Il traditore tipo

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Our Kind of Traitor
Anno: 2016
Genere: thriller (colore)
Note: E non "Un traditore tipo". Soggetto tratto dal romanzo "Il nostro traditore tipo" ("Our Kind of Traitor") di John le Carré, pubblicato nel 2010.
Numero commenti presenti: 7
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Da un romanzo del celebrato John Le Carré un raffinato spy-thriller convenzionale ma con le carte in regola per svolgere correttamente il proprio compito. La situazione di partenza non può non richiamare quella in cui si ritrovava James Stewart nell'UOMO CHE SAPEVA TROPPO, tanto che la scelta del Marocco come teatro dell'incontro tra i protagonisti ha il sapore dell'omaggio. Il James Stewart del caso è Ewan McGregor, in vacanza lì con la moglie (Harris). In albergo conosce Dima (Skarsgård), omaccione gioviale affiliato alla mafia russa che lo invita a un paio di feste affidandogli poi, col cuore in mano, una pendrive da consegnare all'MI6: in questa Dima spiega come l'apertura...Leggi tutto di una nuova banca in piena city londinese dovrà servire per riciclare il denaro sporco della mafia e allega una serie di nominativi di politici e non pagati dal nuovo boss perché l'operazione vada a compimento. L'MI6 però, per garantire a Dima e alla sua famiglia di rifugiarsi, protetto, in Inghilterra, esige almeno i numeri dei conti correnti dei personaggi coinvolti, che il “traditore” promette di fornire ad asilo ottenuto. McGregor si ritrova quindi ad essere l'involontario tramite tra i servizi britannici e il russo "pentito", giocando tra le linee e prendendo a cuore il caso assieme alla bella moglie. Incontri segreti sotto gli occhi dei sospettosi russi, con l'MI6 dall'altra a cercare di ottenere le informazioni necessarie. Un thriller ben condotto, sceneggiato diligentemente e diretto al meglio da Susanna White, il cui lavoro sulla forma è evidente fin da subito. Oltre a una soddisfacente scelta delle location in particolare si nota come l'atmosfera ambigua e misteriosa venga resa da un continuo ricorso nelle inquadrature a specchi, sovrapposizioni d'immagini, sfocature, riflessi, oggetti che tendono frequentemente a celare gli attori in scena. Un espediente visivo interessante che nobilita il film sopperendo con lo stile alla scarsa originalità del soggetto. Spiegato diligentemente senza sottintendere nulla, il film punta più all'efficacia della storia rinunciando agli inutili arzigogoli talvolta utilizzati per moltiplicare artificialmente i piani di lettura (vedi LA TALPA). Eccellente la fotografia, ottimo l'apporto del cast con uno Skarsgård al solito impeccabile e un Ewan McGregor in bilico tra l'ingenuità e quella dirittura morale richiesta di norma all'eroe tipo ma soprattutto, in questo caso, al suo personaggio di insegnante “poeta”. Più canonica la performance di Damian Lewis nel ruolo di Hector, l'agente dell'MI6 cui spetta di organizzare il trasporto in Inghilterra di Dima e famiglia. Spesso ben dirette le singole scene (l'incontro prima del tennis ad esempio, o le sequenze all'Emirates, stadio dell'Arsenal) mentre si lascia calare troppo la tensione - fin lì mirabilmente mantenuta - nell'ultima parte al rifugio sui monti. Puro esercizio di stile il prologo sanguinario (un po' fuori contesto), accettabile l'epilogo con (relativa) sorpresa costruito per lasciare la giusta soddisfazione nello spettatore.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 8/05/16 DAL DAVINOTTI
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Daniela 20/10/16 10:27 - 9369 commenti

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Durante una vacanza a Marrakech, una coppia inglese viene abbordata da un tipo amichevole, che si rileva essere un contabile della mafia russa in cerca di contatti con l'M16... Lo spunto è un omaggio allo zio Hitch, lo svolgimento un thriller spionistico nel solco di quelli tratti da John le Carré, di buona confezione e discreta tenuta, ma non particolarmente memorabile, a parte un paio di sequenze e la prestazione di Skarsgård, bravo e convincente, mentre convincono meno i personaggi di McGregor e Lewis, il primo troppo santo, il secondo troppo didascalico (il discorso sul denaro sporco).
MEMORABILE: La sequenza in apertura con gli omicidi in strada; lo scontro in cucina

