"Breaking bad" stagione per stagione

27 novembre 2011

LA PAGINA DEGLI ESPERTI

In questa pagina sono raccolti i commenti pervenuti sulle singole stagioni di questa serie. Chi volesse contribuire commentando un'unica e precisa stagione non ha che da CLICCARE QUI e farlo, scrivendo nel forum il proprio commento e facendolo anticipare dal numero della stagione (es. STAGIONE 3) e dal relativo pallinaggio. Il commento verrà prelevato “automaticamente” (per via umana, cioè da me) dal forum e trasferito in questa pagina nel punto esatto.


STAGIONE 1 (2008)

****! Nei suoi sette episodi la serie ha una quasi natura di incipit per quello che dovrà succedere e funziona bene, anzi benissimo. Tutta la narrazione è svolta con toni altissimi sul filo del rasoio, lasciando sempre presagire colpi di scena e situazioni inaspettate; i personaggi sono caratterizzati tutti davvero bene, in particolare il protagonista il prof W. White (interpretazione fantastica). La sceneggiatura riesce ad approfondire vari temi senza mai essere un attimo dispersiva mentre l'attenzione è soprattutto posta sul modello di vita americano. (Fabbiu)

**! Decisamente non si parte col botto: una prima stagione dai ritmi piuttosto dilatati (nonostante i soli sette episodi di durata), eccessiva nelle parentesi familiari e con personaggi femminili stucchevoli, nonostante un buona idea di base e qualche flash notevole. Confezione corretta ma nulla più, buoni interpreti. Guardabilissimo, ma più per inerzia che per vera passione. (Deepred89)

*** L'inizio, con le immagini del camper impantanato in mezzo al deserto, è folgorante. La prima serie di Breaking Bad è però maggiormente votata alla presentazione dei personaggi. Quello del protagonista conquista la palma del più originale e nei primi sette episodi è colto nel punto di mezzo tra le sue due vite, quella del professore di chimica e quella del produttore di sostanze stupefacenti. Carattere complesso che inizia appena a dispiegarsi. Le carte migliori devono ancora essere messe sul tavolo. Il finale del terzo episodio è comunque memorabile. (Galbo) 

** Devo dire che dopo questa prima stagione sono rimasto un po' interdetto: sarebbe questo il grande prodotto idolatrato in tutto il mondo? Per quanto possa essere bravo Cranston e abbastanza originale lo spunto della storia, a tratti mi è sembrato di stare guardando qualcosa che non c'entrava nulla con quanto mi aspettavo: praticamente un interno di famiglia, neanche dei migliori ma anzi abbastanza stereotipato e piatto, a tratti addirittura noioso. Tuttavia qualche barlume di speranza c'è: qua e là ci sono scene nel deserto che meritano molto e la storia sembra feconda di successivi interessanti sviluppi. Sotto con la due quindi. (Jandileida)

**! Dopo un primo episodio intrigante che presenta tutti i personaggi principali, qualcosa si inceppa e l'interessa va via via scemando. La cura della regia e della fotografia è notevole; i dialoghi mostrano una ricercatezza difficile da riscontrare in altre serie, ma il ritmo è blandissimo. Moltissimi sono gli sviluppi che si creano e gettano le basi per le stagione successive che sono decisamente di un altro pianeta (per coinvolgimento e genialità complessiva). Probabilmente se l'avessi iniziata nell'anno di uscita e senza sapere cosa sarebbe diventata dopo (un vero cult per milioni di persone nel mondo) probabilmente l'avrei interrotta. (Didda23)

*** Parte discretamente ma poi viaggia su livelli ordinari per quattro episodi arrivando al sesto come il migliore della stagione. Diverse cose forzate (il rapporto col boss), ma si intravedono alcune gustose prese in giro della morale perbenista (ad esempio gli isterismi alla riunione scolastica). Come personaggi c'è chi ha poco senso (il figlio) ma in generale il casting pare riuscito. Tecnicamente nella media. (Capannelle)

***! La prima stagione di questa celebratissima serie tv parte col botto con i primi due episodi, ritmati e pieni di sorprese. Successivamente i ritmi rallentano e si dà molto spazio, forse un po' troppo, alle parentesi familiari. Ma va detto che sono necessarie per presentare i personaggi e per preparare a quello che verrà dopo. E la sensazione è proprio questa: di trovarsi dinanzi ad una sorta di introduzione, di primo capitolo di ciò che, si spera, raggiungerà vette altissime nelle parti successive. Non male in finale di stagione. (Cotola)


