16:03 - 2088 commenti

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Onanistico e sovrabbondante, ma mosso da una spudoratezza formale, da una visceralità estetica che è difficile rintracciare nei musical che hanno fatto la storia del genere. Bob Fosse è l'unico cineasta capace di tradurre la danza nei marosi dell'inconscio, di trasfigurare una coreografia in seduta psicoanalitica; un intervento a cuore aperto, da cui strabordano pulsioni erotiche, cupio dissolvi, anamnesi, e in cui la forma è sempre minata dall'insolubilità dell'esistere. A tratti gira a vuoto, certo, ma melius abundare quam deficere - è il caso di dirlo. Roy Scheider è una forza della natura.

Schramm 12/06/15 13:46 - 2414 commenti

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Tutto il mondo è coreografia, allucinazione, soggettivismo psichico. Per quest’ennesima variazione dello show biz quale ingannevole girone infernale e chiamata sacrificale cui destinare l’intera esistenza, Fosse passa stavolta in graticola se stesso, guardando la propria biografia attraverso una deformante lente prismatica. Nel rendere personale e particolare quanto in Cabaret era per così dire buddista, ricorre a un’allucinata sprechgesang audiovisiva che incamera raffinata sperimentazione, e a uno sturm und drang narrativo sprizzante estro e classe da ogni metro di pellicola.

Paulaster 5/02/18 13:06 - 2787 commenti

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Regista di Broadway cerca di mettere in piedi uno spettacolo ma avrà problemi di salute. Musical che fa da corollario agli aspetti psicologici e produttivi dello show, è ben diretto da Fosse nei numeri di danza e con scelta felice di Scheider. Meno efficace l'affiancamento dell'angelo e il parallelo con Fellini che sembra piuttosto azzardato. Colpiscono le scene in ospedale anche se il cuore aperto ci poteva essere risparmiato.
MEMORABILE: I balletti della giovane figlia; La "ginnastica" in ospedale con l'infermiera.

Kinodrop 6/08/20 19:48 - 1506 commenti

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Fosse riepiloga la propria vita, identificandola esclusivamente con il marchingegno scenografico e musicale dello spettacolo, compreso l'aspetto privato e la stessa malattia. Una messa in scena ridondante, coloratissima, piena di ritmo e di soluzioni visive che ammiccano sia a Cabaret che alla "lezione felliniana", affidando alla versatilità di Scheider il compito di unificare la creatività con le molteplici contraddizioni di un artista dall'ego smisurato. Si avverte talvolta qualche pesantezza (figlia dei tempi) e qualche iterazione inutile, ma lo show indubbiamente funziona.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Musiche Lucius • 26/02/15 07:52
    Scrivano - 8325 interventi
    Direttamente dalla prestigiosa collezione Lucius, il 45 giri originale italiano:

    Ultima modifica: 26/02/15 08:06 da Zender
  • Musiche Zender • 26/02/15 08:04
    Consigliere - 43535 interventi
    Grazuie Lucius. Se ti fa comodo e lo preferisci, puoi ancora usare tinypic per i 45 giri. E' per le location, il problema.
  • Curiosità Fauno • 23/10/18 00:03
    Compilatore d’emergenza - 2533 interventi
    Dalla collezione cartacea Fauno, un flano del film: