Chéri

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 8/09/09 DAL BENEMERITO GIACOMOVIE
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Giacomovie 8/09/09 04:28 - 1341 commenti

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Il modo in cui il film arriva ad una convincente ed appassionata (anche se affrettata) conclusione fa rimpiangere la prima parte più distaccata, nella quale si mette in mostra solo la raffinata fattura della confezione e si ha l'impressione di un film bello ma senz'anima. Sensazione confermata anche da attori molto professionali che perdono in naturalezza e da un'eleganza che diventa patinatura. La Pfeiffer, ancora bella ed attraente, difende le speranze di sex-appeal delle cinquantenni. Da cartolina alcuni scenari.

Galbo 27/11/09 05:32 - 11343 commenti

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Anni dopo Le relazioni pericolose, si ricompone il sodalizio tra il regista Stephen Frears e l’attrice Michelle Pfeiffer in questa buona trasposizione dei romanzi di Colette dedicati al rapporto d’amore tra un giovane e una matura cortigiana. Il contrasto tra la falsità della società della belle epoque francese e la sincerità dei sentimenti dei personaggi è l’elemento migliore del film oltre all’ottima caratterizzazione ambientale, laddove il limite del film è l’eccessiva sintesi della vicenda in un che avrebbe meritato un "respiro" più ampio.

Stefania 27/09/10 15:40 - 1600 commenti

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Arabescata di ironie, bon mots, frivolezze e tenere perfidie una storia struggente, dolorosa: la storia di un amore senza futuro, l'incontro tra la svogliata giovinezza di Cherì e l'ardente maturità di Lea, tra un'alba incerta e un fiammeggiante tramonto, nell'ultimo scorcio di Belle Epoque parigina. Un cast di primissimo ordine, una messinscena meticolosa, elegante e fredda, perfettamente funzionale ad un racconto scintillante e crudele, che parla della vittoria del tempo sulla futilità delle passioni.

Jcvd 17/05/11 12:12 - 258 commenti

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Film assolutamente inutile e di una banalità/noia disarmante. La Pfeiffer in versione prostituta affascina ma il suo personaggio è bilanciato da quello di Cheri, il protagonista, un mezzo Dorian Grey stupido, pallido, sciupafemmine a dispetto di un aspetto smilzo e spiccatamente omosessuale (vedi la passione per le perle!). Da dimenticare.

Cloack 77 9/08/12 15:00 - 547 commenti

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Splendido, elegante, pura classe. Frears regala un gioiello di stile, senza raffreddare la passione che nonostante il “gelo” dell'epoca divampa in ogni sguardo. L'amore, il tempo, il sogno. Purtroppo la Belle Epoque è già un malato e se tutto è iniziato con l'amore tutto terminerà nell'odio: la guerra. Frears affresca, leggero ma presente, forse concede troppo alla Bates (stavolta meno convincente del solito).

Giùan 10/11/12 14:44 - 2926 commenti

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Dopo Le relazioni pericolose e Mary Reilly, Hampton e Frears tornano a collaborare, continuando il loro raffinatissimo lavoro di scavo su film in costume e trasposizione letteraria. Il romanzo di Colette viene così in qualche modo scisso e "impiegato" per render il più palpitante e palpabile possibile il solco fra cornice della Belle epoque e il quadro di una squilibrata quanto sincera storia d'amore. Peccato solo che lo sbilanciamento diventi pure filmico, con la Pfeiffer a cui tien testa piuttosto la Bates che Friend. Splendide musiche di Desplat.
MEMORABILE: Le cartoline iniziali della Belle epoque; Friend che corre nel letto della moglie dopo essersi assicurato del ritorno di Lea; I duetti Pfeiffer-Bates.

Saintgifts 5/05/14 09:39 - 4098 commenti

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La messinscena è sontuosa, i costumi di un'eleganza che forse sovrasta quella della realtà del periodo, un cast che, a parte un Rupert Friend poco adeguato, è piuttosto funzionale a una storia che racchiude un'epoca ma che si può dire universale e fuori da ogni tempo. Forse è proprio l'interprete di Chéri, visto il suo ruolo determinante, a infastidire e a far storcere il naso a ogni sua apparizione in scena, con conseguente scarso godimento dell'opera, per il resto molto professionale. Pfeiffer e Jones, seduzione e freschezza a confronto.

Capannelle 25/05/15 17:44 - 3700 commenti

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Un Frears in apparenza insolito che sa comunque ben dirigere gli attori e disegnare situazioni sicuramente eleganti. Il ritmo per la verità non è alto e nella parte centrale sembra impantanarsi tra beghe amorose e alterne vicende. Lo soccorrono la professionalità della Pfeiffer (Friend e la Bates sono un po' monotoni) e la ricchezza d'ambientazioni. Non male.
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