STAGIONE 2 (2010)

****!
Continuano incessanti le derive familiari e malavitose del professor Walter White assieme al socio Jesse. Questa volta, ad una sceneggiatura sempre di ferro e ricca di colpi di scena (senza però calcare eccessivamente la mano) si aggiungono ottimi personaggi di contorno. Viene delineato ancora meglio il microcosmo in cui ormai vivono i due protagonisti. Si alternano momenti di pura follia geniale e divertentissimi e frangenti ben più seri e toccanti; si è rapiti da un twist emozionale ed emotivo di grande impatto. Regia intelligente. Capolavoro. (Mickes2)

****! Conosciuti i personaggi ed avuta una infarinatura sulle potenzialità di questa serie con la prima stagione, nella seconda i risultati migliorano ancora di piu e il coinvolgimento è totale (specie negli episodi con Tuco). Le situazioni precipitano vorticosamente verso risvolti sempre piu inaspettati, i personaggi vengono rafforzati e delineati ancora piu profondamente. In particolare la sceneggiatura sa dosare bene i momenti piu intensi accostandoli ad altri piu riflessivi e altri ancora quasi ironici, pur mantenendo unitario e saldo il tutto. (Fabbiu)

***! Si guarda il primo episodio e sembra un'altra serie: ritmo elevato e grande godimento. Si procede col secondo: un capolavoro assoluto. Non si raggiungeranno più tali vette, anzi, alcuni episodi accuseranno una certa stanchezza, ma la mpd stavolta si muove con classe, i personaggi si dotano del giusto carisma e anche le parentesi familiari assumono finalmente un loro perché. Menzione speciale per i prologhi: almeno metà di essi strappano l'applauso. Assolutamente superiore alla stagione precedente. (Deepred89)

***! 
Nella seconda stagione il ritmo aumenta progressivamente e, libere dalla necessità di introdurre i personaggi, le sceneggiature acquistano una maggiore qualità, introducendo nuovi e interessanti caratteri. Le puntate maggiormente godibili sono le prime (quelle con il gangster Tuco) ma tutta la serie è caratterizzata da un'alta qualità e da una prova di alto livello degli attori. Bryan Cranston è eccezionale e offre spunti di recitazione davvero toccanti. Fenomenale l’incipit del settimo episodio, in chiave musical. Ottimo. (Galbo)

***! I primi due episodi sono dei capolavori assoluti con una regia millemetrica che dosa la tensione alla perfezione e con un finale di episodio al cardiopalma. Inevitabilmente dal terzo episodio c'è un rallentamento con l'introduzione di nuovi personaggi cardine della serie (Saul, Gus e Mike). Il lato drammatico della vicenda (la malattia) va via diradandosi, lasciando molto più spazio all'illegalità della vicenda. Il rapporto fra Jesse e Walt si fa sempre più complementare e i due attori mostrano una capacità recitativa che commuove. Dialoghi, regia e performance attoriali super! Rispetto alla prima stagione un considerevole passo avanti. (Didda23)

*** Concettualmente meno significativa della prima ma con un ritmo più alto e una girandola di situazioni che fanno dubitare di cosa possa succedere di lì a poco. Memorabili gli episodi con Tuco, quello del bancomat (6) e quelli finali. Inutili gli episodi 7 e 8. Walter fa vedere dove potrebbe arrivare ma è ancora prigioniero degli obblighi familiari, mentre Jesse e i suoi amici si scoprono sempre di più inadatti. Entrano ed escono alcuni personaggi di cui nessuno sentirà la mancanza. (Capannelle)

**** Pronti, via e come nella stagione precedente i primi episodi sono al fulmicotone. Così come si fanno registrare le solite e numerose parentesi familiari. Ma anche qui è per corroborare quanto visto in precedenza e caratterizzare ancora di più i personaggi. Su quel fronte non si può non segnalare la straordinaria metamorfosi di Walt: lenta ma inesorabile e perciò profondamente inquietante. Ogni tanto ci sono dei picchi e ultimo e penultimo episodio contengono deflagrazioni non da poco. Si vola alto, in attesa di volare altissimo. (Cotola)


STAGIONE 3 (2010)

