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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

La parabola dell'uomo di scienza fulminato sulla via di Damasco non è proprio una novità, nel nostro cinema. Edoardo Falcone quindi lavora più che altro sulla sceneggiatura, riuscendo a infilare in sequenza felicissime intuizioni comiche almeno per tutta la prima parte del film. Molte prevedibili, certo, ma che l'ormai conclamata bravura di Giallini e la scelta di un cast di contorno azzeccato (Gassmann merita un discorso separato) valorizzano nel migliore dei modi approfittando dell'ottima padronanza dei tempi comici del regista. Si ride spesso insomma, almeno fino a quando non si capisce che l'inconfessabile segreto del figlio dal fare un po' ambiguo non è affatto l'essere gay come ormai tutti danno per scontato in famiglia ma la vocazione...Leggi tutto sacerdotale. Che è anche peggio, per un razionalista "illuminato" come il padre (Giallini), chirurgo affermato cinico e inflessibile che quando passa assieme al suo gruppo lungo i corridoi dell'ospedale lo fa omaggiando palesemente il collega virtuale Guido Tersilli. Un figlio prete? Che crede ancora all' "amico immaginario" lassù? C'è da porre rimedio a una situazione che lo svia da una carriera ospedaliera già prefigurata. Seguendolo, il padre capisce che all'origine della "conversione" sta uno strano parroco moderno (Gassmann), che rivisita la Bibbia in romanesco con fare guascone coinvolgendo gruppi di giovani che lo venerano. Paradossalmente è proprio con l'entrata in scena (tardiva) di un Gassmann in gran forma che il film comincia a perdere colpi: l'allegra farsa ricca di gag esilaranti si trasforma lentamente in una sorta di superficiale riflessione sulla religione. C'è ancora il tempo di una straordinaria scenetta degna delle migliori commedie comiche (Giallini che, in una casa non sua, finge di essere un poveraccio con fratello ritardato e moglie isterica a carico), poi solo qualche sparuta battuta qua e là, spesso affidata alla coppia Ilaria Spada/Edoardo Pesce, la figlia e il cognato, gretti materialisti a dir poco malvisti dal capofamiglia che rappresentano probabilmente la maggior sorpresa del film: a tratti irresistibili, con qualche accento coatto soprattutto in lei, rubano la scena alla pur brava Laura Morante, ancora una volta prigioniera nel suo ruolo tipico di moglie depressa (adeguata, ma non brilla). A deludere sono soprattutto i faccia a faccia tra Giallini e Gassmann: sulla carta dovrebbero essere il sale del film, al contrario sono la dimostrazione di quanto il tutto volga troppo verso la parabola moralista perdendosi in scontati scontri idealistici sulle diverse visioni educative. Inutile dire chi farà ragionare più profondamente l'altro, inutile aggiungere che il finale è quanto di più "telefonato" (nel senso anche letterale del termine, volendo) si possa immaginare. Va comunque dato atto a Falcone di aver saputo gestire al meglio (almeno finché la sceneggiatura lo permette) le grandi potenzialità umoristiche della sceneggiatura. L'eclettismo di Giallini emerge prepotentemente, Gassmann si fa apprezzare per la qualità della recitazione e l'umanità che riesce a infondere nel suo personaggio, il regista dosa con garbo e intelligenza l'umorismo e il film, nel suo complesso, si fa seguire piacevolmente. La Foglietta fa una comparsata alla pizzeria take-away.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 8/04/15 DAL DAVINOTTI
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Hearty76 27/07/15 15:34 - 222 commenti

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Altra rara produzione d'italica contemporaneità che entra nella rosa dei pochi ma veramente buoni. Commedia nella prima parte e dramma nella seconda, ma brillantemente commistionati. Lungo il confine del tragicomico equivoco si dipana la storia d'una famiglia benestante, dove però le apparenze di benessere vengono scalzate dalla necessità di credere in qualcosa e in qualcuno. Notevole il piglio attuale e non scontato con cui vengono affrontati i temi più scomodi della società di ora e di sempre.

Gabrius79 8/04/15 00:46 - 1186 commenti

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Esordio alla regia per Edoardo Falcone tutto sommato positivo, seppur con qualche sbavatura. L'idea di un figlio che vuol diventare prete è curiosa e svolta in modo ironico e amaro nonostante un finale che lascia spazio a diverse interpretazioni. Bravo Marco Giallini in un ruolo ironico e fintamente serioso, ottima anche la Morante che però ripete sempre il suo solito ruolo; Gassman se la cava discretamente, ma la vera sorpresa è Edoardo Pesce, decisamente esilarante. Qualche sana risata e qualche spunto di riflessione.

