Sette anni in Tibet - Film (1997)

Sette anni in Tibet
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Titolo originale: Seven years in Tibet
Anno: 1997
Genere: drammatico (colore)
Note: Aka "7 anni in Tibet".
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 20/09/07 DAL BENEMERITO CAESARS
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Caesars 20/09/07 15:07 - 3827 commenti

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Tratto da un romanzo autobiografico, narra la vera storia di Heinrich Herrer, fortissimo scaltore austriaco aderente al partito nazista che nel 1939 tenta la scalata del Nanga Parbat; l'impresa non riesce e al rientro viene catturato dall'esercito inglese. Riuscito a fuggire dal campo di prigionia giunge, dopo varie peripezie, a Lhasa dove vive il Dalai Lama. L'incontro con questo bambino cambierà per sempre l'esistenza dello scalatore. Discreto ma nulla più: è lungo (2 ore molto abbondanti) ma le sfumature psicologiche mancano del tutto.

Pigro 14/10/08 09:35 - 9800 commenti

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Alpinista austriaco, nonché militare tedesco nell'ultima guerra, rimane affascinato dal Tibet. Film maestoso che ha nei paesaggi esotici (geografici e antropologici) il suo punto di forza e in Brad Pitt il suo divo da botteghino. Impossibile definirlo emozionante, più facile considerarlo interessante e istruttivo (utile da mostrare nelle scuole), e soprattutto suggestivo grazie alla conclamata sensibilità visiva di Annaud.

Sabryna 17/04/09 00:45 - 225 commenti

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Dall'omonimo romanzo autobiografico dello scalatore Heinrich Harrer, Jean-Jacques Annaud trae questa pellicola di pregevole fattura che racconta dell'amicizia tra Tenzin Gyatso, quattordicesimo Dalai Lama e lo stesso Harrer. L'alpinista è a suo modo maestro per il Dalai Lama, in uno scambio equo tra culture totalmente differenti. A fare da sfondo al tutto ci sono gli ultimi anni del Tibet libero prima dell'invasione delle truppe cinesi. Bella prova registica di Annaud.
MEMORABILE: Quando non sei in grado di combattere abbraccia il tuo nemico. Se ha le braccia intorno a te non può puntarti contro il fucile.

Galbo 18/04/09 17:09 - 12456 commenti

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La storia dell'austriaco Heinrich Harrer (alpinista e combattente nell'esercito tedesco durante la seconda guerra mondiale) tratta dalla sua autobiografia. Il film è incentrato sulla sua amicizia con il giovane Dalai Lama tibetano ed è un sentito omaggio alla cultura orientale, realizzato con una sensibilità tipicamente europea dal regista Annaud. Emozionante e sentito anche se talora prolisso, il film ha uno dei suoi punti di forza nella bellezza dei paesaggi naturali, ottimamente fotografati.

Giacomovie 23/09/12 10:33 - 1401 commenti

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Sulla scia del boom in quegli anni delle discipline new-age, Jena-Jacques Annaud produce e dirige un film spettacolare, con una ricchezza visiva e un fascino mistico-spirituale che attraggono; ma la pellicola non va oltre, risultando povera di contenuti. Si è cercato di farne un kolossal diluendone la durata, in modo non sempre opportuno. Curiosa la scena (per noi occidentali) in cui degli operai che scavano si fermano per salvare i lombrichi, mettendoli scrupolosamente da parte: un invito al rispetto per ogni forma di vita.

Nando 21/02/13 16:57 - 3837 commenti

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Ispirato dalle vicende dell'alpinista austriaco Harrer il film appare un omaggio alla cultura e alla storia del Tibet; al contrario si rivolgono giuste critiche all'arroganza e violenza delle truppe cinesi. Accattivanti le riprese paesaggistiche e le scenografie d'interno. Pitt nel complesso è credibile nella parte, prima spaccone poi saggio.

Bruce 9/12/15 16:52 - 1007 commenti

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Con il suo tipico stile, Annaud narra l'umana vicenda dello scalatore austriaco Heinrich Harrer che, partito con una spedizione di alpinisti tedeschi per conquistare la vetta del Nanga Parbat, finisce per diventare, dopo svariate vicissitudini, amico del giovane Dalai Lama. Più descrittivo che realmente appassionante, il film si avvale di paesaggi magnifici e di un bravo e convincente Brad Pitt nel ruolo del protagonista.