****!
È la stagione della consacrazione. Nelle terre asciutte e arse dal sole come quelle di Albuquerque, un turbine psico-fisico investe i protagonisti trascinandoli nella tragedia, nell'oblio più profondo e luciferino dell'animo umano. Inesorabile meccanismo di auto-distruzione da cui non si può evadere e a cui non si può più rinunciare. Bryan Cranston, al secolo Walter White/W.W./Heisenberg ci mette anima e corpo: il tumore che in passato lo assillava non si trova più nei suoi polmoni, ma nella sua mente. Imprescindibile. (Mickes2)

****! Le reazioni collaterali si fanno nella terza stagione tanto imprevedibili quanto allarmanti; per una buona metà degli episodi la serie è leggermente piu riflessiva, ma descrive in modo azzeccato tutto il mondo cambiato, stravolto, in continuo mutamento, dove i personaggi vivono, individuando punti di collegamento tra fattori, costruiti in modo perfetto, senza risparmiare colpi di scena, aumentando pathos e coinvolgimento e concludendosi in modo da lasciare lo spettatore a bocca aperta. (Fabbiu)

**** Il livello sale ancora. Per metà stagione un lento crescendo, costante ed implacabile, che culmina con la sequenza al cardiopalma nel parcheggio. Poi un blocco narrativo che non si capisce dove vada a parare, poi una nuova evoluzione, fino ad un episodio finale straordinariamente teso. Tra picchi assoluti e inspiegabili rallentamenti, una stagione spiazzante, appassionante per quanto discontinua, tecnicamente sempre più virtuosa ed appagante, con interpreti eccezionalmente in palla. Non **** pieni, ma vale la pena di arrotondare per eccesso. (Deepred89)

**** La terza stagione di Breaking Bad è straordinariamente fertile di contenuti. Il personaggio di Walter White si arricchisce e la sua mente si rivela più che mai contorta e sempre indirizzata sulla via del crimine tra delinquenti messicani e problemi familiari personali. Sempre molto alto il livello di scrittura degli episodi e quello di recitazione del cast. Ottima regia. Tra i migliori episodi decisamente il settimo con un finale fenomenale. (Galbo)

**** Con la visione della terza stagione si capisce il motivo per il quale la serie venga osannata in lungo e in largo per tutto il globo. Molti episodi sono di una qualità di scrittura e regia incredibile, con l'apice nell'episodio "Un minuto". I primi episodi, con Walt che decide di smettere di cucinare, sono di preparazione per i successivi sviluppi che vedono soluzioni geniali e impreviste. Pochissimi i bassi. Coraggiosa la puntata "Caccia grossa", con solo due personaggi in azione (Walt e Jesse). Applausi a scena aperta. (Didda23)

***! E' la stagione dove vengono introdotti nuovi rimescolamenti di carte che non possono lasciare indifferenti. Sale il tono dello scontro (con omicidi e agguati inquietanti) come anche l'ambiguità di personaggi finora rimasti lineari o sereni con le proprie certezze. Un episodio inutile il 10 e uno debole il 6. Spiace perdere le risate di Hank, alle prese con nuove sfide. (Capannelle)

**** La velocità di crociera si mantiene ormai costante fino a quando aumenta parallelamente all'altitudine. Si è sempre più presi dalle vicende di Walt e dei suoi sodali e così la tensione aumenta e coinvolge. E la progressione psicologica di "Eisenberg" non può non colpire e non inquietare. Ed è ormai chiaro che la commistione tra crimine e famiglia, che a qualcuno può non piacere, è invece la cifra specifica che rende grande e memorabile questa serie. (Cotola)


STAGIONE 4 (2011)

****!
La quarta stagione parte in sordina, si insinua sottopelle per poi esplodere, si, di nuovo. C’è un cambio di narrazione che si stacca dalla psicologia di Walter, in favore di un racconto che fa della coralità la propria forza e dove allo stesso tempo trae la propria linfa. E non cede di un millimetro, anzi, avanza inesorabile. Con una sceneggiatura sorprendente, delle interpretazioni sentite e viscerali e un montaggio sublime, ci ritroviamo di fronte a puntate capolavoro. Episodi 8-9-10-11-12-13, grazie di tutto. (Mickes2)

****! Queste reazioni collaterali (il secondo titolo italiano in questa serie è davvero azzeccato) hanno terminato la fase di incubazione e le conseguenze hanno raggiunto gli estremi dell'evento precipitante; la gestione è assurda, rappresentata con un'impressionante coinvolgimento e una delineata metamorfosi di ogni personaggio (non solo primario); ma iniziamo a conoscere molto bene anche i minori. Musiche ben selezionate e talvolta anche ottime tecniche visive: arrivati qui la serie ha una consacrazione totale, al punto che giunti all'ultimo episodio sembra possa terminare cosi; ma pare ci sia in vista un'ultima stagione...  (Fabbiu)

