Il riccio

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Le hérisson
Anno: 2009
Genere: drammatico (colore)
Note: Soggetto dal romanzo "L'eleganza del riccio" ("L'Élégance du hérisson") della scrittrice francese Muriel Barbery, pubblicato nel 2007, best seller in Francia e in altri paesi, Italia compresa.
Numero commenti presenti: 15
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

In un condominio parigino vivono tre individui singolari che nel corso del film s'incontreranno più volte riuscendo a stabilire il contatto umano utile a ritrovare la via di una socialità svanita. La prima è una ragazzina, Paloma (Le Guillermic). Figlia di ricchi borghesi, combatte la sua personale battaglia contro il conformismo della sua famiglia dichiarando segretamente alla propria inseparabile telecamera l'obiettivo di suicidarsi al termine dell'anno scolastico: per non vivere come i suoi genitori un'esistenza arida simile a quella dei pesci rossi nella loro boccia di vetro (metafora ripetuta più volte). Ossessionata dall'idea di documentare la quotidianità in video, parlantina svelta e assoluta padronanza delle lingua, Paloma non...Leggi tutto vuole imporsi e anzi si richiude in se stessa trovando semmai nella portiera dello stabile, la signora Michel (Balasko), una sorta di anima gemella. La donna, da Paloma definita “Riccio” per gli aculei che sembra esibire esternamente, ama infatti mostrare di sé lo stereotipo della portinaia brutta, sciatta e arcigna; ma coltiva un interesse bibliofilo non indifferente ed è dotata di acume e intelligenza non comuni. Se ne accorge Kakuro (Igawa), nel condominio da solo un mese, vedovo proprio come lei. Di gentilezza, garbo e delicatezza tipicamente orientali, uomo saggio e ricco di passioni, riesce a far uscire la signora Michel dal suo guscio usando un tatto che non poteva non colpirla positivamente. Anche Paloma e Kakuro si frequentano, seppur marginalmente; capiscono immediatamente come tra loro esista un'intesa naturale che li emargina dalla massa per farli ritrovare, con la portinaia che diventa presto principale polo d'attrazione per entrambi. Dei tre chi sta più in scena è comunque Paloma, unica che vediamo davvero rapportarsi, seppur a fatica, col mondo esterno, con una sorella fatua e due genitori interessati soprattutto a mantenere le relazioni sociali nonché a crescere con amore e condiscendenza le loro figlie. Al punto che quando Paloma a tavola irrompe con un “Da grande sarò una portiera” riceverà dalla madre risposta del tutto inattesa: “E' una bellissima idea mia cara”, rafforzata dal padre: “E se possiamo fare qualcosa per accompagnarti su questa strada sai che siamo qui per aiutarti, vero cara?”. Perché non va dimenticato che l'intero film è percorso da una vena ironica che fa capolino sorprendendo in più occasioni; quasi mai tuttavia accompagnata da quei sorrisi che più probabilmente compariranno invece sul volto dello spettatore, soddisfatto dalla sapidità dei dialoghi mista alla tenerezza suscitata dalla piccola Paloma, assai più acuta delle coetanee e capace di osservazioni che lasciano spesso il segno. “L'eleganza del riccio”, il best seller di Muriel Barbery, trova quindi una sua degna trasposizione cinematografica che ha proprio nell'eleganza (anche formale) uno dei punti di forza. La regia di Mona Achache è puntuale, rigorosa, persino capace di animare qualche disegno senza che questo (cosa non facile) segni una frattura netta col resto; contrappunta al contrario la leggerezza e la fantasia che contraddistinguono il personaggio di Paloma, centro ideale del film e occhio privilegiato attraverso il quale leggere anche il drammatico finale. Al netto di qualche inevitabile ruffianeria che palesa l'ampissimo target di riferimento, un film garbato, ben scritto e dal casting perfetto, in cui nulla è lasciato al caso.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 25/01/10 DAL BENEMERITO GALBO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 26/03/20
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Galbo 25/01/10 05:45 - 11417 commenti

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Renèe, un’oscura portinaia di un elegante condominio parigino nasconde un animo sensibile e una grande raffinatezza colta da pochi. Tratto da un romanzo di grande successo di Muriel Barbery (L’eleganza del riccio), il film della debuttante Mona Achache è un esempio di felice trasposizione cinematografica da un’opera letteraria. Lo spirito del libro è riprodotto fedelmente e il film si rivela emozionante e di un’eleganza discreta grazie alla sceneggiatura che accenna senza sottolineare e alla bella prova della protagonista Josiane Balasko.

