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FUORI DI TESTA

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Fuori di testa
Titolo originale:Delirious
Dati:Anno: 1991Genere: commedia (colore)
Regia:Tom Mankiewicz
Cast:John Candy, Mariel Hemingway, Emma Samms, Renée Taylor, David Rasche, Dylan Baker, Mark Boone Junior, Raymond Burr, Charles Rocket, Andrea Thompson, Zach Grenier, Jerry Orbach, Margot Kidder (n.c.), Robert Wagner (n.c.), Robert David Crane (n.c.)
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 5/8/09 DAL BENEMERITO ILFIGO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 13/11/16
Risvegliatosi dopo un incidente d'auto nel mondo virtuale della soap opera "Anche i sogni si avverano" (in originale “Beyond Our Dreams”) che per anni ha contribuito a far proseguire scrivendone le sceneggiature, Jack (Candy) stenta a capire come possa essere successo: a fianco del letto d'ospedale quando riprende i sensi trova il dottor Kerwood (Rasche) protagonista delle sue pagine e non l'attore che lo interpreta, così come l'Ashford Falls Community Hospital non è il solito ambiente ricostruito in studio ma un vero edificio e la città non è semplicemente un fondale dipinto! Un semplice set si è trasformato in un vero mondo in cui ora Jack non trova la sua giusta collocazione e nel quale è presente pure una giovane ragazza (Hemingway) che era venuta quel giorno agli studi per un provino. Dopo aver compreso che non c'è modo di uscirne, Jack capisce che ha la facoltà di modellare quella bizzarra realtà in ciò che lui desidera: basta ne scriva le scene sulla sua macchina da scrivere! L'idea – per quanto non nuova e anzi inserita in un vero e proprio sottogenere in cui le due diverse realtà si confondono – poteva essere ideale per uno sviluppo da commedia e verrà infatti sfruttata meglio prima tangenzialmente dal memorabile RICOMINCIO DA CAPO e poi più spudoratamente in PLEASANTVILLE. Purtroppo ci sarebbe voluta una sceneggiatura in grado di organizzare meglio la storia e spunti più divertenti per darle il respiro giusto. Invece, al di là di qualche facile scena in cui Candy diventa l'eroe invincibile capace di tutto (cosa che diverte soprattutto quando stride con la stazza del simpatico comico), le situazioni in cui si trova diventano presto stucchevoli riproponendo più volte le stesse gag o sfruttando un umorismo ficcante solo in rare occasioni (piacevoli però le parentesi legate agli irrintracciabili riparatori di televisioni, per esempio). E si vede quanto manchi una regia che sappia dare i giusti tempi comici, che doni brillantezza alle scene e tagli quando serve (le eterne corse sul cavallo imbizzarrito o in auto bendati, ad esempio). Le avventure amorose di Candy, il cameo di Robert Wagner, i dolci sorrisi di Mariel Hemingway, i vezzi della bisbetica Rachel interpretata da Emma Samms si confondono in un pastiche male amalgamato e in fin dei conti indigesto, retto solo dalla forte presenza di un attore che più di molti altri ha faticato a trovare film che ne riuscissero a valorizzare il talento. Il finale con pattinata sul ghiaccio a Central Park ci rifila pure una moraletta da Baci Perugina che ci fa capire la dimensione da favola moderna dell'operazione.
il DAVINOTTI

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Ilfigo 5/8/09 10:51 - 75 commenti

Colpito alla testa, uno scrittore di soap opera per la TV sogna di entrare nella storia che ha appena scritto in un ruolo eroico che gli permette di conquistare la donna amata. John Candy è sempre John Candy, ma il film non va, pure se a dirigerlo è il figlio di uno dei registi più famosi in USA.
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