Markus 11/04/15 10:52 - 3258 commenti

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L'esordio alla regia di Falcone si traduce in un film che pone le basi sul classico schema incontro/scontro tra due vivaci personalità (Giallini e Gassman) e su una schiera di caratterizzazioni (la “svampita” Spada la più convincente) attraverso, però, una debole sceneggiatura che già nella seconda parte mostra le corde e in cui le risate si trasformano in una stucchevole serietà. La vicenda tira in ballo fede, vizi e vezzi dei giorni nostri e li proietta nel tritacarne della commedia "sofisticata" d'oggidì in maniera talvolta frettolosa.

Lou 12/04/15 01:45 - 941 commenti

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Il confronto tra l'inflessibile e intransigente cardiochirurgo ateo (interpretato da Giallini) e il prete di borgata, con passato da carcerato, affabulatore abile nel coinvolgere i giovani (un ottimo Alessandro Gassman, che qui a tratti ricorda il grande padre Vittorio), viene sviluppato con una sceneggiatura ricca e movimentata, che offre spunti curiosi e momenti esilaranti, ma anche cadute di stile in scenette di comicitá greve e dozzinale. Godibile, nel complesso.

Deepred89 13/04/15 00:29 - 3272 commenti

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Curiosa commedia che fin dall'incipit lascia trasparire il dislivello tra una confezione sopra la media (incanzanti anche le musiche di Carlo Virzì) e l'incapacità di far decollare i momenti comici nonostante un cast azzeccato (anche se le due donne vengono presto a noia). E infatti quando i tentativi di comicità lasciano il posto al buonismo e al "cattottimismo" il film migliora e regala pure qualche buon momento. Come nella bella scena finale, che riesce a intenerire conferendo la giusta "apertura" a uno scontatissimo risvolto conclusivo.

Rambo90 16/04/15 01:49 - 6318 commenti

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Commedia garbata e delicata che, seppur con alcuni momenti grotteschi inseriti apposta per strappare la risata, riesce ad affrontare l'argomento della fede religiosa con leggerezza e senza mai appesantire lo spettatore. Ottima la coppia Giallini-Gassman, ormai rodata dopo Tutta colpa di Freud, con il secondo in un ruolo sia simpatico che moraleggiante. Finale che incredibilmente non svacca. Buono.

Macbeth55 26/04/15 13:07 - 34 commenti

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Commedia all'italiana annacquata da un pretesto sociologico-familiare che, paradossalmente, danneggia e non incide se non per frammentare il già debole soggetto. Cadute di gusto in qualche momento, bilanciate da citazioni morettiane (il panorama simbolo de La messa è finita) e da amichevoli partecipazioni. I protagonisti ingessati nei loro stereotipi abituali, derivati da precedenti interpretazioni di successo, fanno del loro meglio. Il film però ha tempi tutto sommato scorrevoli e strappa qualche risata. Notevole la colonna sonora.

Maxx g 30/04/15 12:34 - 492 commenti

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Non è male come film e fa riflettere. Il problema è che si presenta come qualcosa di divertente, invece si ride poco. Dovrebbe essere profondo e ci riesce solamente a metà. Giallini in un ruolo inedito convince discretamente, mentre la Morante è valida. Quasi inutile Ilaria Spada. Si potrebbe anche parlare di film scontato e invece il finale lo salva. Merita una visione, senza però aspettarsi troppo.

Saintgifts 4/05/15 14:28 - 4098 commenti

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Film che inizia molto bene, diverte, strappa qualche sorriso e fa pensare: finalmente una commedia degna di questo nome (in cui noi italiani eravamo specialisti). Purtroppo funziona male il primo approccio tra i due protagonisti, più a discapito di Gassman che non di Giallini; non per demerito del primo (entrambi sono bravi), ma per via di una sceneggiatura non perfetta. Superata questa fase ci sono diversi altri momenti godibili, non banali, che si mantengono sul leggero pur affrontando temi seri. Finale intelligente che porta a riflettere.

Blutarsky 25/06/15 15:52 - 353 commenti

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Per poco meno di un'ora è un'ottima commedia dal buon ritmo, in cui si susseguono situazioni comiche e battute ispirate messe in scena con i giusti tempi comici, con personaggi per una volta genuinamente divertenti. Peccato che tutto crolli quando il film da commedia degli equivoci diventa uno pseudo spottone pro-chiesa, con discussioni teologiche all'acqua di rose e il personaggio di Gassman capace di stroncare qualsiasi spunto comico. Giallini trasforma oro qualsiasi cosa tocca, ottima la Morante e azzeccate tutte le altre scelte del cast.
MEMORABILE: Fenomenali tutti i siparietti di Giallini con la coppia genero-figlia.