Puppigallo 22/10/16 11:48 - 4508 commenti

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Il classico esempio di uomo mite e un po' grigio catapultato in una realtà che non dovrebbe competergli, ma alla quale sembra, col passare del tempo, abituarsi anche troppo bene, forse per il brivido del rischio, o per un senso di giustizia che va al di là della sua natura razionale e riflessiva. Il tutto è qui descritto nel giusto modo, con attori in parte e una narrazione che, seppur con qualche rallentamento, prosegue senza allontanare lo spettatore, riuscendo sufficientemente a coinvolgerlo nella spinosa vicenda. Quello che si dice un buon film.
MEMORABILE: Il russo guarda l'orso ammaestrato finto; "Perchè hai scelto proprio me?". "Non c'era nessun altro in quel ristorante"; I mille usi di una pistola.

Capannelle 20/12/16 00:07 - 3718 commenti

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Il normale cittadino che si improvvisa spia è un classico che richiede perizia e carisma personale, cose che nel presente film latitano. Non bastano la sbruffoneria di Skarsgard e qualche momento di tensione a compensare una congrega fiabesca (accanto all'insegnante idealista pure la moglie avvocato di colore) e una trama abbastanza didascalica (luoghi sportivi, la finanza sporca e l'agente oratore) che, come ogni thriller che si rispetti, percorre mezza Europa.

Galbo 2/01/17 05:51 - 11379 commenti

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Il lato più oscuro dello spionaggio, quello meno glamour e "bondiano", in un film tratto da un romanzo di Le Carré. Il film inizia con uno spunto hitchcockiano (la coppia inglese in Marocco), per poi incalzare in una storia che coinvolge la mafia russa e i servizi corrotti. Il film è ben fatto, con una solida sceneggiatura e un'ambientazione funzionale. Gli attori sono credibili a partire da McGregor e la Harris, coinvolti in un gioco più grande di loro. Il limite è quello di una storia alla lunga poco coinvolgente.

Ira72 30/05/17 14:29 - 935 commenti

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A metà tra La promessa dell'assassino e uno "007" ma decisamente più mediocre del primo. Non convince McGregor, in odore di santità e dunque piuttosto noioso, né la Harris, la cui presenza risulta quasi irrilevante e la cui parte piatta poteva essere interpretata da qualunque bellona. Meglio Lewis e Skarsgård. Dunque, nel complesso, un film non memorabile, con personaggi altrettanto dimenticabili che si riscatta, soprattutto, nel finale. Non una ciofeca ma neanche l'eccellenza, nel genere. Anzi.

Hackett 1/06/17 18:40 - 1725 commenti

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Da un romanzo di Le Carrè, questo thriller spionistico contiene tutti gli elementi che ci si possono aspettare dal genere, anche se non sempre perfettamente amalgamati. Il cast è buono, con un McGregor che però appare un po' sottotono e uno Skarsgard invero poco credibile nella parte del russo. Per il resto, la trama è un groviglo prevedibile ma che viene svelato con mestiere. Quello che manca veramente è l'emozione; un prodotto diligente dove tutto appare un po' freddo e scolastico.

Nicola81 6/10/19 20:44 - 1951 commenti

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Hitchcock ci aveva già mostrato quanto fosse semplice per le persone comuni essere coinvolte in pericolosi intrighi internazionali. Accettata questa premessa, siamo in presenza di un buon thriller spionistico, che magari non avrà il suo punto di forza nell'imprevedibilità ma è costruito con solidità e scorrevolezza (la fonte è un romanzo di Le Carrè). La White muove bene la macchina da presa e sa sfruttare i numerosi cambi di location. Ottimi McGregor e Skarsgård, discreto Lewis (agente dell'MI6 spregiudicato ma onesto), magnetica la Harris.
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