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L'IMPRESSIONE DI MMJ

Forse è sbagliato chiedere a un tv-movie nato con l'unica pretesa di intrattenere gli appassionati del thriller di uscire dai canoni o di coinvolgere a dovere, ma in questo KILLER ENDING riesce davvero difficile trovare qualcosa di stimolante. La storia rimescola senza fantasia alcuni tòpoi del genere, a partire dal solito cupo sequestratore che agisce seguendo la traccia di un romanzo inedito della giallista di successo; come mai farà, se la suddetta traccia esiste solo sul computer della scrittrice (Vaugier) e su una chiavetta USB appositamente segretata da una password? La vittima poi è proprio la figlia della donna, rapita e portata nell'immancabile stanza buia legata e imbavagliata. L'impronta tutta femminile data al film è completata...Leggi tutto dalla ragazza (Hobbs) che la scrittrice chiama ad organizzare il proprio lavoro (un po' come accadeva in QUELLO CHE NON SO DI LEI di Polanski), la quale confessa subito un passato triste di adolescente picchiata dal padre e rimasta incinta a 13 anni. Un carattere deciso, che sembra nascondere una vena ambigua pronta ad esplodere da un momento all'altro. Di mezzo ci vanno l'ex boyfriend della giovane rapita e pure l'agente che si occupa delle indagini assieme a una collega che si vorrebbe seducente (mah...). Se però fino a metà e oltre ci si orienta senza troppa fatica tra le maglie di una trama non semplicissima, nell'ultima parte il film impazzisce come la maionese, con ripetuti ribaltamenti di fronte senza senso e colpi di scena tremendamente gratuiti che gettano tutto nel caos svelando lo scarso appeal del prodotto, già fiaccato da una regia anonima e una fotografia in linea. Ma ciò di cui più si sente la mancanza, considerato il genere di appartenenza, è la suspense: non c'è una sola scena di tensione degna di tal nome e i colpevoli saltan fuori molto prima del finale, come se non si stesse svelando nulla di significativo (non che l'interpretazione del cast aiuti, in questo senso). Si segue blandamente la sceneggiatura esattamente come il criminale prova a fare con il romanzo in gestazione della scrittrice, dimenticando che per dare un po' di vita al tutto ci sarebbe la necessità di individuare almeno un personaggio interessante. Al contrario si usano espedienti classici (il personaggio misterioso che scatta fotografie nell'ombra) in modo del tutto gratuito, ci si affida a svolte tra l'improbabile e il non credibile e si confeziona un thriller la cui destinazione non poteva che essere quella televisiva, con personaggi maschili perlopiù sullo sfondo e davvero inespressivi. Il prototipo del giallo tv costruito in catena di montaggio, che ad ogni scena pare di aver già visto e di poter prevedere senza problemi. Se non si riesce a farlo fino in fondo è solo perché il finale prova a spiazzare in modo del tutto artificioso destituendo il film di ogni plausibilità.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 16/11/18 DAL DAVINOTTI

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