Cabaret

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Titolo originale: Cabaret
Anno: 1972
Genere: drammatico (colore)
Regia: Bob Fosse
Note: Il film è l'adattamento cinematografico di un musical rappresentato per la prima volta a Broadway del 1966.
Numero commenti presenti: 15

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 5/02/07 DAL BENEMERITO CAESARS
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Caesars 5/02/07 13:26 - 2865 commenti

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Grande affresco della Germania degli anni 30. Il film segue le vicende personali di un'artista di Cabaret e di un professore inglese sullo sfondo del nazismo. La situazione politica dell'epoca, pur restando sempre in sottofondo, fa comunque da altro grande protagonista della vicenda. Sicuramente un film da consigliare a chi ancora non lo avesse visto.

Gugly 24/01/08 22:34 - 1022 commenti

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Tanti numeri di cabaret dove la storia resta sullo sfondo, ma la particolarità del film sta nel fatto che i numeri musicali non si integrano alla trama; la intervallano. Da notare il superficiale omaggio agli espressionisti tedeschi dell'epoca. In ogni caso bravissimi la Minnelli e l'ambiguo maestro di cerimonie Joel Grey; più sottotono Michael York e gli altri.

Cotola 5/09/08 13:34 - 7745 commenti

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Ottimo film musicale ad opera di un maestro del genere come Bob Fosse, il quale oltre a regalarci numeri canori e scenografici davvero notevoli (alzi la mano chi non conosce il celeberrimo tema Money, Money...), è bravissimo nel tratteggiare la Germania degli anni Trenta. La Minnelli è molto brava ma Joel Grey è semplicemente prodigioso. Bello e sicuramente meritevole di essere visto.

Pigro 15/09/08 09:12 - 8221 commenti

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Berlino anni 30, incontro tra una stellina del cabaret e un intellettuale inglese. Un classico della storia del musical su cui c’è poco da dire. Belle le ambientazioni (e gli incastri storici, con le avvisaglie dell’avvento del nazismo ben schizzate, anche se non è certo un film storico), ottime le musiche, belli i pezzi teatral-musicali (che sono i veri punti di forza dell’opera), notevoli gli attori dalla splendida Liza Minnelli all’inimitabile Joel Grey, vera icona di questo film. Ma il ritmo è diseguale e la tensione altalenante.

Giùan 27/10/11 12:54 - 3177 commenti

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Il film col quale per molti versi Fosse ha cambiato la storia del musical. Tecnicamente lo fa contravvenendo alla regola aurea hollywoodiana di inserire "a tradimento" il cantato-ballato nel narrato (in Cabaret infatti i numeri musicali sono un contesto "a parte" dell'opera), mentre dal punto di vista tematico ecco irrompere in maniera per la prima volta così deflagrante: il sangue nazista, la disinibita sessualità, l'aborto. Melodramma a tinte espressioniste che resta negli occhi e nelle orecchie. Liza "Marleneggia" con personalità, Grey ha "presenza".
MEMORABILE: L'imprescindibile "Money money money"; La canzone patriottica cantata al'osteria alla quale "si ribella" il vecchietto; Il sangue chiazza i marciapiedi.

Saintgifts 9/02/11 00:09 - 4098 commenti

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La vita notturna del cabaret e la vita reale, nella Berlino del 1931, scorrono parallele per tutto il film. I numeri del cabaret sono uno spettacolo nello spettacolo, condotto da un Joel Grey, maestro di cerimonie, in grande forma. Nella vita reale le camicie brune esibiscono un simbolo, la svastica, che non tarderà molto a far conoscere il suo sinistro significato. Nel mezzo, giovani che vogliono godere la vita e mischiano amore e sesso scoprendo che il momento magico dei sogni e delle illusioni dura un attimo e il risveglio è amaro. Buono.

Rebis 28/10/12 11:03 - 2099 commenti

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Il cabaret come spazio liminare, ricettacolo, luogo d'ombra in cui si preordina il destino degli uomini. Bob Fosse investe il suo musical di istanze metafisiche e mefistofeliche facendo di Joel Gray - straordinario - un demoniaco Maestro di Cerimonie, e della Storia il riflesso deforme di un ordito trascendente. Tecnicamente è uno dei musical più stupefacenti e perfezionisti della storia del cinema, secondo solo a Scarpette Rosse. Liza Minelli stipula con il demonio un patto fatale e dona a Sally Bowles voce, corpo e anima: ne ricava il personaggio della sua vita. 5 Oscar, tutti meritatissimi.

Ziovania 21/11/12 12:19 - 337 commenti

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Al film non manca una certa staticità che deriva dall'origine teatrale del soggetto, ma anche dalla volontà di fare un musical ben diverso dagli archetipi del genere. Siamo nei '70 e nulla deve essere più come prima. Del resto, Fosse era artista con i piedi ben piantati nel passato ma la testa rivolta a un'idea di cinema poco hollywoodiana. Tale connubio ha originato un ottimo film muicale la cui spinta vitale è garantita dalle splendide canzoni di Kander & Ebb.

Giacomovie 2/06/13 02:27 - 1359 commenti

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I momenti musicali sono briosi ed estrosi, la trama - dalle sfumature melodrammatiche - ha il suo interesse, la Berlino del periodo fascista è ben rappresentata nel suo clima di decadenza e senso tragico, Liza Minnelli è una simpatica, eccentrica e bellissima "bruttina", Joel Grey dà vita a un personaggio geniale e ambiguo. Queste le principali caratteristiche di un film per il quale Bob Fosse ha riscritto con originale inventiva la sintassi del musical. Otto meritati oscar per un film da vedere e da ascoltare.