Stelio 26/07/15 19:16 - 384 commenti

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Commovente e poetico connubio tra materialismo e spiritualismo letto in chiave comica. Gassman probabilmente segna il punto su una delle interpretazioni migliori della sua carriera, mentre Giallini, come al solito, non manca il bersaglio. Film di una profondità notevole, non solo nella sceneggiatura e nei dialoghi ma anche nel tono con cui affronta il tema della religiosità. E per una commedia non è per niente semplice. Splendido.

Galbo 29/07/15 20:23 - 11346 commenti

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Una commedia che si "regge" sulle spalle della buona caratterizzazione dei personaggi principali, egregiamente interpretati da Marco Giallini e Alessandro Gassman, laddove mostrano chiaramente la corda quelli secondari, tipo la moglie insoddisfatta e frustrata di Laura Morante, assai avvezza a personaggi del genere. L'interazione tra i due protagonisti da i migliori risultati sia sul piano brillante che su quello più intimistico e la regia del debuttante Falcone li sottolinea a dovere. Non male nel complesso.

Paulaster 10/09/15 10:19 - 2731 commenti

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Tema religioso delicato da affrontare che viene alleggerito con un Gassman alla romanesca e un Giallini duro cardiochirurgo ma padre sensibile. Scarsa amalgama tra il cast, dove i siparietti sembrano inseriti a tavolino e ognuno gira per conto suo (Morante su tutti). Meglio le parti seriose, tanto che il film poteva addirittura virare sul drammatico ed evitare sporadiche accelerate e le battutine di bassa lega del personaggio della Spada.

Piero68 29/03/16 16:36 - 2754 commenti

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Commedia amara che prova a mettere molta carne al fuoco senza però ottenere grandi risultati. Alla fine saranno le caratterizzazioni a fare la parte del leone e la storia finirà col perdersi presto dietro le varie maschere proposte. Ancora una volta trovo Giallini stupefacente: da ruoli esclusivamente black si ritrova mattatore in quasi tutte le ultime commedie di successo e sempre con ottimi risultati. Per il resto ordinaria amministrazione: Gassman fa Gassman, la Morante fa la Morante eccetera. Menzione per Edoardo Pesce.

Parsifal68 30/03/16 11:27 - 607 commenti

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Una simpatica commedia, tenuta su dalla coppia Giallini-Gassman (di fatto una garanzia), questa opera prima dello sceneggiatore Falcone, il quale forse calca troppo la mano sulla caratterizzazione dei personaggi esasperandoli per poi farli tornare alla normalità giustificando il finale buonista. Come regista sono evidenti delle lacune dovute all'inesperienza, ma gli attori lo aiutano a salvare il salvabile.

Didda23 30/03/16 14:54 - 2282 commenti

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Sorprendente opera prima del navigato sceneggiatore Falcone (vanta collaborazioni con Vanzina e Massimiliano Bruno), che se la cava più che egregiamente dietro la macchina da presa destreggiandosi con mestiere nella gestione dei tempi comici. La prima parte con un Giallini in stato di grazia è la più divertente e spensierata; nella seconda il film si fa un filino più riflessivo, senza rinunciare all'ironia e alla leggerezza. Gassman si dimostra attore nel pieno della maturità con un registro poliedrico davvero notevole. Cosè e così la coppia Spada-Pesce.
MEMORABILE: Il cameo di Anna Foglietta; Le prediche "moderne" di Gassman; La famiglia di "Mauro".

Nancy 31/03/16 18:23 - 774 commenti

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Marco Giallini ormai è una certezza del cinema italiano: sembra che tutto ciò che tocca si trasformi in oro; è così anche per quest'opera prima sul tema del conflitto tra scienza e fede. Si ride per tutta la prima parte grazie anche agli equivoci col personaggio di Gassman (reso molto genuinamente). Meno incisiva la parte della Morante e della sua (ennesima) nevrosi. La sceneggiatura fa qualche scivolone quando si trattano i temi "seri", discussioni simil-teologiche che rimangono molto vaghe e si lasciano spiegare tutte dal poetico finale.
MEMORABILE: La pera che pende dall'albero.

Nando 1/04/16 10:18 - 3458 commenti

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Esordio registico di Falcone in una commedia che affronta un argomento interessante e trattato con momenti brillanti alternanti ad altri leggermente più seri. Giallini è il mattatore assoluto con un comportamento bipolare che regala sorrisi, Gassman interpreta un sacerdote troppo fiabesco ma si dimostra efficace. Pesce e la Spada danno vita a siparietti macchiettisti mentre la Morante fa quello che ha sempre fatto nella sua vita cinematografica la moglie insoddisfatta sinistroide. Buono.

