Urban myths - Film (2022)

Urban myths
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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Seoul Ghost Stories
Anno: 2022
Genere: horror (colore)
Regia: [+e] Won-Chan Hong
Note: Episodi: "Tunnel", "The Woman in Red", "Necromancy", "Tooth Worms", "Ghost Marriage", "The Closet", "The Girl in the Mirror", "A Mannequin", "The Wall", "Escape Games". Presentato al 40° Torino Film Festival nella sezione Crazies.
Papiro: elettronico

LE LOCATIONLE LOCATION

L'IMPRESSIONE DI MMJ

Horror coreano in dieci episodi piuttosto omogenei per qualità e durata (d'altra parte il regista è sempre lo stesso) che insieme superano di poco le due ore. Nessuno si eleva particolarmente, molti si limitano a rielaborare con scarsa inventiva temi tipicamente legati all'horror orientale. In TUNNEL terribili fenomeni – con immancabile presenza ectoplasmatica d’accompagnamento – si svilupperanno quando l’auto del protagonista passerà in un tunnel. Niente di più banale e inconsistente, con chiusura splatter al solito ben girata ma che lascia davvero poco. Ancora peggio THE WOMAN IN RED, in cui l’amica di una ragazza morta a quanto pare...Leggi tutto suicida (ma la cosa incredibile è che la porta del balcone dal quale si è lanciata era chiusa) è perseguitata dal solito fantasma lungocrinito che appare un po’ dovunque appena la protagonista si ritrova da sola. Inutili gli aiuti delle amiche, la lotta è a due e si concluderà se non altro con una scena d’effetto, unico motivo per dare un senso a un segmento che passa senza lasciare traccia di sé. In NECROMANCY al centro della storia è una relazione ai confini del lesbismo tra due timide studentesse. Alla morte di una delle due, la sopravvissuta fa di tutto (anche in termini di necromanzia, per l’appunto) per riportare in vita l’amica, con risultati prevedibilmente poco felici. Anche qui, al di là della patinata delicatezza con cui l’episodio è condotto, il succo sta nel folle finale, in cui si scatenano effetti sanguinari e mutazioni da moderno videogame.

Meglio va con TOOTH WORMS, incubo cronenberghiano in cui il paziente di un dentista si lamenta di un dolore lancinante alle gengive che dalle radiografie sembra non avere una spiegazione. Si scoprirà che l’uomo sta coltivando al suo interno un parassita destinato a uscire allo scoperto in una seconda parte tradizionalmente horror in cui tutto scompare di fronte a una follia che degenera in urla e violenze destinate a cancellare quanto di buono fatto fin lì. Se non altro, tuttavia, la preparazione dell’orrore funziona e intriga, con qualche buona ripresa dall’interno della bocca ed effetti sanguinari creativi da far invidia a THE DENTIST. In GHOST MARRIAGE un giovane si sottopone a un colloquio di lavoro del tutto insolito (e decisamente minimale): porterà a conseguenze piuttosto bizzarre che coincideranno con quanto promesso dal titolo. Una simpatica idea di partenza malamente sprecata per un episodio che si vorrebbe più “alto” ma si rivela solo inconcludente. THE CLOSET è una variante anemica dell’armadio maledetto (acquistato senza pagare da una ragazza che deve arredare casa) più vicina allo scherzo malriuscito, nonostante il solito impeccabile lavoro su immagini e fotografia. Davvero nulla da ricordare, questa volta nemmeno nel finale. THE GIRL IN THE MIRROR è un altro esempio di fumo senza arrosto, con una aspirante influencer frustrata alle prese con i tentativi di sfondare nel difficile mondo dei social. Pose continue, scatti in autonomia sul cellulare fino a quando… nulla. Pure qui un finale moderatamente sanguinario del tutto pretestuoso confina il segmento tra i meno riusciti e banali del lotto.

In A MANNEQUIN siamo invece alle prese con un tema sì già visto mille volte ma realizzato con particolare attenzione agli effetti speciali, che animano in modo inquietante un manichino. Questi perseguita il lavorante di un magazzino con andamento caracollante accompagnato da cigolii lugubri e il suo bell'impatto horror lo ottiene. Siamo nel campo di una ricerca almeno formale superiore e a livello visivo l'episodio è il più centrato, l’unico che può contare (insieme a WORM TOOTH) su qualche momento quasi memorabile. Anche THE WALL soddisfa moderatamente le aspettative: il nuovo affittuario di un piccolo appartamento in un condominio sente strani colpi provenire dalla parete. Si convince sia la bella vicina che ha conosciuto in ascensore e azzarda una comunicazione in cui lui fa le domande e la presenza dietro il muro risponde con un colpo per il no e due per il sì; ma chi è davvero l’interlocutore misterioso? La curiosità sale e il finale mantiene le non troppe promesse sfruttando bene il parco effetti speciali. Niente di nuovo o di particolarmente efficace ma un dignitoso segmento che alza la media. La chiusura è con ESCAPE GAMES, in cui tre adolescenti si trovano a dover risolvere misteriosi quiz posti da un’entità esterna che ha preparato trappole e conseguenti soluzioni da scoprire con difficoltà. Qualche buona idea a livello visivo e niente più, con tranelli abusati, spaventi improvvisi, grida e tutto l’armamentario dell’orrore moderno meno interessante. La qualità della fotografia, l’attenzione a musiche e inquadrature garantiscono professionalità ad alto livello, ma nel suo complesso il film è solo uno dei tanti horror a episodi che si dimenticano in fretta e non si avrà gran voglia di rivedere… Rimangono l’immagine del manichino quasi umano, dei parassiti che si annidano tra i denti e poco altro, perché anche la recitazione è quasi sempre anonima.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 28/11/22 DAL BENEMERITO COTOLA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 2/12/22
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Cotola 28/11/22 19:27 - 8564 commenti

I gusti di Cotola

Horror coreano diviso in 10 episodi nessuno dei quali di ottima o infima qualità: si è dalle parti della medietà. Per la verità si inizia male, con i primi due segmenti che sono i peggiori del lotto - in particolare "Il tunnel", sostanzialmente inutile - e non fanno presagire nulla di buono. Poi le cose migliorano, pur senza mai volare in alto: la chicca, disgustosamente divertente, è l'episodio "Il verme dei denti". La fattura è buona, professionale e con largo uso del sano, vecchio splatter sebbene in cg. Spaventi non ce ne sono, ma un po' di divertimento sì.

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