Furetto60 4/01/15 08:29 - 1129 commenti

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Gli artisti del Cabaret, a Berlino negli anni '30, sono un po' come l'orchestra del Titanic, con la differenza che non si accorgono del naufragio circostante. 8 Oscar per questo film e come non condividerli? Interpretazioni straordinarie, musiche memorabili, ottime ricostruzioni eppure, pur tra tanta magnificenza, si attende con ansia che il prossimo sketch venga a salvarci dal torpore che spesso affligge lo svolgimento, appesantito da scene melense tirate troppo per le lunghe.
MEMORABILE: Tutti gli spettacoli; Bunsen.

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B. Legnani 8/11/15 23:56 - 4858 commenti

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Esito curioso. Non amando il musical, pensavo di distrarmi coi pezzi al cabaret e seguire con interesse la vicenda. Invece i primi mi hanno preso, mentre la trama non mi ha convinto (d’altra parte NON ha vinto l’Oscar miglior film): personaggi che spariscono, snodi discutibili, qualche banalità (la protagonista che, essendo disinibita, fuma di continuo..). La Minnelli – brava anche quando deve strafare - è la classica “brutta donna bella” (l’affiancarla alla Berenson – di bellezza sconvolgente – rafforza la cosa), mentre York ricorda, ahimé, il Dean Jones dei film di Disney.

Paulaster 15/04/16 17:14 - 2991 commenti

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Nel periodo delle prime avvisaglie naziste (quando i nazisti erano visti solo come innocui "fanatici"), le notti scorrono alla ricerca di leggerezza: il cabaret come un luogo dove tutti possono convivere tra gli ammicchi e gli appuntamenti sessuali. Fosse dà il meglio nei numeri sul palco dove Grey è il padrone e la Minnelli si aiuta con una voce potente. Più pasticciato il contorno del periodo, il ruolo della Berenson e le dinamiche con York. Ponendo l'accento sulla parte musicale ha pezzi che non invecchiano mai.

Pinhead80 5/05/16 18:21 - 4041 commenti

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Ci sono film che ci insegnano cose, altri che documentano un periodo storico ben preciso e poi ci sono quelli che fanno entrambe le cose. Il musical come risposta alla drammaticità degli eventi che stanno per catapultare la Germania nell'era nazista è un colpo di classe di Fosse. Egli ci dimostra come in fin dei conti la vita può essere un'enorme messinscena dove per alcuni il ruolo è quello da protagonista, ma per la maggior parte rimane sono quello da comparsa. Bellissime le musiche interpretate dalla struggente Minnelli. Vederlo è un must.

Daniela 29/02/20 18:33 - 9960 commenti

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Nella Germania degli anni Trenta, mentre il nazismo muove i primi passi, un giovane insegnante inglese frequenta il Kit-kat, un locale dove si esibisce come cantante una connazionale dalla quale è attratto... Da un musical di Broadway a sua volta ispirato alle memorie berlinesi di Isherwood, un film dal ritmo altalenante in cui le incertezze nella parte narrativa sono ampiamente controbilanciate dalla brillantezza dei numeri musicali, tutti contestualizzati, con Liza Minnelli e Joel Grey che si imprimono nella memoria collettiva come icone cinematografiche grazie ai loro strepitosi look.
MEMORABILE: "Money, Money" cantata sul palco da Liza Minnelli e Joel Grey

Alex1988 25/01/21 18:21 - 692 commenti

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Probabilmente il film simbolo della non prolifica carriera cinematografica di Lisa Minnelli e punto di svolta per il genere musical, di cui il regista e coreografo Bob Fosse è stato un maestro. Siamo nella Germania degli anni '30 dove il Partito Nazista sta per ascendere. Nel contempo seguiamo la tormentata storia d'amore tra un insegnante d'inglese e una soubrette del locale "Kit-Kat". Amicizie, storie d'amore e tradimenti, il tutto intervallato dai numeri musicali che si svolgono nel locale. Imperdibile, per gli amanti del musical.
MEMORABILE: "Money, money, money", "Life is a cabaret".
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Buiomega71 • 16/11/18 18:55
    Pianificazione e progetti - 22396 interventi
    Una sequenza del film fu tagliata dalla censura tedesca, quando il film di Bob Fosse uscì in Germania. La scena incriminata si svolgeva in una birreria, dove un giovane ragazzo "ariano" intona una canzone popolare. Inizialmente si vede solo il volto, poi la camera mette a fuoco la fascia che ha al braccio, una croce uncinata. La canzonetta diviene pian piano una marcetta, finchè tutte le mani degli avventori del locale diventano un saluto nazista. La sequenza fu reintegrata dopo le feroci polemiche di numerosi critici tedeschi.

    Fonte: I migliori film degli anni 70, pagina 85, scheda di Cabaret. Taschen edizioni
    Ultima modifica: 16/11/18 19:44 da Zender
  • Curiosità Daniela • 29/02/20 17:37
    Gran Burattinaio - 5407 interventi
    Il film è l'adattamento cinematografico di un musical rappresentato per la prima volta a Broadway del 1966, a sua volta tratto dal lavoro teatrale di John Van Druten "I'm a Camera", liberamente ispirato al romanzo "Addio a Berlino" di Christopher Isherwood.

    Il romanzo, pubblicato nel 1939, ha un carattere biografico in quanto lo scrittore inglese vi racconta le esperienze vissute negli anni Trenta durante un soggiorno nella Repubblica di Weimar. Uno dei capitoli del romanzo è dedicato a Sally Bowles, il nome del personaggio interpretato da Liza Minnelli nel film.