Giacomovie 1/02/10 14:24 - 1351 commenti

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Anche se molto giovane, la protagonista è capace di profonde riflessioni su vita e morte. Tali analisi, visti da una prospettiva inconsueta, sono l'elemento di interesse di un film di portata culturale. Per una valutazione più precisa si dovrebbe aver letto il libro da cui è tratto (considerando anche le divergenze di opinioni sul valore della trasposizione). Senza averlo letto, si può dire che il film mantiene una certa eleganza (anche se sparita dal titolo...), ma non si allontana molto dalla semplice simpatia.

Cotola 1/02/10 19:30 - 7556 commenti

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Elegante e garbata, forse anche troppo, trasposizione cinematografica di uno dei casi letterari degli ultimi anni. A tratti sembra costruito a tavolino per piacere a tutti e i personaggi sembrano voler essere "originali" a tutti i costi. Alla fine però arriva un epilogo inaspettato che sembra eliminare tale dubbio. In ogni caso godibile ma ben lontano dall'essere eccezionale.

Capannelle 2/02/10 15:47 - 3730 commenti

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Ho passato la prima ora sperando che Paloma, la ragazzina cineoperatrice, mettesse in atto i propositi suicidi, tanto mi stava sulle scatole e tanto era finta nelle sue riflessioni. Riflessioni che caratterizzano un racconto dove si naviga tra le immancabili nevrosi borghesi (piacerebbe a Allen ma qui il ritmo è compassato) e la simpatica trasformazione di Reneè, la portinaia colta. Storia a tratti slegata ma regia, musiche e ambienti non demeritano.

Ilcassiere 9/03/10 09:18 - 283 commenti

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Un incontro tra tre grandi solitudini. Una ragazzina con propositi suicidi e con la telecamera sempre accesa per documentare in modo spietato le debolezze e la superficialità della sua famiglia, un vedovo giapponese dotato di una sensibilità fuori dal comune ed una portinaia che si nasconde agli altri dando di sè l'immagine stereotipata della portinaia scorbutica ed ignorante ma che nasconde un grande amore per la letteratura e, come dice la ragazzina, ha "l'eleganza del riccio". Una trasposizione del libro di Barbery che non delude. Delicato.

Armandyno 10/05/10 11:45 - 25 commenti

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Palomà è una ragazzina intelligente e cinica che ha deciso di suicidarsi. Prima di farlo decide però di girare un film che descriva il contesto in cui vive, in particolare la sua famiglia, che sembra essere composta da personaggi sopra le righe e particolarmente nevrotici. Il film si rivela una riflessione, attraverso i personaggi della portinaia e del vicino benestante giapponese, sulla morte e sull'importanza della vita individuale. Discreto, a tratti interessante.

Domino86 16/01/11 10:26 - 553 commenti

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Un film che inizia in sordina con la sua giovane protagonista alquanto particolare poi, poco alla volta, la storia prende forma e l'interesse aumenta. L'estro della ragazzina colpisce come la rete di rapporti che si crea tra lei, la portinaia e il nuovo inquilino.

Disorder 8/12/11 18:08 - 1408 commenti

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La piccola Palomà si sente come un pesce rosso condannato alla boccia e per questo medita il suicidio; la sua vita cambierà grazie all'amicizia di una burbera ma coltissima portinaia. Insomma, personaggi e spunti originali non mancano, così come gli attori (bravi tutti i protagonisti); ma la regia è troppo fredda e distaccata, non si riesce mai ad entrare davvero in sintonia coi personaggi. Le riflessioni sulla società e sul senso della vita poi, pur interessanti, mancano di profondità. Un film discreto alla fine, ma non certo imperdibile.

Saintgifts 7/10/16 11:38 - 4098 commenti

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Vedo il condominio, dove si svolge tutta la storia (oltre il tratto di strada di fronte) come l'organizzazione della nostra società: chi sta in basso, chi sta in alto, chi sta in mezzo. Come nella società non è sempre vero che chi sta in basso sia povero (in tutti i sensi) e chi sta in alto ricco, economicamente e culturalmente. Paloma rappresenta la giovanissima generazione intelligente, troppo intelligente; Renée, più che matura, non è quello che sembra; il nuovo canuto inquilino (non a caso giapponese) è la solitaria e invisibile saggezza.
MEMORABILE: L'uccisione del pesciolino rosso (crudele se è avvenuta realmente, come sembra).