**** La stagione più equilibrata e, finora, la più riuscita, dotata di un andamento per una volta lineare e serratissimo, con un climax ascendente che culmina nei tre episodi conclusivi, con un piccolo, beffardo colpo di coda a impreziosire il tutto. Anche i virtuosismi delle stagioni precedenti si smorzano progressivamente, con uno stile che mette al centro la narrazione e i personaggi, non sbagliando un colpo. Cast eccellente, in primis un maestoso Giancarlo Esposito, dalla stagione 2 un villain carismatico e luciferino, non indegno di un Macellaio o di un Trinity Killer. Ottimo. (Deepred89)

***! Intrighi e sospetti si insinuano nella quarta stagione coinvolgendo l'aspetto familiare e quello strettamente "professionale" dei protagonisti. Passa al "lato oscuro" anche la precedentemente dubbiosa Skyler e il suo personaggio diventa maggiormente interessante. Anche in questa stagione la serie si contraddistingue per l'ottimo livello di scrittura che si somma ad un eccellente montaggio. Ottima. (Galbo)

**** Con protagonisti sempre più ambigui e costretti a giocare sul filo del rasoio, il che è un nuova dimensione ad esempio per Skyler. Hank recupera e rivela di non essere un semplice imbecille mentre WW prende decisioni che ne segneranno il futuro, contrapponendolo ai suoi complici e rivelandone il lato oscuro. Teso, tambureggiante negli ultimi episodii seppur con qualche scompenso non necessario (tipo Gus versione Terminator). Location sempre più varie. (Capannelle)

****! E si vola nell'Empireo: non che ci fossero dubbi, ma qui arriva la conferma assoluta sulla qualità eccelsa di una serie la cui scrittura migliora episodio dopo episodio, raggiungendo qui la perfezione. Così come è perfetto anche l'impasto tra accelerazioni e "rallentamenti", quiete ed esplosioni. La tensione aumenta col proseguire delle vicende fino a raggiungere il climax nello splendido finale. E ora, che succederà? (Cotola)


STAGIONE 5 (2012)

****! La metamorfosi di Walt in Haisemberg, conclusasi solo attraverso le metamorfosi di tutti quelli che girano attorno a lui, svoltasi con tutti i mille imprevisti del caso, deve fare i conti con la DEA, la concorrenza, la famiglia e Jessie Pinkman. Siamo davanti a uno dei più grandi geni del crimine mai apparsi sugli schermi. Questa stagione, conclusa prendendosi molto tempo tra la prima e la seconda metà, avanza verso l'ultimo episodio in un crescendo di tensione che sembra non avere mai fine, nemmeno negli ultimi minuti, di un finale di cui fare uno spoiler costituirebbe un reato. E' la fine di uno dei più bei serial mai realizzati; merito di una squadra di sceneggiatori incredibili, di una regia talentuosa, e della rivalutazione totale di un grande attore: Bryan Cranston. (Fabbiu)

***** Spettacolo degli spettacoli, balzo immediato nell’olimpo delle serie tv di tutti i tempi. Breaking bad: effetti collaterali che come un tornado si abbattono sulla testa e il cuore di chi osserva. Da tenere come assoluto esempio per le produzioni a seguire perché un tale livello di scrittura, intelligenza, spessore di personaggi e approfondimento psicologico così fulgidamente rappresentati, non si vedono spesso. Una capolavorica epopea del crimine che, volendogli trovare un difetto, fatica solo nella prima parte della 4° stagione. Superba. (Mickes2)

****! La conclusione di quella che è forse la migliore serie televisiva mai prodotta finora è folgorante. Un crescendo quasi da tragedia greca che culmina in un episodio finale da applausi. Data per scontata l'eccellente prova di Bryan Cranston, da sottolineare le grandi prove degli altri attori, Anna Gunn, Aaron Paul e lo straordinario Dean Norris. Capolavoro. (Galbo)

**** Dopo pochi episodi si sparigliano le carte con un WW dalle fortune altalenanti e una conclamata incapacità di tirare il freno. Acquista spessore il "normalmente cattivo" Todd mentre Jesse trova meritate afflizioni. Anche in questa stagione i fuochi d'artificio non mancano e portano a un finale serrato che non manca di punte d'amaro per quasi tutti. Un po' forzata la succursale europea del traffico di meth. (Capannelle)

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