Gugly 3/04/16 19:26 - 1013 commenti

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Meglio un figlio gay che prete! Così pensa Tommaso (come l'apostolo incredulo), medico di successo rigoroso ma ateo... Prima parte scoppiettante in cui si accumulano gag su gag, merito anche della coppia Spada-Pesce (oltre all'equivoco "Mauro"); poi siccome si parla di religione qualcosa bisogna dirla, ma non troppo, si va verso il "volemose bene". Giallini è giustamente un cinico moderato, perfetto, Gassman gigioneggia ma gli si perdona molto (chi non vorrebbe un prete come lui?), Morante solita nevrotica. Benedetto.
MEMORABILE: All'annuncio del figlio che vuole farsi prete Tommaso (Giallini) ha una visione che spazia da Giordano Bruno a Don Matteo...

Lythops 10/04/16 18:04 - 972 commenti

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Viene spontanea la definizione di "commedia all'italiana" per questo film garbato e con intelligenti rimandi alle realtà del passato di alcuni personaggi, Gassman e Morante in particolare. Atipica, piacevolmente priva di volgarità nella scrittura e nei concetti, funziona forse più nella prima parte che nella seconda, in cui i sentieri si fanno più impegnativi e viene a mancare un approfondimento adeguato. Meritati in ogni caso i riconoscimenti avuti come migliore regista esordiente a Falcone.

Il ferrini 12/06/16 22:34 - 1665 commenti

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Divertente commedia con un inizio folgorante e uno sviluppo più riflessivo. I protagonisti sono un (parecchio) moderno sacerdote e un burbero chirurgo ateo razionalista. La scelta del figlio di farsi prete farà in modo che i due vengano in contatto e diano vita a una serie di spassose gag valorizzate dalle superbe interpretazioni di Giallini e Gassmann. Molto buone anche le seconde file, in particolare De Ruggieri (lo "schiavo" in Boris) e Pesce. La Morante è brava, anche se il suo è un personaggio un po' troppo visto. Si ride spesso.

Daniela 16/03/17 23:49 - 9226 commenti

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Cardiochirurgo che ha riposto tutte le sue aspettative sul figlio iscritto a medicina riceve una doccia fredda quando il ragazzo annuncia di volersi fare prete... Giallini veste benissimo i panni del pater familias sicuro di se ed arrogante, costretto a rivedere le sue certezze. Peccato che il contorno gli offra adeguata sponda solo a tratti, a cominciare da Gassman calato in un personaggio troppo ruffiano, e Morante, nel solito ruolo di nevrastenica che ripete da 20 anni. Qualche scena divertente c'è ma il risultato è compromesso da un epilogo che, sia pur sospeso, risulta troppo accomodante.

Pinhead80 27/03/17 20:40 - 3895 commenti

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Un padre severo e rigoroso rimane sconvolto dalla scelta del figlio di diventare prete e cercherà di dissuaderlo in ogni modo possibile e inimmaginabile. Il film è quasi più convincente quando prevale la parte drammatica che quella comica soprattutto nella parte finale. Mi aspettavo qualcosa di più perché, anche se il soggetto era tutto fuorché imprevedibile, la presenza di Giallini e Gassman mi sembrava una buona garanzia. Deludente.

Marcolino1 3/01/19 12:03 - 500 commenti

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Encomiabile il tema del film (una sorta di laica religiosità dove l'agire concreto prevale sul proselitismo), molto meno la regia che si adegua al piattume dello sceneggiato televisivo girato tra quattro pareti. Il prete borgataro si fa piacere ma è superato, come stereotipati e vecchi sono gli emblemi della lotta di classe. Spunta qualche momento divertente e aleggia una pseudo filosofia poveristico-francescana-donboschiana e ammuffita dal sapore popolare di pane e salame.
MEMORABILE: Il giovanotto confessa il desiderio di prendere i voti e la colf straniera col grembiule decorato da falce e martello fugge indignata.

Giùan 4/07/20 08:25 - 2934 commenti

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Insomma. Resta sul consueto crinale del  "dovrei ma non voglio (osare sottinteso)" di tanta commedia italiana degli ultimi trent'anni, con una piuttosto baratrale incapacità di dire qualcosa di sagacemente realistico sul presente. Orsù! Si può sottolineare la capacità di Falcone di ritmare intelligentemente i tempi comici, tenuti perfettamente da Giallini neo Tersilli (splendida la camminata "chirurgica") e Pesce (che anticipa pure lui benissimo pose sordiane). Gassmann in un ruolo improbabile se la cava, mortificata la Morante, benone la Spada, divertente la Cervizzi/Rosa.
MEMORABILE: A casa di Pizzulli con Gianni che fa il fratello handicappato e l'infermiera Rosa che può finalmente menare il chirurgo.
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