"Il metodo Kominsky" stagione per stagione

9 dicembre 2019

LA PAGINA DEGLI ESPERTI

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PRIMA STAGIONE (2018)
*** Due amici di vecchia data legati dalla professione, Norman manager di successo ormai fuori dall'attività e Sandy con alle spalle una fama di attore e riadattatosi a insegnare recitazione, si ritrovano ad affrontare problemi familiari e gli acciacchi dell'età. Una commedia molto elegante che si muove non solo tra fragilità e scetticismo, ma anche tra ironia e sentimenti radicati, che trovano nella naturalezza dei due protagonisti un'esemplare corrispondenza. Salvo la prevedibilità di alcune situazioni, la sceneggiatura funziona bene e senza artifici. (Kinodrop)

***! I mostri sacri non sono mostri sacri senza motivo: nel guardare Douglas e Arkin che battibeccano, schivano insieme le insidie del tempo che fugge e affrontano la vita con sano cinismo si prova un sottile piacere, classificabile quasi come d'altri tempi. Le puntate brevi permettono poi di non dilungarsi in inutili storie parallele per quanto qua e là faccia capolino qualche situazione non troppo originale e, in fin dei conti, un po' banale. Ma, come detto, tutto è compensato dal buon ritmo e dalle prove solide di tutti gli attori. Molto piacevole. (Jandileida)

**** Serie davvero riuscita, che colpisce fin dal primo episodio. Il mix tra ironia e amarezza è gestito perfettamente da una sceneggiatura che tratta temi abituali ma in modo naturale e senza eccessi melò. A completare il tutto la splendida interpretazione di due monumenti come Douglas e Arkin, coadiuvati da buoni comprimari e dalle apparizioni di DeVito e Gould. Tante risate, qualche riflessione, tanta anima. Da non perdere. (Rambo90)


SECONDA STAGIONE (2019)
*** Nella seconda stagione la commedia si apre ai familiari di Norman e Sandy e alle rispettive compagne. Anche la scuola teatrale si arricchisce di personaggi e situazioni sempre in bilico tra lo scetticismo del maestro e l'entusiasmo creativo degli allievi. Simpatica e azzeccata la new entry del fidanzato di Mindy e l'affascinante e intelligente vecchia-nuova fiamma di Norman. L'ironia sempre tagliente si affianca ai problemi dell'età che si fanno più importanti, cercando di lenirli anche con un pizzico di cinismo. Ineccepibile la coppia Douglas/Arkin, splendidamente coadiuvata da un cast collaudato e simpatiche intrusioni. Ottima continuazione, in attesa del seguito. (Kinodrop)

***! Narrativamente un po' più sfilacciata della prima, ma comunque di grande impatto non solo comico ma anche emotivo. La bravura di Douglas, Arkin e degli sceneggiatori è proprio quella di riuscire a scherzare con la vecchiaia (e di conseguenza la vita) pur tenendola presente in modo serio. I nuovi personaggi aggiungono valore, soprattutto la Seymour che dà ad Arkin modo di avere una sua storia forse più interessante di quella di Douglas (penalizzato in parte da un Reiser troppo presente e alla lunga ripetitivo). Piacevole anche rivedere Osment adulto alla fine, nel ruolo più pazzo, e gradita la reunion telefonica con la Turner. Notevole. (Rambo90)

***! Fortunatamente le avventure dei nostri due stagionati eroi Douglas/Arkin proseguono piacevolmente così come si erano interrotte nella stagione precedente. Fa piacere ritrovare i dialoghi arguti, i battibecchi e i momenti che fanno pensare con leggerezza così come non dispiace mai quel tocco di sano cinismo che è un po' il sale di questa serie. Il tocco di novità necessario è dato soprattutto dall'introduzione di due nuovi personaggi interpretati da Reiser, nei panni dell'ex figlio dei fiori e dalla Seymour nel duplice ruolo di vecchia fiamma di Arkin e grillo parlante. Come per la prima stagione qualche situazione più prevedibile non disturba troppo il piacere della visione. (Jandileida)


TERZA STAGIONE (2021)
*** Esce di scena Alan Arkin e conseguentemente cala molto il divertimento: il sale della serie erano i duetti tra lui e Douglas... Comunque si rimane su buoni livelli grazie alla verve inesauribile del protagonista e alla capacità degli sceneggiatori di rimanere sempre in bilico tra battute ciniche e piccole dosi di sentimentalismo. Valore aggiunto è l'aver aggiunto Kathleen Turner in pianta stabile, che con Douglas fa rivivere sprazzi della loro vecchia chimica, ormai ingiocabile dal punto di vista dell'attrazione ma perfettamente godibile su livelli più umani e malinconici. Una chiusura degna, anche se lontana dalla prima stagione. Gustosa la partecipazione di Morgan Freeman. (Rambo90)

*** La terza stagione si apre con la dipartita di Norman e viene così a mancare l'alter ego umano e professionale di Sandy. Per supplire a ciò, la serie viene arricchita con la rimessa "in gioco" della prima ex moglie di Sandy, "Kathleen Turner", che in qualche modo bilancia il vuoto lasciato da Arkin adottandone la parlantina ironica e perfino scomoda, sull'onda però di un pregresso umano e sentimentale di convivenza che colora il rapporto tra i due (ma anche nei riguardi della figlia) di una vena nostalgica ma consapevole del tempo trascorso. Non tutti gli episodi sono dello stesso livello ma si migliora verso la fine, con situazioni più serie a cui fa da contrappeso il successo cinematografico tardivo del protagonista. Azzeccata l'idea di coinvolgere Morgan Freeman in un cameo importante. (Kinodrop)

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