Il mio piede sinistro

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Titolo originale: My Left Foot
Anno: 1989
Genere: drammatico (colore)
Note: Aka "My left foot - The story of Christy Brown"
Numero commenti presenti: 10

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 2/02/08 DAL BENEMERITO REDEYES
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Redeyes 2/02/08 15:39 - 2164 commenti

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Struggente, toccante, edificante. Un inno alla voglia di lottare e non arrendersi dinanzi alle tragedie, alle disavventure, al fato avverso. Uno di quei film che andrebbe visto quando tutto ci appare nero. Triste ma carico di energia. Brava la Fricker. Day Lewis assolutamente strepitoso.

Galbo 5/02/08 18:43 - 11453 commenti

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Ispirato alla storia vera di un irlandese paraplegico che imparò ad esprimersi adoperando il solo piede sinistro, il film di Jim Sheridan si caratterizza per la forza morale che la sceneggiatura assegna al protagonista, appena velata da una certa tendenza al compassionevole, su cui per fortuna gli autori non insistono molto. Riuscita è invece la ricostruzione dell'ambiente operaio di origine del protagonista. Molto bravi sia Day Lewis che la Fricker.

Cangaceiro 21/12/08 14:30 - 982 commenti

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Film tratto dalla biografia del pittore irlandese Brown, è un drammone incentrato sugli ostacoli che la vita ci pone davanti, come l'handicap e le difficoltà economiche. Si scivola spesso in un inevitabile patetismo da cassetta interrotto da rari e sbalorditivi momenti leggeri, come la partita a calcio e i primi approcci con le ragazze operati dal protagonista. La cosa migliore in assoluto è l'interpretazione di Day Lewis che gli valse l'Oscar: sembra un vero disabile!

Soga 28/05/09 14:41 - 125 commenti

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Ottimo film che deve moltissimo alla straordinaria interpretazione di Daniel Day Lewis, ma che non sarebbe stato così bello senza la capacità del regista di trattare, con intelligenza, capacità e profondità, una vicenda complessa e particolare come quella vissuta dal protagonista, vicenda la cui trasposizione cinematografica pone ad un costante confronto con il rischio di cadere in patetismo e ipocrisia. L'indagine della vita di Christy Brown, il suo rapporto con la madre, con la famiglia, con il mondo, è invece rispettosa e toccante.

Cotola 26/10/09 22:50 - 7630 commenti

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Ispirato alla figura del pittore irlandese Brown, il film presenta le tipiche componenti delle pellicole biografiche: scene madri, lungaggini, banalità. Rispetto alla media però la regia di Sheridan è più riuscita e fa, per quanto gli è possibile, meno leva sul patetico di altri lavori di questo tipo. Il meglio è la prova di Day Lewis che venne giustamente premiata con l’oscar.

Rebis 26/05/12 20:39 - 2088 commenti

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Christy Brown è egocentrico, caparbio, geniale e sboccato. Christy Brown è paraplegico. Film biografico che ha infestato scuole, cineforum e dibattiti, diventato negli anni paradigma di certo cinema dossier impegnato e tutto d'un pezzo, rischia di essere banalizzato aldilà dei suoi meriti oggettivi. Sheridan espone il corpo di Christy - un Day-Lewis dall'intensità disturbante - in tutta la sua provocante sgradevolezza: rivendicando dignità e indipendenza agli occhi del mondo sembra incarnare l'orgoglio ferito di una nazione, quella irlandese. Estremamente accurato il tratteggio psicologico.

Didda23 5/11/14 14:23 - 2298 commenti

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In questo preciso caso l'opera, nonostante la padronanza del mezzo e della scrittura del debuttante Sheridan, merita la visione per la prova attoriale di uno stratosferico Daniel Day-Lewis, che mette anima-voce-corpo in una interpretazione non certo facile. Nonostante il tema delicato, la pellicola ha l'abilità di non scadere nel facile pietismo e di non essere troppo greve dal punto di vista narrativo. Il registro dà spazio a momenti ironici che hanno la funzione di stemperare la tensione drammatica. Memorabile la Fricker.

Paulaster 20/01/16 10:15 - 2869 commenti

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Una buona ambientazione irlandese con i suoi sobborghi e pub per una comunità unita nei confronti della disabilità (sebbene lievemente edulcorata). Nel percorso cronologico si apprezza l’interpretazione di Day-Lewis, talmente in parte da far notare quanto gli altri stiano solo recitando, con piccola menzione anche per il ragazzino della prima parte. Emotivo nei rapporti con la madre, sfiora appena il tema religioso e il sesso, per una chiusura troppo rapida e poco significativa a livello di morale.

Daniela 3/04/16 20:15 - 9651 commenti

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Famiglia irlandese poveraccia ma ricca di figli: mamma coraggio, babbo iracondo ma brav'uomo, undici fra fratelli e sorelle perché "non lo fo per piacer mio ma per piacer a Dio". Che un film sulla vita del protagonista sfiori l'agiografica è comprensibile, dato che si tratta di una persona così straordinaria, ma aver così insistito sulla grande umanità di quanti lo circondano lo pone a rischio dell'oleografia da presepe. Rischio solo parzialmente evitato grazie alla prestazione di Day-Lewis, che, senza attenuare la sgradevolezza fisica del suo personaggio, ne fa percepire la forza interiore.

Minitina80 8/08/18 08:10 - 2400 commenti

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Non c’è solo l’interpretazione di Day-Lewis a rendere speciale il film. Anche il resto risulta essenziale, essendo il contesto familiare e il tessuto sociale in cui i Brown vivevano ben rappresentati e determinanti per cogliere e apprezzare le tante sfumature. L’umiltà e le difficoltà della famiglia irlandese e la condizione di Christy vengono rappresentate senza scadere nella facile retorica o nel pietismo, emozionando in più occasioni. È un’opera che fa sentire il peso della sua natura, malgrado ogni tanto cerchi di sdrammatizzare.
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