Schramm 27/06/17 12:10 - 2417 commenti

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Si nasce pesci ma si è destinati a una boccia d’acqua e tanto vale morire da piccoli: non fu già Buttgereit a dircelo? Repetita juvant, tanto più se l’imprevedibilità del vivere spinge al dietro-front chi è in esilio da sé: tra affetti e dispetti, la più impenetrabile scorza nasconde il più dolce dei succhi e personaggi votati all’auto-confino e allo sperpero scoprono che i giochi sono sempre aperti, nel bene come nel male, e come in Ashby non c’è thanatos che non possa concedere un ballo all’eros. Il tutto garantito da una regia ispirata e da una spontaneità interpretativa da ossequio.
MEMORABILE: Gli innesti animati

Myvincent 1/03/20 08:10 - 2573 commenti

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C'è una bambina intelligente che scruta il mondo degli adulti di cui è scontenta, fin quando non ne conosce alcuni davvero speciali. Trasposizione felice di un romanzo di grande successo, colpisce dentro per lo stile essenziale, senza fronzoli e non scade nel buonismo a tutti costi facendo quindi onore all'opera letteraria. La portiera "invisibile" solo per occhi disattenti è un personaggio che rimane senz'altro impresso nella memoria.

Lou 27/03/20 00:19 - 972 commenti

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La trasposizione del successo letterario di Muriel Barbery si fa apprezzare per garbo e cura dell'immagine, inclusi i disegni e le brevi animazioni, perfettamente integrate. Il tema centrale di questa favoletta contemporanea, pur con tragico finale, ha una sua dignità: la ricerca di ciò che è nascosto e autentico, lontano dai conformismi e dalle apparenze.

Daniela 25/03/20 18:19 - 9508 commenti

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Trasposizione tutto sommato fedele del best seller caso letterario del 2007, mettendo in conto la scomparsa di qualche personaggio secondario e la necessità di esplicitare alcuni passaggi, per cui chi ha apprezzato il testo non resterà troppo deluso. Per contro, chi invece ha trovato la portiera colta più spocchiosa degli spocchiosi inquilini del palazzo, antipatica la ragazzina aspirante suicida e infine cafone il raffinatissimo giapponese (il costo del tonno!), troverà pochi stimoli che lo inducano a cambiare idea, a parte la confezione dignitosa e la discreta prova di Balasko.

Enzus79 31/03/20 23:01 - 1826 commenti

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L'amiciza che intercorre fra una bambina con problemi esistenziali, una portinaia e un ricco giapponese è alla base di questa discreta storia tratta dal best seller di Muriel Barbery. Tutto sommato il film non dispiace, però non si può fare a meno di sottolineare i ritmi non propriamente alti e un finale piuttosto scontato. Comunque merita una visione.

Pigro 10/04/20 09:05 - 7818 commenti

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Due storie intrecciate nel condominio come altrettante ed estreme favole morali della modernità: potente quella della portinaia che si sottrae al mondo nascondendo in sé una segreta interiorità (che tuttavia è solo accennata), bizzarra (e non così necessaria) quella dell’undicenne che pianifica il suicidio sentenziando (con discorsi un po’ troppo adulti o alla Lisa Simpson) sulla vacuità borghese. Il film è ben fatto e i nuclei di senso sono altrettante forti (ma a tratti semplicistiche) occasioni di riflessione per lo spettatore. Garbato.
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  • Homevideo Gestarsh99 • 5/07/11 00:45
    Scrivano - 14738 interventi
    Disponibile in edizione Blu-Ray Disc dall'11/07/2011 per Eagle Pictures:



    DATI TECNICI

    * Formato video 2,35:1 Anamorfico 1080p
    * Formato audio 5.1 Dolby Digital: Francese
    5.1 DTS HD: Italiano
    Dolby TrueHD 5.1: Italiano
    * Sottotitoli Italiano NU
    * Extra Interviste alle protagoniste
    Scene tagliate
    Dietro le quinte