Ryo 5/09/16 11:39 - 2169 commenti

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Questo film si può riassumere in quattro frasi: Brad Pitt che scimmiotta uno pseudo-accento austriaco; Dalai-Lama e Tibetani bravi buoni e belli, gioia, saggezza, cuore e amore; Cina brutta cattiva e maleducata che pesta con i piedi le creazioni di sabbia sacre; non calpestate i vermi che potrebbero essere stati vostra madre in un'altra vita. Riprese spettacolari, bellissime le scenografie e i costumi.
MEMORABILE: La fuga dei prigionieri dal campo degli inglesi; L'incubo del Dalai-lama.

Lou 12/01/17 19:40 - 1124 commenti

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Una storia istruttiva e documentaristica, con immagini curate e tempi dilatati, che permette di immergersi nell'affascinante cultura dei buddisti tibetani. Brad Pitt è uno scalatore austriaco che negli anni quaranta, dopo varie peripezie, finisce a Lhasa dove diventerà anche istruttore personale del quattordicesimo Dalai Lama ancora bambino. Sullo sfondo le tensioni politiche con la Cina, che sfociano nell'invasione del '49.
MEMORABILE: Il generale cinese sprezzante che profana il mandala di sabbia e afferma: "Religion is poison".

Redeyes 13/04/17 09:07 - 2456 commenti

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Se da una parte si potrebbe restare un'eternità a lasciarsi ammaliare da certi paesaggi, dall'altra si subisce una certa immanenza nello sviluppo, per quanto rocambolesco. La pellicola è piuttosto fedele al libro e ne ricalca anche, appunto, una certa non scorrevolezza. Forse il suo attore principale finisce, con la sua bellezza, per annullare il raccontato e temo si ricordi più per la bionda chioma che per una storia che ha comunque il suo fascino.

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Paulaster 1/02/18 10:55 - 4526 commenti

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Alpinista austriaco si ritrova prigioniero di guerra e fuggirà in Tibet. Sorta di compendio sulla storia dei monaci durante la Seconda Guerra Mondiale con le vicende di Pitt a fare cornice. Interessante solo per l’approccio filosofico (anche se scarso) e per qualche paesaggio; per il resto le scalate, le fughe, gli innamoramenti e la conversione dell’uomo occidentale sembra servano solo per intrattenere banalmente.
MEMORABILE: Le fughe dal campo di prigionia; La sala cinematografica del Dalai Lama.

Reeves 13/02/24 00:20 - 2390 commenti

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Polpettone che presenta le religioni orientali come un'ancora di salvezza per un soldato che ha conosciuto gli orrori della guerra e che vede la sua vita cambiare una volta entrato in contatto con il Dalai Lama e i suoi seguaci. Le intenzioni forse sono buone, ma il messaggio pacifista è inficiato da una reorica insopportabile e da un'adesione completamente acritica nei confronti del buddismo. Brad Pitt sprecato.

Noodles 1/07/24 16:52 - 2323 commenti

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Uno dei film più sopravvalutati degli ultimi trent'anni. Lento, noiosissimo, prolisso, manicheista, pieno di filosofia da bancarella. La classica cartolina che mostra all'occidentale quello che l'occidentale vuole vedere del Tibet. E non mancano alcuni momenti in cui il sospetto che il regista abbia manipolato la realtà è più che legittimo. Si salva dall'ignominia dell'unico pallino solo per la bella fotografia e per il buon cast, sebbene Brad Pitt appaia molto più americano che austriaco. Da evitare assolutamente. Il Tibet, qui, non è il vero Tibet.
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  • Curiosità Ciavazzaro • 2/10/09 12:18
    Scrivano - 5591 interventi
    A Brad Pitt furono pagati ben 8 milioni di dollari per apparire in questa pellicola.

    Fonte:Imdb
  • Homevideo Gestarsh99 • 27/08/11 12:29
    Vice capo scrivano - 21546 interventi
    Disponibile in edizione Blu-Ray Disc dal 20/09/2011 per Cecchi Gori HV:



    DATI TECNICI

    * Formato video 2,35:1 Anamorfico 1080p
    * Formato audio 5.1 Dolby Digital: Inglese
    5.1 PCM: Italiano
    * Sottotitoli Italiano NU